Gatti geneticamente modificati anallergici
Quante volte qualcuno di voi, dopo aver accarezzato un dolce batufolo di pelo che vi faceva le fusa, ovvero un gatto, si è ritrovato a starnutire, con gli occhi rossi e gonfi e magari a grattarsi per tutta la sera?
A me, ad esempio che un bellissimo gatto che a 14 anni, peraltro con pelo foltissimo è un peso ormai di oltre 6 kg, è sorta un’allergia piuttosto seria ai gatti, e sono costretto ad assumere quotidianamente un antistaminico.
Non tutti sanno che l’allergia al felino è causata da una proteina, l’allergene denominato “Fel d 1”, che porta una consistente percentuale di popolazione a soffrire di quanto precedentemente detto. La buona notizia sta nel fatto che i ricercatori americani hanno raggiunto notevoli risultati nel trattamento di pazienti affetti da intolleranza al pelo del gatto e ancor meglio per l’ottenimento di un “micio” ipoallergenico.
È importante sottolineare, secondo gli scienziati, che le modifiche genetiche non arrecheranno nessun danno ai gatti. La ricerca evidenzia che Fel d 1 non è fondamentale per la loro esistenza e sopravvivenza. La verifica è stata fatta fra varie specie, il che rafforza quanto riscontrato con gli studi ed esami svolti.
Del modo, in cui stanno riuscendo ad interrompere il gene che crea l’allergia, se ne parla in un articolo che vi invitiamo a leggere sul The CRISPR Journal.
In conclusione, sarà possibile in futuro avere in casa i nostri amici gatti anallergici, senza spiacevoli conseguenze, e quando inviteremo a casa qualcuno che ne è allergico potremmo rassicurarlo. Un passo avanti a favore dei nostri coinquilini, anzi padroni di casa, a quattro zampe.
Tuttavia, non tutti saranno d’accordo con la modifica genetica proposta . E poi, già il controllo di questi preziosi amici non è onesto ovunque. Rammentiamo randagismo diffuso soprattutto in alcune aree.
