L’agricoltura del futuro: come i droni stanno rivoluzionando il settore in Tunisia
In Tunisia, i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova l’agricoltura, con anni di siccità e condizioni meteorologiche imprevedibili. Per far fronte a queste sfide, i contadini tunisini stanno ricorrendo a tecnologie moderne, come i droni, per monitorare la salute delle loro colture e ottimizzare l’uso delle risorse idriche.
La tecnologia al servizio dell’agricoltura
Monitoraggio aereo delle colture
Sopra le rigogliose piantagioni di aranci vicino a Nabeul, nell’est della Tunisia, un drone nero equipaggiato con una telecamera multi-lente e sensori sorvola incessantemente. Questo velivolo senza pilota è stato ingaggiato dai contadini tunisini per adattarsi agli anni di siccità e ai modelli meteorologici erratici causati dal cambiamento climatico. “Le stagioni non sono più come prima, quando sapevamo esattamente cosa fare”, afferma Yassine Gargouri, un contadino che ha assunto la start-up RoboCare per analizzare dal cielo i livelli di idratazione, la qualità del suolo e la salute generale delle piante, al fine di prevenire danni irreversibili.
Ottimizzazione delle risorse
La tecnologia impiegata “ci fornisce informazioni su quanta acqua ogni pianta necessita, né più né meno”, spiega Gargouri. Grazie a questa innovazione, è possibile risparmiare fino al 30% del consumo di acqua e ridurre del 20% i costi di fertilizzanti e medicinali, aumentando al contempo la produzione delle colture del 30%, come spiega Imen Hbiri, fondatrice 35enne di RoboCare.
La sfida di domani
Limiti dei metodi tradizionali
Imen Hbiri, figlia di contadini, conosce bene i limiti dei metodi agricoli esistenti. Ora, con pochi clic, può accedere a scansioni che rilevano segni di malattia o malnutrizione prima che siano visibili ad occhio nudo. Sullo schermo, i campi appaiono in immagini RGB (rosso, verde, blu) – più le piante sono verdi, più sono sane.
La precisione nella cura delle piante
I contadini possono quindi utilizzare irroratrici montate sui droni per colpire con maggiore precisione le piante malate, riducendo così le spese. “Dobbiamo adattarci a questi sconvolgimenti”, aggiunge Gargouri. “È la sfida di domani”.
La Tunisia sta attualmente vivendo il suo ottavo anno di siccità, con le sue dighe, principale fonte di acqua potabile e per l’irrigazione delle colture, riempite solo al 22% della loro capacità. Circa 20 dighe, per lo più situate nel sud, sono completamente fuori servizio. Anche nei paesi vicini, la scarsità d’acqua è un problema importante.
Difficoltà burocratiche
Perché l’uso di queste tecnologie diventi diffuso, è necessario cambiare la legge in Tunisia e sensibilizzare l’opinione pubblica. Algeria, Marocco e Tunisia vietano l’uso di droni senza permesso, che nel caso di usi commerciali può richiedere mesi per essere rilasciato. Hbiri spera che le autorità aiuteranno le start-up a raggiungere più contadini, stimando che “solo il 10% dei contadini in Tunisia dipende da questo tipo di tecnologia”. “Vogliamo concentrare il nostro lavoro sull’uso della tecnologia e non perdere tempo ed energie in questioni amministrative e spostamenti tra uffici e banche, che rallentano i nostri progressi”, conclude.