La connessione tra preferenze musicali e valori morali
Un recente studio ha rivelato una significativa connessione tra le preferenze musicali delle persone e i loro valori morali. Utilizzando tecniche di apprendimento automatico per analizzare testi e caratteristiche audio delle canzoni preferite, lo studio ha scoperto che la musica influenza notevolmente le sensibilità morali. Più di 1.400 partecipanti hanno condiviso la loro musica preferita per l’analisi, che ha mostrato come elementi musicali come tono e timbro si correlino con determinati valori morali.
Il legame tra gusti musicali e valori morali
I ricercatori hanno scoperto una forte connessione tra i gusti musicali delle persone e i loro valori morali, suggerendo che la musica è più di un semplice intrattenimento e può plasmare le convinzioni morali.
Uno studio innovativo
Lo studio, pubblicato il 29 novembre sulla rivista PLOS ONE, ha scoperto una notevole connessione tra le preferenze musicali degli individui e i loro valori morali, gettando nuova luce sull’influenza profonda che la musica può avere sulla nostra bussola morale.
La ricerca, condotta da un team di scienziati della Queen Mary University di Londra e della Fondazione ISI di Torino, Italia, ha impiegato tecniche di apprendimento automatico per analizzare i testi e le caratteristiche audio delle canzoni preferite degli individui, rivelando un complesso intreccio tra musica e moralità.
“I nostri risultati forniscono prove convincenti che le preferenze musicali possono servire come una finestra sui valori morali di un individuo”, ha affermato il Dr. Charalampos Saitis, uno degli autori senior dello studio e docente di elaborazione musicale digitale presso la Scuola di Ingegneria Elettronica e Informatica della Queen Mary University di Londra.
Processo di ricerca e raccolta dati
Lo studio ha coinvolto un dataset esistente di oltre 1.400 partecipanti che hanno completato questionari psicometrici per valutare i loro valori morali e hanno fornito informazioni sui loro artisti preferiti tramite i “Mi piace” alle pagine di Facebook. I ricercatori hanno poi estratto le caratteristiche acustiche e liriche dalle prime cinque canzoni degli artisti preferiti di ciascun partecipante.
Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico, il team ha analizzato le caratteristiche estratte per prevedere i valori morali dei partecipanti. Varie tecniche di elaborazione del testo, tra cui metodi basati su lessico e incorporamenti basati su BERT, sono stati impiegati per analizzare la narrazione, i valori morali, il sentimento e le emozioni nei testi. Inoltre, le caratteristiche audio di basso e alto livello fornite tramite l’API di Spotify sono state utilizzate per comprendere le informazioni codificate nelle scelte musicali dei partecipanti, migliorando le inferenze morali.
Risultati e implicazioni
I risultati hanno dimostrato che una combinazione di caratteristiche liriche e audio ha superato le informazioni demografiche di base nel prevedere la bussola morale degli individui. In particolare, elementi musicali come tono e timbro sono emersi come predittori cruciali per i valori di Cura e Giustizia, mentre i sentimenti e le emozioni espressi nei testi sono stati più efficaci nel prevedere tratti di Lealtà, Autorità e Purezza.
“I nostri risultati rivelano che la musica non è solo una fonte di intrattenimento o piacere estetico; è anche un potente mezzo che riflette e plasma le nostre sensibilità morali”, ha commentato Vjosa Preniqi, autrice principale dello studio e dottoranda presso il Centro di Formazione Dottorale in Ingegneria dei Media Centrati sull’Audience e Informati dai Dati della Queen Mary. “Comprendendo questa connessione, possiamo aprire nuove strade per interventi basati sulla musica che promuovono uno sviluppo morale positivo.”
Prospettive future e applicazioni
Le implicazioni dello studio vanno oltre la semplice curiosità accademica, avendo il potenziale di influenzare il modo in cui ci impegniamo con e utilizziamo la musica in diversi aspetti della vita. “La nostra scoperta può aprire la strada a applicazioni che vanno da esperienze musicali personalizzate a innovative terapie musicali e campagne di comunicazione”, ha commentato la Dr.ssa Kyriaki Kalimeri, co-autrice senior dello studio e ricercatrice presso la Fondazione ISI.
“La nostra ricerca ha scoperto un importante collegamento tra musica e moralità, aprendo la strada a una comprensione più profonda delle dimensioni psicologiche delle nostre esperienze musicali”, ha concluso Vjosa Preniqi. “Siamo entusiasti di continuare ad esplorare questo ricco e inesplorato territorio.”
Fonte dei dati e considerazioni etiche
Questo studio è stato condotto utilizzando dati dall’applicazione Facebook LikeYouth, uno strumento di indagine incentrato sulla ricerca che ha coinvolto oltre 64.000 partecipanti principalmente in Italia. I partecipanti hanno fornito il consenso volontario e informato e hanno completato vari sondaggi psicometrici, tra cui il Questionario sui Fondamenti Morali (MFQ), oltre a condividere dettagli demografici e “Mi piace” alle pagine di Facebook.
Riferimento: “Soundscapes of morality: Linking music preferences and moral values through lyrics and audio” di Vjosa Preniqi, Kyriaki Kalimeri e Charalampos Saitis, 29 novembre 2023, PLOS ONE.
DOI: 10.1371/journal.pone.0294402