Ondata di gelo estrema: i connotati dimenticati
Oltre all’Italia, un altro paese che fu particolarmente colpito dal rigido inverno del 1962/63 fu la Francia, dove il freddo raggiunse livelli eccezionali. Infatti, in Francia quell’inverno si protrasse per un periodo estremamente lungo. Il freddo iniziò a farsi sentire con intensità già a dicembre, quando si registrò il giorno di Natale più freddo del XX secolo. Dopo una breve tregua, il freddo intenso riprese con vigore il 12 gennaio e continuò senza sosta fino al 6 febbraio.
Durante questo periodo, in Francia si raggiunsero record storici di temperature basse. Ad esempio, il 23 gennaio la temperatura scese a -23°C a Lione, mentre il 20 gennaio Dinard registrò -13,7°C. A Montpellier si toccarono i -17,8°C, e Vichy raggiunse addirittura i -24°C il 5 febbraio. Già a dicembre, le città di Montpellier, Vichy e Tolosa avevano infranto i loro record mensili di temperatura minima. Anche Parigi non fu risparmiata, con una temperatura minima di -13°C.
L’inverno di quell’anno vide Marsiglia colpita da ben quattro intense tempeste di neve, ciascuna delle quali accumulò almeno 20 cm di neve. La situazione divenne particolarmente critica a febbraio, quando si verificarono carenze nelle forniture di gas e carbone. A Parigi, numerosi condomini furono costretti a rimanere senza riscaldamento a causa di queste carenze.
Di fronte a questa situazione eccezionale, gli studenti dei licei francesi beneficiarono di un periodo di vacanza imprevisto. Nel frattempo, il porto di Deauville, situato sulla Manica, vide i suoi yachts intrappolati dal ghiaccio. Anche la baia di Arcachon, situata nell’Atlantico nel sud-ovest della Francia, era completamente gelata. Nei laghetti parigini, completamente ricoperti da uno strato di ghiaccio spesso 15 cm, fu vietato pattinare.
Curiosamente, mentre in Francia si viveva questa situazione di freddo estremo, in Svizzera il lago di Zurigo si trasformò nella più grande pista di pattinaggio al mondo! Il 4 febbraio segnò il culmine dell’ondata nevosa nella regione del Languedoc-Roussillon e in Corsica. Montpellier fu letteralmente sepolta sotto la neve, e il giorno successivo stabilì il proprio record di freddo assoluto, scendendo a -17,8°C. È notevole pensare che si tratti di una città situata a pochi chilometri dal Mar Mediterraneo.
Le forti nevicate colpirono anche Nizza e tutta la Costa Azzurra. Gli olivi, che erano stati reimpiantati dopo il gelido inverno del 1956, perirono nuovamente sotto il peso del freddo.
Dopo il 5 febbraio, finalmente si verificò una fase di mitigazione del freddo, ma il 20 febbraio il freddo e nuove nevicate fecero nuovamente visita alla Francia, continuando a persistere fino a marzo.
