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Il legame tra crisi climatica e⁣ salute: il caso della febbre dengue in Giamaica

Nell’estate del 2023, il pianeta ha registrato la temperatura più alta degli ⁢ultimi ‍100.000 anni. ‌Questo fenomeno ha​ interessato tutti i continenti e‍ nemmeno la brezza tropicale ha potuto mitigare il caldo⁣ soffocante che ha colpito ​i piccoli⁣ stati insulari in via di sviluppo. Il nostro ultimo rapporto Lancet Countdown, che esamina il legame tra ‍salute e crisi climatica, ‍ha rivelato che questi ⁣stati hanno sperimentato 103 giorni all’anno,⁤ tra ​il 2018 e il 2022, con temperature ⁢tali da aumentare il rischio di decessi ​legati al caldo.

Le conseguenze del caldo sulla salute

Il rischio diretto delle alte temperature

Oltre ai pericoli diretti legati all’esposizione a ⁣temperature elevate, come stress da calore, colpo ‍di calore e,​ nei casi più gravi, morte, l’aumento ⁢delle temperature ⁢favorisce la diffusione ‍di malattie ⁣infettive come la febbre dengue, la malaria ⁣e il vibrio, ampliando i loro confini climatici. I nostri​ modelli matematici mostrano un aumento della frequenza delle epidemie di febbre dengue in relazione all’aumento delle temperature, suggerendo che la crisi climatica ha esacerbato ‌la frequenza di queste epidemie.

La febbre ⁢dengue e il suo legame con il clima

La ‌febbre dengue è una malattia⁣ sensibile al clima che si ⁣diffonde attraverso la saliva di una zanzara‌ Aedes femmina ⁣infetta che morde una persona non ⁤infetta. ⁢I​ sintomi⁤ includono⁢ febbre ‍alta, mal di‌ testa severo, sintomi simil-influenzali, dolore intenso‍ alle articolazioni e ai muscoli. Di solito ⁣è‍ una malattia lieve che può essere trattata adeguatamente con riposo, idratazione e ‌acetaminofene/paracetamolo. Tuttavia, può ⁤anche essere ‍grave, richiedere il ricovero in ospedale e, in rari ⁤casi, causare la morte. La sua forma più grave è la febbre emorragica da dengue.

La crisi climatica e l’aumento delle epidemie di febbre dengue

Il caso della Giamaica

Prima del 2007, la frequenza delle ​epidemie‌ di ​dengue in Giamaica era di una ogni 10 anni; dopo il⁢ 2007, la frequenza è aumentata a​ una ogni ‍tre-quattro anni. L’ultima epidemia è stata nel 2019. Sebbene altri fattori di rischio come il comportamento ⁤e ‍l’ambiente siano ⁤implicati nella‌ diffusione della dengue,⁢ si ritiene che la crisi climatica sia un contributore⁢ significativo alla frequenza delle epidemie, con l’aumento della temperatura come motivo principale.

L’estate 2023 in ⁣Giamaica

L’estate giamaicana⁣ del 2023 ha fornito le condizioni ideali ⁢per un aumento della proliferazione​ delle ‌zanzare. Inizialmente, c’è stata una siccità, che ha portato a un aumento dell’accumulo di acqua, ‍spesso in contenitori ideali per la riproduzione delle zanzare. La siccità è stata seguita da un’estate calda e secca ⁣record, che si è conclusa con la pioggia. A questo si aggiunge l’iperendemicità, con tutte⁣ e quattro le varianti del virus della dengue in circolazione.

Nel settembre 2023, il ministero ⁢della salute e del benessere della Giamaica ha dichiarato un’epidemia di⁤ febbre dengue. Il numero di casi segnalati dagli ufficiali sanitari al 6 novembre era di 3.147 (sospetti, presunti e testati), con nove decessi, mettendo ulteriore pressione sul già‌ sovraccarico sistema sanitario ⁣dell’isola.

I piccoli stati insulari spesso⁤ si sentono‌ come se fossero in​ uno ​stato costante di recupero dagli impatti⁢ della crisi⁣ climatica. Recupero da eventi meteorologici estremi, come i cicloni tropicali; recupero da epidemie di ​malattie esacerbate dal cambiamento climatico; recupero dall’innalzamento del‍ livello del mare ‍che causa⁤ erosione costiera e salinizzazione delle nostre acque e terre. ​Abbiamo ripetutamente perso terre, vite ⁢e mezzi⁣ di sussistenza a causa della crisi climatica, ‍un ⁣fenomeno ⁤al quale contribuiamo collettivamente per meno dell’1%.

Non dobbiamo perdere di vista i progressi‌ fatti: la letalità degli eventi meteorologici estremi nei piccoli‍ stati insulari è diminuita e abbiamo registrato progressivamente ⁤meno morti. ‍Questo è il ‍risultato di sistemi di ⁤allerta meteorologica precoce, una migliore preparazione e gestione delle catastrofi, nonché risposte sanitarie adeguate e tempestive.

Ma rischiamo di superare la capacità di questi sforzi di adattamento, poiché il​ mondo si ‌muove nella direzione sbagliata: espandendo le‌ attività petrolifere e del gas, ‌rinunciando agli impegni di finanziamento climatico e lasciando ‍indietro paesi come i piccoli stati insulari nello sviluppo di energia pulita ‌e rinnovabile.

 

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