Il ruolo dell’Oceano Artico nell’assorbimento di CO2
L’Oceano Artico è noto per la sua capacità di assorbire grandi quantità di anidride carbonica, fino a 180 milioni di tonnellate all’anno, una quantità superiore a quella emessa annualmente da una metropoli come New York. Questa caratteristica lo rende uno dei principali depositi di CO2 del pianeta, contribuendo in modo significativo alla regolazione del clima globale. Tuttavia, le recenti osservazioni hanno rivelato che questa capacità di assorbimento sta diminuendo, soprattutto nelle zone dove i fiumi si gettano in mare, portando con sé sostanze inquinanti.
La ricerca sul delta del fiume Mackenzie
Il team di ricerca si è concentrato in particolare sul delta del fiume Mackenzie, il secondo sistema fluviale più grande del Nord America, che sfocia nel Mare di Beaufort, una regione dell’Oceano Artico. Utilizzando un modello sviluppato da NASA e Massachusetts Institute of Technology, basato su dati raccolti per oltre 20 anni da satelliti e strumenti marini, i ricercatori sono stati in grado di simulare i cambiamenti che avvengono nell’oceano a seguito dell’arrivo di acqua dolce e altre sostanze come carbonio e azoto.
I risultati dello studio
Dall’analisi dei dati è emerso che il bilancio tra assorbimento ed emissione di CO2 nell’area del Mare di Beaufort è cambiato: l’Oceano Artico rilascia ogni anno 0,13 tonnellate di anidride carbonica in più rispetto a quella immagazzinata. Questa quantità è paragonabile alle emissioni annuali di 28mila automobili a benzina. Questi risultati sono allarmanti, considerando che circa la metà dell’Oceano Artico è composta da acque costiere, dove l’acqua dolce dei fiumi si riversa nel mare. Inoltre, con il progressivo scioglimento dei ghiacci, i fiumi scorrono più rapidamente, scaricando una maggiore quantità di materia organica.
La necessità di interventi urgenti
La situazione attuale richiede interventi urgenti per preservare l’equilibrio dell’Oceano Artico e la sua capacità di assorbire CO2. È fondamentale monitorare costantemente le acque costiere e i fiumi che si gettano in mare, per comprendere meglio i processi che stanno alterando il bilancio di anidride carbonica. Solo così sarà possibile adottare misure efficaci per proteggere questo prezioso ecosistema e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.