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Telescopi a raggi X ⁣della NASA svelano‍ gli “scheletri” di una struttura spaziale a forma di mano

Introduzione

Le osservazioni⁣ dei telescopi a raggi X della NASA hanno rivelato le strutture magnetiche, simili a “ossa”, di una struttura spaziale a forma di mano. Questa⁣ scoperta offre preziose informazioni sul‍ comportamento delle stelle ​morte e dei potenti campi magnetici che​ le circondano.

Nel 1895, Wilhelm Röntgen scoprì i raggi X⁤ e li utilizzò per visualizzare le ossa della mano⁤ di sua moglie, dando il via ​a un rivoluzionario strumento diagnostico per la medicina. Ora, due dei ​telescopi spaziali a raggi X della NASA hanno unito ⁤le loro capacità di imaging per svelare le ⁤”ossa” magnetiche di una straordinaria struttura a forma di mano nello spazio. Questi telescopi mostrano il comportamento di⁢ una stella collassata morta che continua a esistere attraverso getti di particelle di materia ed antimateria⁤ energizzate.

La trasformazione di‍ una stella

La ‌formazione di una stella di​ neutroni

Circa 1500 anni fa, una stella ⁣gigante della nostra galassia ⁤esaurì il carburante nucleare da bruciare. Quando ciò accadde, ​la stella collassò su se stessa ⁢e formò un oggetto estremamente denso chiamato stella di neutroni.

Le stelle di neutroni in rotazione con forti campi magnetici, o pulsar, forniscono laboratori per la fisica estrema, con condizioni che non possono⁤ essere‍ replicate sulla Terra. Le giovani pulsar possono creare getti di materia ed antimateria che si allontanano dai poli della ‌pulsar, insieme a un vento intenso, formando una “nebulosa del vento della‌ pulsar”.

La somiglianza della nebulosa

Nel 2001, l’Osservatorio a raggi X ​Chandra della NASA osservò per la prima volta la pulsar PSR B1509-58 e rivelò che la sua nebulosa del vento della pulsar‌ (nota come MSH 15-52) assomiglia a una ⁣mano umana. La pulsar si trova alla base della “palma” della nebulosa. MSH 15-52​ si trova ⁢a 16.000 ⁢anni luce dalla Terra.

Le profonde osservazioni di IXPE

Ora, il più⁤ recente telescopio a raggi X della NASA, l’Imaging ⁢X-ray Polarimetry Explorer (IXPE), ha osservato MSH 15-52 ⁤per ⁢circa‌ 17 giorni, il⁣ periodo più lungo‍ in cui ha osservato un singolo oggetto da quando ⁢è stato ⁣lanciato nel dicembre⁢ 2021.

“I dati di IXPE ci ‍forniscono la prima mappa del campo magnetico nella ‘mano’”, ha dichiarato Roger Romani della ‌Stanford University ⁢in California, che ha guidato lo studio. ⁢”Le particelle caricate che producono i ‍raggi X viaggiano lungo il campo magnetico, determinando​ la forma di base⁤ della nebulosa, come ​fanno‍ le ossa in una mano umana”.

Le intuizioni sulla polarizzazione dei raggi X

Il comportamento dei campi magnetici e delle particelle

IXPE fornisce ‍informazioni sull’orientamento del campo elettrico dei‌ raggi X, determinato dal campo magnetico della sorgente di raggi X. Questo è chiamato polarizzazione dei raggi X. In grandi regioni di MSH 15-52, l’ammontare di polarizzazione è notevolmente alto, raggiungendo il livello​ massimo previsto dai lavori ⁢teorici. Per raggiungere quella forza,​ il ‌campo magnetico deve essere molto dritto e uniforme, il che significa che c’è poca turbolenza in quelle regioni ‍della nebulosa del ⁣vento della pulsar.

“Siamo tutti familiari con i raggi X come strumento diagnostico medico per gli ⁣esseri umani”, ha detto l’autrice Josephine⁣ Wong, anch’essa di ⁤Stanford. “Qui stiamo utilizzando i raggi X in ‍un modo diverso, ma stanno ancora rivelando informazioni che altrimenti ci sarebbero nascoste”.

Ulteriori scoperte e⁤ collaborazioni

IXPE ha anche rilevato campi magnetici simili per le nebulose del​ vento delle pulsar Vela⁣ e Crab, il che implica che ⁢potrebbero essere‍ sorprendentemente comuni in questi oggetti.

Questi risultati sono pubblicati in un nuovo articolo su The ⁣Astrophysical Journal.

IXPE è una collaborazione tra la NASA e l’Agenzia Spaziale Italiana⁤ con partner e collaboratori scientifici in 12 paesi. IXPE​ è guidato‌ da​ Marshall.‌ Ball Aerospace, con⁣ sede⁣ a Broomfield, Colorado, gestisce le operazioni spaziali insieme al Laboratory for Atmospheric ⁢and Space Physics dell’Università del Colorado a Boulder.

Il Marshall Space Flight Center della NASA gestisce il programma Chandra. Il Chandra X-ray Center dell’Osservatorio Astrofisico Smithsonian controlla le operazioni⁤ scientifiche da Cambridge, Massachusetts, e le operazioni di volo da Burlington, Massachusetts.

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