Il rischio del metano congelato nei nostri oceani
Recenti studi hanno evidenziato come il metano congelato, noto anche come “ghiaccio di fuoco”, intrappolato sotto gli oceani, sia a rischio di scioglimento a causa dei cambiamenti climatici, con la potenziale liberazione di grandi quantità di metano nell’atmosfera. Grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di imaging sismico tridimensionale, è stato scoperto che il metano dissociato può migrare per distanze significative, mettendo in discussione le precedenti ipotesi sulla sua stabilità.
La minaccia del metano idrato
Una struttura simile al ghiaccio
Il metano idrato, o ghiaccio di fuoco, è una struttura simile al ghiaccio sepolta nel fondale oceanico che contiene metano. Enormi quantità di metano sono immagazzinate come metano marino sotto gli oceani. Quando gli oceani si riscaldano, il metano si scongela, rilasciandosi negli oceani e nell’atmosfera - noto come metano dissociato – contribuendo al riscaldamento globale.
La scoperta e le sue implicazioni
Un team internazionale di ricercatori guidato dall’Università di Newcastle ha scoperto che, con lo scioglimento del metano congelato e del ghiaccio, il metano – un potente gas serra – viene rilasciato e si muove dalle parti più profonde del pendio continentale fino al bordo della piattaforma sottomarina. Hanno persino scoperto una tasca che si era spostata per 25 miglia (40 chilometri).
Prospettive di ricerca più ampie e piani futuri
La ricerca e i suoi risultati
Pubblicando sulla rivista Nature Geoscience, i ricercatori affermano che ciò significa che molto più metano potrebbe potenzialmente essere vulnerabile e rilasciato nell’atmosfera a seguito del riscaldamento climatico. I risultati dello studio possono svolgere un ruolo chiave nell’aiutare a prevedere e affrontare l’impatto del metano sul nostro clima in cambiamento.
Piani futuri e ulteriori ricerche
Il team prevede di continuare a cercare prove di sfiati di metano lungo il margine e di cercare di prevedere dove si verificheranno massicci sfiati di metano man mano che riscaldiamo il pianeta. I ricercatori stanno ora pianificando una crociera scientifica per perforare i pockmarks e vedere se possono collegarli più strettamente agli eventi di riscaldamento climatico passati.
In conclusione, il metano è il secondo gas serra antropogenico più abbondante dopo l’anidride carbonica (CO2). I dati dell’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti mostrano che il metano rappresenta circa il 16% delle emissioni globali di gas serra. La scoperta del metano congelato vulnerabile ai cambiamenti climatici sottolinea l’importanza di comprendere meglio il ruolo degli idrati nel sistema climatico e di adottare misure per mitigare il loro potenziale impatto sul riscaldamento globale.