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Il censimento rivela il declino di oltre la metà degli uccelli marini di UK e Irlanda

Negli ultimi vent’anni, più della metà delle specie di uccelli marini che nidificano sulle coste britanniche e irlandesi hanno subito un calo, come rilevato dal censimento più completo mai realizzato fino ad oggi.

Il declino delle specie di uccelli marini

Le specie in calo

Undici delle 21 specie di uccelli marini nidificanti hanno subito un calo, cinque specie sono rimaste stabili e cinque hanno registrato un aumento, in alcuni casi grazie a specifici interventi di conservazione. Le coste britanniche e irlandesi sono di importanza internazionale per gli uccelli marini, ospitando la maggior parte delle popolazioni mondiali di berte minori, sula bassana e stercorari maggiori, oltre a più della metà delle popolazioni dell’Atlantico settentrionale di gabbiani dorso nero minori e urie comuni.

Le cause del declino

Alcune specie sono diminuite a causa dei cambiamenti climatici che hanno ridotto la disponibilità di cibo e aumentato la tempestosità nei siti di nidificazione, mentre altre sono state colpite dalla pesca commerciale che ha ridotto le popolazioni di pesci e, in alcuni casi, dalla predazione a terra da parte di mammiferi invasivi come i ratti marroni. Il numero di gabbiani comuni è diminuito del 49% rispetto all’ultimo censimento del 2000 a causa della perdita di habitat di nidificazione e della minore disponibilità di cibo per gli uccelli che nidificano sulla costa.

Le specie in aumento

Il numero di pulcinelle di mare è diminuito nella maggior parte dei siti censiti tra il 2015 e il 2021, prima delle ultime epidemie di influenza aviaria. A livello globale, la pulcinella di mare dell’Atlantico, per la quale le anguille di sabbia sono una fonte di cibo cruciale ma in declino nelle acque britanniche e irlandesi, è considerata vulnerabile all’estinzione. Gran Bretagna e Irlanda ospitano circa l’8% della popolazione globale.

Le cause dell’aumento

La popolazione di sterne rosate è aumentata del 152% rispetto all’ultimo censimento, grazie alla protezione dei siti di nidificazione e al lavoro per ridurre la predazione da parte di specie non native. Il censimento, condotto dal Joint Nature Conservation Committee (JNCC) con oltre 20 organizzazioni partner, ha rilevato grandi variazioni nelle tendenze regionali.

In Scozia, 14 delle 20 specie di uccelli marini nidificanti sono risultate in declino, mentre in Inghilterra otto specie sono aumentate, sei sono diminuite e cinque sono rimaste stabili. In Galles, 11 specie sono in aumento mentre sei sono in declino, e in Irlanda del Nord, sette sono in aumento e quattro in declino. Gli uccelli marini si stanno riprendendo meglio lungo la costa della Repubblica d’Irlanda, con 15 specie in aumento e solo due in declino.

Conclusioni

“Gli uccelli marini sono sentinelle per la salute degli ecosistemi marini, evidenziando le azioni che devono essere intraprese per ripristinare l’ambiente marino”, ha dichiarato Gemma Harper, direttrice esecutiva del JNCC. “La perdita di biodiversità sta indebolendo la capacità dell’ambiente marino di resistere alle perturbazioni, di adattarsi e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici, e sta influenzando la capacità dei nostri mari di fornire servizi critici per la società”.

Beccy Speight, direttrice esecutiva del RSPB, ha dichiarato: “Per decenni, le nostre popolazioni di uccelli marini sono state martoriate dall’impatto dell’uomo, dall’introduzione di predatori nelle isole che distruggono nidi e pulcini agli effetti crescenti dei cambiamenti climatici che stanno influenzando la disponibilità del loro cibo come le anguille di sabbia. Le prove dimostrano che gli sforzi di conservazione e le politiche intelligenti funzionano e aiutano ad aumentare la resilienza dei nostri uccelli marini per affrontare meglio qualsiasi nuova tempesta all’orizzonte”.

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