Meteo, Cella Polare verso Europa: Inverno 2023 - 2024 iniziato con gelo e neve potrebbe fare la stessa fine
L’inverno 2023-2024 si è aperto sotto i riflettori di un palcoscenico che prometteva uno spettacolo di neve abbondante e freddo intenso, sia in Europa che in Nord America. Questa stagione, però, dopo un’avvio conforme alle aspettative, ha subìto un’inversione di tendenza, trasformandosi in una delle più calde mai registrate nella storia delle rilevazioni meteorologiche. Tale mutamento ha stimolato l’interesse della comunità scientifica, la quale si è interrogata sulle possibili cause di una simile anomalia climatica. Dopo mesi caratterizzati da ondate di calore invernali e temperature che hanno infranto numerosi record, ci avviciniamo alla conclusione dell’inverno, con il primo marzo che segna l’alba della primavera meteorologica.
La fine dell’inverno, tuttavia, non sembra arrestare la pratica ormai consolidata delle sorprendenti ondate di freddo primaverili, capaci di portare la neve anche in quelle regioni che durante l’inverno ne sono state prive. La primavera accentua gli scambi di masse d’aria tra le diverse latitudini e il clima subisce variazioni a causa dell’aumento della radiazione solare nell’emisfero nord. In questo periodo, il vortice polare stratosferico tende al collasso, potendo essere seguito da riscaldamenti tardivi della stratosfera, spesso precursori di ondate di freddo tardivo.
Tali episodi non sono una novità, avendo caratterizzato non solo gli ultimi anni ma anche periodi passati. Esemplari sono le fredde Pasque che hanno visto neve persino a quote basse, come l’intensa fase di freddo e neve tra il 14 e il 15 aprile 1995, o la neve sulle coste dei primi giorni di aprile 2003. In un’era segnata dal cambiamento climatico, fenomeni meteorologici un tempo considerati improbabili diventano sempre più frequenti, specialmente nelle stagioni di transizione.
Il passaggio dall’autunno all’inverno è spesso caratterizzato da un’estate che si protrae insolitamente a lungo, lasciando poi spazio a un inverno che si conclude prematuramente sotto l’influenza di potenti anticicloni di blocco. Questi impediscono l’insediamento di alte pressioni e l’arrivo di masse d’aria fredda.
Nonostante ciò, l’inverno 2023-2024 ha comunque registrato, in alcune aree dell’emisfero, condizioni climatiche estremamente rigide, in alcuni casi persino record, accompagnate da significative nevicate. In Italia, tuttavia, queste condizioni si sono manifestate solo in parte e principalmente nelle regioni alpine all’inizio di dicembre, a causa dei venti miti che hanno impedito la discesa di masse d’aria fredda per tutta la stagione.
Gli esperti hanno ipotizzato diverse teorie, tra cui l’espansione verso nord della cella di Hadley, per cercare di spiegare questi fenomeni. Emergono anche previsioni relative alla possibilità di un’imminente irruzione di aria artica, sebbene queste siano ancora incerte e non prevedano con precisione l’arrivo di un’ondata di freddo significativa.
All’inizio di dicembre del 2023, l’Europa si è trovata avvolta in un manto di neve e freddo che ha segnato uno degli inizi d’inverno più rigidi degli ultimi anni. I giornali americani riferivano di una vera e propria “esplosione invernale” che aveva portato neve record e temperature pungenti, facendo emergere un contrasto notevole con l’anno precedente, caratterizzato da condizioni anormalmente calde e prive di neve.
La città di Monaco di Baviera, terza per grandezza in Germania, ha sperimentato un evento meteorologico estremo, con quasi mezzo metro di neve caduta durante un singolo fine settimana, stabilendo un nuovo record per il mese di dicembre. Questa tempesta di neve non solo ha superato i precedenti record della città ma si è anche classificata tra le più intense mai registrate in qualunque mese, segnando un evento storico dal marzo 2006.
L’improvviso inizio invernale non ha risparmiato il resto dell’Europa; molte aree della Germania e altre regioni europee si sono ritrovate sotto uno spesso strato di neve. Le previsioni annunciavano ulteriori nevicate, soprattutto dal versante alpino verso il nord attraverso la Germania fino alle regioni orientali del continente. Questi nuovi accumuli di neve hanno provocato significativi ritardi negli aeroporti, con Monaco, Francoforte, Amburgo, Ginevra e diverse città russe particolarmente colpite, causando cancellazioni di centinaia di voli e, di conseguenza, chiusure temporanee di aeroporti, come quello di Amsterdam e Glasgow.
Oltre ai disagi nei trasporti aerei, la neve ha avuto un impatto diretto anche su strade e servizi pubblici, con la Cumbria, nel nord-ovest dell’Inghilterra, che ha visto accumuli significativi di neve, portando al blocco di veicoli e alla perdita di energia elettrica per circa 13.000 clienti.
L’entità delle nevicate in Europa è stata confermata anche dalle osservazioni satellitari e terrestri, che hanno rivelato una notevole estensione del fenomeno sul continente. Secondo MeteoSvizzera, le zone abitualmente nevose, come le Alpi, hanno registrato quantità di neve superiori alla media, con alcune località che si sono avvicinate ai record storici per il periodo dell’anno.
L’inizio dell’inverno 2023-2024 è stato probabilmente il più nevoso in Europa dal 2010, come sottolineato dal meteorologo francese Nahel Belgherze. Questo fenomeno è stato innescato dalla discesa di aria gelida dall’estremo nord dell’Europa verso la fine di novembre, che ha portato a temperature ben al di sotto della norma, in particolare nelle regioni alpine, dove si sono registrate temperature vicine o inferiori allo zero, tipiche dei paesi scandinavi.
Nonostante la copertura nevosa inferiore alla media in Nord America, l’abbondanza di neve in Europa ha contribuito a mantenere l’entità delle nevicate sull’emisfero settentrionale quasi al di sopra della media nelle ultime otto settimane. Questa situazione straordinaria ha riguardato anche la Russia, compresa la Siberia, dove sono state registrate alcune delle più significative nevicate giornaliere, causando gravi disagi.
Le eccezionali condizioni di freddo, con temperature scese fino a -60/-70 gradi Celsius in Siberia, rappresentano un livello di freddo eccezionale per l’inizio dell’inverno, suggerendo che il notevole freddo e le abbondanti nevicate potrebbero preludere a un inverno particolarmente rigido anche in Nord America.
Il clima invernale severo in Europa è stato associato alla fase negativa dell’Oscillazione Artica (AO), che permette all’aria gelida del Polo Nord di spostarsi verso sud. Questo schema climatico ha influenzato la posizione della corrente a getto, determinando condizioni meteorologiche est
reme. Tuttavia, con l’attenuarsi della fase negativa dell’AO, si prevede un graduale allentamento delle condizioni invernali, sebbene ulteriori incursioni di freddo e neve rimangano possibili.
In conclusione, nonostante il persistere di un clima invernale severo (di inizio dicembre) in alcune parti dell’Europa, il resto del pianeta continua a sperimentare condizioni più calde del normale, con l’ultimo novembre registrato come il più caldo mai misurato sulla Terra, segno di un andamento climatico globale che continua a sorprendere e a richiedere attenzione.
