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Studio ⁣della Johns Hopkins University: l’intuizione umana può⁣ influenzare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale

Uno studio condotto dalla Johns Hopkins University ha‌ dimostrato che le persone sono in grado di ​intuire ​le intenzioni‌ altrui attraverso l’osservazione, in particolare nel comprendere⁤ le “azioni epistemiche” come scuotere una scatola ⁢per scoprire cosa contiene. ‌Questa scoperta sulla cognizione umana⁤ potrebbe influenzare notevolmente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, permettendo all’IA di interpretare meglio le⁢ esigenze informative umane.

Comprendere ⁣le azioni altrui

Quando i ricercatori‍ hanno chiesto a ​centinaia di persone⁤ di osservare altre persone che ⁢scuotevano delle ⁣scatole, è‍ bastato pochissimo tempo per quasi tutti loro per capire a cosa servisse quel gesto.

Il lavoro apparentemente semplice⁤ dei ricercatori della Johns Hopkins‍ University sulla percezione è il primo a dimostrare che le persone possono capire cosa stanno cercando di apprendere gli ​altri semplicemente osservando le loro azioni. Recentemente pubblicato sulla rivista ‌Proceedings of the National Academy of Sciences, lo studio svela​ un aspetto chiave‌ ma trascurato della cognizione ⁢umana, con ‍implicazioni per l’intelligenza artificiale.

“Guardando semplicemente come si muove il corpo di una persona, ⁤si può capire‌ cosa stanno ​cercando di apprendere sul loro ambiente”, ha detto l’autore Chaz Firestone, professore assistente​ di scienze psicologiche ​e cerebrali che studia come interagiscono visione e pensiero. “Lo facciamo continuamente, ma ci​ sono stati pochissimi studi su questo”.

Azioni epistemiche e pragmatiche

Riconoscere le azioni ‍di un’altra persona è qualcosa che facciamo ogni giorno, che si tratti di indovinare in quale direzione si sta dirigendo qualcuno o di capire‍ quale oggetto stia cercando di raggiungere. Queste ⁤sono‌ conosciute come “azioni pragmatiche”. ⁢Numerosi studi hanno dimostrato che le persone possono identificare rapidamente e con precisione‌ queste azioni semplicemente osservandole. Il nuovo lavoro della Johns Hopkins indaga un tipo di comportamento⁣ diverso: le “azioni epistemiche”, che vengono eseguite quando qualcuno sta cercando di ‌apprendere qualcosa.

Ad esempio, una⁣ persona potrebbe‍ mettere il piede in una piscina perché ‌sta ⁤per fare un tuffo o potrebbe mettere il piede in una piscina per testare la temperatura dell’acqua. ⁢Sebbene⁢ le ‌azioni‌ siano ​simili, ci sono differenze e il ‍team della Johns Hopkins ha ipotizzato che ⁢gli osservatori sarebbero stati in ​grado di rilevare gli “obiettivi epistemici” di un’altra persona semplicemente osservandoli.

Implicazioni e ricerche future

“Quello che ⁢mi sorprende è⁤ quanto sia intuitivo”, ha detto l’autore principale Sholei Croom, studente​ di dottorato alla Johns Hopkins. “Le persone riescono davvero a capire cosa ‌stanno cercando di scoprire gli altri, il che dimostra come possiamo fare questi giudizi nonostante quello che stiamo guardando sia molto rumoroso e​ cambi ‌da⁢ persona a persona”.

Firestone ha aggiunto:⁣ “Quando pensi‍ a tutti i‌ calcoli mentali che qualcuno deve fare per capire cosa sta cercando di apprendere un’altra persona, è​ un processo notevolmente complicato. ‌Ma i nostri risultati mostrano che è qualcosa ⁣che le ​persone fanno facilmente”.

Queste scoperte potrebbero anche informare ⁣lo ‍sviluppo di sistemi di ‌intelligenza artificiale progettati per interagire con gli esseri umani. Un assistente robot commerciale, ad esempio, che può guardare un cliente e indovinare cosa stia cercando.

“È una cosa sapere dove si dirige qualcuno o quale prodotto sta ⁤cercando”, ha detto Firestone. “Ma è ​un’altra ⁢cosa inferire se qualcuno è perso o ⁤quale tipo di informazione sta cercando”.

In futuro, il ⁣team vorrebbe indagare se le persone possono‌ osservare l’intento epistemico di qualcuno rispetto al loro intento pragmatico: cosa stanno cercando di fare quando mettono il piede in piscina. Sono inoltre interessati a quando queste capacità di⁤ osservazione emergono nello sviluppo umano e se è possibile costruire ⁤modelli computazionali per dettagliare esattamente come le azioni fisiche osservate rivelano l’intento epistemico.

Il team⁤ della Johns Hopkins includeva anche ‌Hanbei Zhou,⁤ uno studente⁣ al secondo ⁣anno di neuroscienze.

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