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L’Organizzazione ‌Mondiale della‌ Sanità (OMS) ha identificato la ​solitudine come una grave⁢ minaccia per ​la salute a ⁢livello globale, paragonando i suoi ⁣effetti ⁢sulla mortalità a quelli del fumo di 15 sigarette al⁤ giorno.

Una ⁢commissione internazionale per‍ affrontare​ il problema

L’OMS ha istituito una commissione internazionale⁤ per affrontare il‍ problema della solitudine. La commissione è guidata dal chirurgo generale degli ‍Stati Uniti, il Dr. Vivek Murthy, e dall’inviato‍ giovanile⁤ dell’Unione Africana, Chido Mpemba. Il gruppo è composto da 11⁢ rappresentanti e ministri⁢ governativi, tra cui Ralph Regenvanu, ministro dell’adattamento ai cambiamenti⁢ climatici a Vanuatu, e Ayuko Kato, ministro responsabile delle misure contro la solitudine e l’isolamento in Giappone.

Il contesto della pandemia

La decisione ‍di ​istituire la commissione arriva dopo che la pandemia di Covid-19 ha interrotto le attività economiche e sociali, aumentando​ i livelli di solitudine. Tuttavia, è anche emersa una nuova ​consapevolezza dell’importanza di affrontare questo problema. La commissione lavorerà per tre anni.

Un problema globale

“La solitudine supera i‌ confini ed è diventata una preoccupazione per⁢ la ⁢salute pubblica a‌ livello globale, influenzando ogni aspetto della ​salute,‌ del ‌benessere‌ e dello sviluppo”, ‍ha dichiarato Mpemba. ​”L’isolamento sociale non conosce età o confini”.

Le conseguenze sulla salute

Secondo Murthy, i⁢ rischi per la salute legati ​alla solitudine sono paragonabili a quelli del fumo di fino a⁤ 15 sigarette ⁣al giorno, e sono ⁣addirittura ⁢superiori a quelli⁣ associati all’obesità e alla⁤ mancanza di attività fisica.

Un problema non solo⁤ dei paesi​ sviluppati

Sebbene la solitudine‍ sia spesso vista come un problema dei paesi ⁢sviluppati, Murthy ha sottolineato che le ⁣percentuali di una persona anziana su⁤ quattro che sperimenta​ l’isolamento sociale sono ⁢simili in ‍tutte le regioni del mondo.

Le conseguenze sulla salute mentale e fisica

Negli adulti ‍più‍ anziani, ⁢la solitudine​ è associata a un‍ aumento del 50% del rischio di sviluppare demenza e a un aumento del 30% del rischio di malattia coronarica o ictus. Ma la ‌solitudine colpisce anche i giovani. Tra il 5% e ⁢il‍ 15% degli ‌adolescenti‍ si⁢ sente solo, secondo stime‍ che probabilmente ‌sono⁢ inferiori alla‍ realtà. In Africa, il 12,7% degli adolescenti ⁤sperimenta la⁣ solitudine, rispetto al 5,3%‌ in ⁣Europa.

I giovani che sperimentano⁢ la solitudine a scuola hanno maggiori probabilità di abbandonare l’università. Inoltre, la solitudine può portare a peggiori ​risultati economici; sentirsi disconnessi e non⁤ supportati in un lavoro può⁣ portare a una minore soddisfazione e performance ‍lavorativa.

Mpemba ha⁢ sottolineato che in Africa,⁣ dove la maggior parte della popolazione è composta da‍ giovani, le sfide legate alla pace,‌ alla sicurezza e alla crisi climatica, così come gli alti livelli di disoccupazione, stanno contribuendo all’isolamento sociale. “Riteniamo importante ridefinire⁤ la narrazione sulla solitudine, in particolare per‍ le popolazioni vulnerabili escluse dal divario digitale”, ⁢ha affermato.

Murthy ha‍ aggiunto: “Questi problemi non riguardano un solo paese… La solitudine è una‌ minaccia per‍ la salute pubblica sottovalutata”.

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