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Ottobre è storicamente uno dei mesi più a rischio alluvioni in Italia. Le perturbazioni autunnali, il Mar Mediterraneo ancora caldo e i temporali autorigeneranti, soprattutto su Liguria, Toscana, Campania e versanti ionici, producono accumuli eccezionali in poche ore. Come abbiamo già spiegato, un mare più caldo del normale mette in gioco più energia e alimenta fenomeni sempre più violenti. Ecco le alluvioni storiche più rilevanti avvenute proprio in questo mese.

 

Eventi antichi e medievali

Il 17 ottobre 589 è ricordato come la “rotta della Cucca” sull’Adige. Secondo Paolo Diacono, l’acqua arrivò fino alle finestre alte della basilica di San Zeno a Verona e ridisegnò in parte l’idrografia del Veneto (Brenta, Bacchiglione, laguna). È una data simbolica più che un evento isolato: rientra in un periodo di crisi climatica e di abbandono delle opere idrauliche dopo la caduta dell’Impero. La lunga cronologia delle alluvioni italiane parte proprio da qui.

Anche l’Arno ha avuto piene documentate in ottobre: il 1° ottobre 1269 e il 30 ottobre 1589.

 

Le grandi catastrofi del Novecento

  • 21 ottobre 1953 – Reggio Calabria: la fiumara Valanidi in piena provocò vittime e numerosi dispersi a Reggio Calabria.
  • 25-26 ottobre 1954 – Salerno e Costiera Amalfitana: è l’alluvione di ottobre dal bilancio più pesante. Caddero oltre 500 mm di pioggia in meno di 24 ore, con punte di intensità estrema. Torrenti in piena e frane devastarono Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni, Maiori, Minori, Tramonti e diversi quartieri di Salerno. Ci furono vittime, feriti e migliaia di senzatetto. Il villaggio di Molina fu cancellato e i detriti modificarono persino la linea di costa. È considerata una delle peggiori tragedie idrogeologiche del dopoguerra, seconda solo al Vajont per numero di vittime in un singolo evento.
  • 7-8 ottobre 1970 – Genova: record pluviometrico di 948 mm in 24 ore a Bolzaneto, ancora oggi il primato italiano. Esondarono Bisagno, Fereggiano, Leira, Polcevera e altri torrenti. Ci furono vittime e dispersi, oltre a più di 2.000 sfollati. Il ponte medievale di Sant’Agata crollò in parte. Per i genovesi rimane l’alluvione “per antonomasia”.
  • 7-8 ottobre 1977 – Piemonte e Valle d’Aosta: piogge intense e piene diffuse colpirono il Nord-Ovest Italia, causando vittime.

 

Eventi dal 2000 a oggi

  • 13-16 ottobre 2000 – Piemonte, Valle d’Aosta e bacino del Po: una delle peggiori alluvioni del secolo nel Nord-Ovest Italia. Si registrarono fino a 864 mm in sei giorni a Rosone. Po, Dora Riparia, Orco e Dora Baltea andarono in piena eccezionale e Torino finì sott’acqua in zone che non si allagavano dal 1901. Ci furono vittime, 30-40 mila sfollati e danni enormi.
  • 1° ottobre 2009 – Messina (Giampilieri e Scaletta Zanclea): colate di fango e frane nel territorio di Messina causarono vittime.
  • 4-5 ottobre 2010 – Genova e Prato: allagamenti a Sestri Ponente, Varazze e Prato, con vittime.
  • 25 ottobre 2011 – Spezzino e Lunigiana: oltre 500 mm in poche ore, esondazione di Vara e Magra, vittime tra le Cinque Terre e l’entroterra.
  • 9-10 ottobre 2014 – Genova: di nuovo il Bisagno e i suoi affluenti invasero le strade di Genova, con vittime.
  • 2-3 ottobre 2020 – Piemonte: colpite soprattutto la provincia di Cuneo e le sue valli, con vittime e danni diffusi.
  • 19-20 ottobre 2024 – Emilia-Romagna: a Bologna e nel bolognese alcune stazioni registrarono il record di pioggia giornaliera. Allagamenti estesi, perdita di vite umane e migliaia di sfollati. Ottobre 2024 è stato uno dei mesi più piovosi degli ultimi decenni, con 19 eventi alluvionali gravi.

Altri episodi rilevanti: Capoterra (Sardegna) il 22 ottobre 2008, Crotone il 14 ottobre 1996, Benevento nell’ottobre 2015, oltre a numerosi eventi in Liguria e Sicilia.

 

In ottobre le zone più colpite restano sempre le stesse. La Liguria subisce i temporali stazionari sul Golfo, mentre la Costiera Amalfitana e il messinese pagano i versanti ripidi e urbanizzati. Seguono il Piemonte alpino e la Pianura Padana quando le piogge persistono per giorni. Rispetto agli anni ’50-’70 i sistemi di allerta sono migliorati, ma gli eventi estremi sono diventati più intensi.

 

Credit, ricerche personali ed il contributo scientifico di

 

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