L'America non fu scoperta da Cristoforo Colombo, ma da marinai italiani
Tale scoperta riscriverebbe la storia
Che l’America sia stata scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492 è uno dei più importanti dogmi dei libri di storia sin dai primi anni di scuola. Ma sarà realmente così? Un articolo pubblicato recentemente nella nota rivista scientifica americana, mette fortemente in discussione questa tesi.
Emerge infatti un documento inedito, da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Milano, guidati dal professore Paolo Chiesa, docente esperto in letteratura latina medievale, il quale riporterebbe la prova che l’esistenza del continente americano era già nota in Europa oltre un secolo e mezza prima del viaggio di Cristoforo Colombo.
L’importante documento, scritto in latino, risalirebbe al 1340 e farebbe parte di un’opera intitolata Cronicas Universalis , scritta dal monaco domenicano Galvano Fiamma , attualmente appartenente ad una collezione privata ma a disposizione degli storici.
La sensazionale scoperta risalirebbe al 2013, con la traduzione e l’analisi di quest’opera, da parte del prof. Paolo Chiesa e del suo team di ricerca.
Secondo quanto riportato nell’ articolo della nota rivista americana il prezioso documento riporterebbe la testimonianza fatta da un gruppo di marinai scandinavi e nota tra i marinai genovesi, della presenza di una terra oltre i confini allora conosciuti della Groenlandia. Menzionata con il nome di Marckalada , viene descritta dal padre domenicano come una terra dalle enormi pietre e quindi presumibilmente abitata da giganti, ricca di alberi, vegetazione e animali.
La città di Genova, ai tempi del monaco Galvano Fiamma, era centro di traffico commerciale e marittimo da parte di marinai provenienti dal nord Europa e dall’area mediterranea. I marinai genovesi pare riportassero spesso, nei loro racconti, testimonianze sentite da altri marinai provenienti dalle terre del nord sull’esistenza di questa vasta terra oltre i confini fino ad allora conosciuti.
Secondo quanto riportato dallo stesso prof. Chiesa, non si hanno certezze che marinai italiani abbiano raggiunto Marckalada , ma è probabile che i racconti su questa terra abbiano raggiunto anche Cristoforo Colombo 150 anni dopo.
Questa notizia, se confermata, potrebbe cambiare le ragioni per cui il noto navigatore volle intraprendere il suo viaggio e raggiungere il nuovo confine già segnato e potrebbe portare gli storici a riscrivere letteralmente un nuovo capitolo di storia riguardo alla scoperta del Continente Americano.
