Manca ormai poco alla fine di gennaio e ai fatidici giorni della Merla, quelli che tradizionalmente dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno. Sarà davvero così? Il freddo non manca di certo ultimamente, soprattutto al Nord Italia, sebbene la neve si sia mostrata in pochissime circostanze a bassa quota. Farà freddo anche a fine gennaio, su questo non ci piove… o forse sì?
Cosa sono davvero i giorni della Merla
I cosiddetti giorni della Merla, collocati tradizionalmente tra il 29, il 30 e il 31 gennaio, affondano le loro radici nella cultura popolare contadina, quando il calendario agricolo e l’osservazione empirica del clima rappresentavano l’unico strumento di previsione stagionale. Secondo la tradizione, proprio in questi giorni l’inverno esprimerebbe il massimo della sua forza, con gelo intenso e condizioni meteo particolarmente rigide. Tuttavia, dal punto di vista climatologico, non esiste alcuna base scientifica che individui in modo sistematico questi giorni come i più freddi dell’anno.
Il freddo non mancherà sicuramente, ma il punto è proprio questo: non parliamo di temperature gelide, quelle in grado di regalare la neve a bassa quota o in pianura. Si tratta perlopiù di freddo di origine nord-atlantica, il classico freddo umido di inizio inverno, che si fa sentire ma non è sufficiente per parlare di gran gelo. E così sarà anche nei famosi giorni della Merla.
Freddo atlantico contro freddo continentale
Questo tipo di freddo, legato a masse d’aria polare marittima, tende ad essere più umido e meno incisivo rispetto al freddo continentale, quello che giunge dalla Russia o dall’Europa orientale. È proprio il freddo continentale, secco e molto più intenso, a essere responsabile delle grandi ondate di gelo e delle nevicate in pianura, eventi che non sempre coincidono con la fine di gennaio e che, anzi, possono manifestarsi anche in pieno febbraio o persino a dicembre, come la climatologia recente insegna.
La realtà e la scienza non vanno confuse con la tradizione. Quella dei giorni più freddi dell’anno resterà sempre un detto popolare, basato su antiche osservazioni. La realtà, invece, è ben diversa.
Analizzando le serie storiche delle temperature emerge infatti come i valori minimi assoluti dell’inverno possano verificarsi in qualsiasi momento tra la seconda metà di dicembre e la seconda metà di febbraio, senza una vera ricorrenza fissa.
Perché quest’anno l’alta pressione resta lontana
Ma cosa succederà precisamente? Sicuramente non ci sarà alta pressione e caldo anomalo, questo è ormai assodato. Negli ultimi anni siamo stati abituati a giornate molto miti e soleggiate anche nel pieno dell’inverno e durante i giorni della Merla, ma questa volta l’inverno si sta comportando diversamente grazie a una serie di meccanismi instauratisi nell’emisfero boreale già dall’autunno.
Il vortice polare è costantemente disturbato, ragion per cui le ondate di freddo e le perturbazioni nord-atlantiche riescono a raggiungere con grande facilità l’Europa e il Mediterraneo, mettendo in grossa difficoltà l’alta pressione.
Un vortice polare disturbato favorisce una circolazione atmosferica più ondulata, con frequenti scambi di masse d’aria tra alte e medie latitudini. Questo rende molto più difficile la formazione di lunghi periodi stabili e miti e spiega perché anche i giorni della Merla di quest’anno si inseriscano in un contesto dinamico e perturbato.

Cosa accadrà tra il 27 e il 31 gennaio
Da qui al termine di gennaio arriveranno altre perturbazioni, tutte di origine nord-atlantica e quindi caratterizzate da aria non particolarmente fredda, insufficiente per garantire la neve a bassa quota se non su alcuni settori.
In particolare:
- Tra il 27 e il 28 gennaio transiterà una nuova perturbazione con piogge diffuse e neve soprattutto in montagna
- Qualche fiocco a bassa quota potrà interessare Piemonte e Valle d’Aosta
Durante i giorni della Merla potrebbe arrivare altro maltempo:
- 29 gennaio: precipitazioni residue della perturbazione precedente
- 30 gennaio: possibile tregua con qualche schiarita
- 31 gennaio: nuovo peggioramento a partire dal Nord con neve a bassa quota
In questa fase la neve potrebbe affacciarsi fino a bassa quota soprattutto sul Piemonte, con fioccate possibili tra Cuneese, Torinese, Astigiano e Alessandrino. Neve attesa anche in Valle d’Aosta, Alta Lombardia, zone interne della Liguria ed Emilia occidentale, ma per la quota neve definitiva serviranno ancora aggiornamenti.
La certezza, al momento, è solo una: i giorni della Merla quest’anno non saranno i più freddi dell’inverno, considerando che tra Capodanno ed Epifania si sono registrate temperature nettamente più basse rispetto a quelle attese a fine gennaio.
Fonti e crediti
Per questa analisi sui giorni della Merla sono stati consultati i principali modelli meteorologici globali:
? GFS – Global Forecast System (NOAA)
https://www.tropicaltidbits.com/analysis/models/
? ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteo
https://www.ecmwf.int/en/forecasts
? NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov/weather
