Le temperature dell’aria, scese al di sotto dello zero, hanno avvolto il Montana e le Dakote il 13 e 14 gennaio. La stazione meteorologica del National Weather Service a Billings, nel Montana, ha registrato una temperatura di -34 gradi Celsius il 13 gennaio, la più bassa dal 1999, anno di istituzione della stazione.
Pericolo di congelamento
La sensazione di freddo sulla pelle umana, causata dal vento, ha raggiunto i -51 gradi Celsius in Montana e nelle Dakote. Una temperatura percepita di -29 gradi Celsius può causare congelamenti in soli 30 minuti. Al 14 gennaio, oltre 95 milioni di cittadini erano sotto avviso di freddo estremo, secondo il servizio meteorologico. Le temperature pericolosamente basse sono rimaste su ampie zone degli Stati Uniti per diversi giorni.
La mappa delle temperature
La mappa qui sopra mostra le temperature dell’aria a 2 metri dal suolo alle 7 del mattino, ora standard orientale (12:00 Tempo Universale) del 15 gennaio, come rappresentato dal modello Goddard Earth Observing System. GEOS è un modello atmosferico globale che utilizza equazioni matematiche per rappresentare i processi fisici. Le misurazioni di temperatura, umidità, velocità del vento e altre condizioni vengono raccolte dai satelliti della NASA e da altre fonti, poi aggiunte al modello per simulare al meglio la realtà osservata.
Neve e record di freddo
L’aria fredda si è estesa fino al sud, in Texas e Louisiana, dove le temperature sono scese a -7 gradi Celsius il 15 e 16 gennaio. Il 16 gennaio, l’aeroporto di Houston, in Texas, ha registrato -7 gradi Celsius, un nuovo record di minima per quella data.
Neve abbondante e condizioni pericolose
L’aria gelida ha portato con sé forti nevicate, specialmente nelle aree a valle dei Grandi Laghi. Quando l’aria artica ha attraversato le acque relativamente calde dei laghi, si è rapidamente riscaldata e ha acquisito l’umidità necessaria per formare strette bande di nuvole. Queste lunghe bande parallele di nuvole cumuliformi, note come “strade di nuvole”, sono visibili nell’immagine a colori naturali acquisita dallo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) sul satellite Aqua della NASA il 16 gennaio 2024.
Il trasferimento di calore e umidità dai laghi all’atmosfera inferiore, che ha prodotto neve da effetto lago, ha portato a cadute di neve di 2,5-7,5 cm all’ora nelle città a valle. Aree dell’ovest di New York sono state sepolte da più di 60 cm di neve il 13 e 14 gennaio. Secondo le notizie, le condizioni pericolose hanno costretto la National Football League a posticipare una partita di playoff a Buffalo, New York.
Il ghiaccio sui Grandi Laghi e le previsioni
I Grandi Laghi hanno registrato un livello insolitamente basso di ghiaccio questo inverno, e la mancanza di copertura glaciale ha portato a più neve da effetto lago. Grand Rapids, nel Michigan, ha accumulato quasi 69 cm di neve dall’inizio del 2024, con la maggior parte caduta tra l’8 e il 16 gennaio. La città ha superato i tipici 58 cm di neve ricevuti nel mese di gennaio e si prevede che ne riceverà ancora fino al 20 gennaio.
Un’altra ondata di aria artica è prevista per diffondersi sulla metà orientale del paese il 19 e 20 gennaio. Sebbene il sistema non sarà estremo come la prima ondata, secondo il servizio meteorologico, “le temperature massime diurne nelle Pianure e nella Valle del Mississippi potrebbero essere di 11-17 gradi Celsius al di sotto della norma, con il vento che renderà la sensazione di freddo ancora più intensa”.