Il 2023 è stato un anno segnato da eventi climatici estremi che hanno causato la perdita di almeno 12.000 vite umane, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. Questi dati emergono da un’analisi condotta dall’organizzazione Save the Children, che ha esaminato gli eventi climatici correlati registrati nel corso dell’anno, tra cui inondazioni, incendi boschivi, cicloni, tempeste e frane.
Un aumento allarmante delle vittime
Inondazioni e tempeste devastanti
Il 2023 ha visto un aumento significativo del numero di morti causati da frane (60%), incendi boschivi (278%) e tempeste (340%). In particolare, le inondazioni in Libia, conseguenza della tempesta Daniel di settembre, hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione.
Paesi a basso reddito maggiormente colpiti
L’analisi sottolinea come i paesi a basso e medio-basso reddito abbiano subito le conseguenze più gravi della crisi climatica, con oltre la metà delle vittime del 2023 provenienti da queste nazioni, e quasi la metà (45%) da paesi responsabili di meno dello 0,1% delle emissioni globali.
Le conseguenze sui più vulnerabili
Impatto sui bambini e le famiglie
Le migliaia di morti causate dagli eventi climatici estremi di quest’anno sono un esempio lampante dell’enorme impatto che il cambiamento climatico ha sui bambini, sulle famiglie e sulle comunità. I disastri climatici lasciano i bambini senza casa, fuori dalla scuola, affamati e impauriti che inondazioni, tempeste e incendi possano portare via i loro cari.
La necessità di un’azione immediata
È necessario aumentare significativamente i finanziamenti per il clima e renderli più rispondenti alle esigenze dei bambini, inclusi i danni e le perdite subite. L’accordo raggiunto alla COP28 per “transitare” lontano dai combustibili fossili è un passo nella giusta direzione, ma non sufficiente per una rapida eliminazione dei combustibili fossili, necessaria per garantire una transizione equa per i bambini a livello globale.
Disastri climatici del 2023
Ciclone Freddy e la distruzione nell’Africa meridionale
Il ciclone Freddy ha portato distruzione a Madagascar, Malawi e Mozambico a febbraio, per poi colpire nuovamente il Mozambico a marzo. Questo ciclone, uno dei più longevi mai registrati, ha causato la morte di oltre 1.400 persone, ha sfollato migliaia di persone e distrutto oltre 1.600 scuole in Mozambico e Malawi, interrompendo l’istruzione di centinaia di migliaia di bambini.
Il monsone in Pakistan e le sue vittime
In Pakistan, quasi 200 persone, quasi la metà bambini, sono state uccise durante la stagione dei monsoni iniziata a fine giugno. Le piogge di quest’anno hanno amplificato una situazione già difficile per le comunità a seguito delle mega inondazioni del 2022, tra le peggiori nella storia del paese.
Il lavoro di Save the Children
Prevenzione e recupero
Come principale organizzazione indipendente per i diritti dei bambini, Save the Children opera in 116 paesi, affrontando il cambiamento climatico in tutte le sue attività. Supportiamo i bambini e le loro comunità a prevenire, prepararsi, adattarsi e recuperare dai disastri climatici e dai cambiamenti climatici graduati.
Supporto ai giovani attivisti
Save the Children collabora anche con giovani attivisti per il clima che chiedono un cambiamento. I bambini di tutto il mondo chiedono un migliore accesso all’educazione sul clima, maggiori finanziamenti per infrastrutture resilienti al clima e un posto al tavolo con i decisori politici.
Il 2023 è stato un anno che ha messo in evidenza le sfide poste dal cambiamento climatico e l’urgente necessità di agire per proteggere i più vulnerabili, in particolare i bambini, dalle sue devastanti conseguenze.