Le foglie che cadono in piena Estate
Basta camminare per strada, davvero, non serve altro: si esce di casa, si imbocca uno dei grandi viali di Milano e si guarda per terra. Foglie ingiallite, secche, accartocciate sullโasfalto rovente, come se fossimo a metร ottobre e non nel cuore dellโestate. Sotto le suole scricchiolano. ร un rumore che dovrebbe appartenere a unโaltra stagione, e invece eccolo qui, tra un semaforo e lโaltro.
Chi scrive questa cittร la conosce bene, lโha attraversata a piedi in tutte le stagioni per anni. E lโimpressione, ormai, รจ netta: la vegetazione urbana del Nord Italia โ quella piantata decenni fa, con criteri e temperature di un altro mondo โ non รจ piรน adatta al clima che abbiamo oggi.
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Non รจ solo un problema dellโEstate 2026
Attenzione, perchรฉ qui sta il punto. Sarebbe comodo liquidare tutto come lโanomalia di una stagione particolarmente cattiva. Solo che non funziona cosรฌ. Sono almeno dieci anni che la scena si ripete: qualche eccezione cโรจ stata, certo, estati meno roventi, annate con precipitazioni generose che hanno regalato un poโ di respiro al verde cittadino. Ma la tendenza di fondo non si รจ mai invertita.
Quando quei platani, quei tigli, quegli ippocastani sono stati messi a dimora, superare i 30ยฐC in cittร era un evento. Un fatto da commentare al bar. Oggi? Oggi i 30ยฐC li vediamo come temperatura minima, e solo per qualche istante, nelle notti piรน clementi, la colonnina scivola sotto quella soglia.
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Minime da Dubai, massime che sfiorano i 40ยฐC
La definizione tecnica di notte tropicale prevede una minima che non scende sotto i 20ยฐC. Bene: qui siamo ben oltre. Stamattina, in aperta campagna, fuori dal cemento, il termometro si รจ fermato sui 27ยฐC. In campagna, ripeto. Sono valori che uno si aspetta di leggere in un bollettino di Dubai, non nella Pianura Padana.
Le massime, poi. Le stazioni ufficiali di ARPA Lombardia โ lโAgenzia Regionale per la Protezione dellโAmbiente, quindi dati certificati, non termometri appesi al balcone โ hanno registrato punte che accarezzano i 40ยฐC in zone dove il verde รจ praticamente assente. Alrove, nella media di questi giorni si viaggia tra i 37 e i 39ยฐC quasi quotidianamente. Ne hanno parlato anche i telegiornali.
LโIsola di Calore fa la sua parte, ovvio. In periferia si respira un poโ meglio, qualche grado in meno si guadagna in varie notti. Ma quando lโondata di calore ha queste caratteristiche e questa durata, il margine di manovra si assottiglia parecchio. Il verde mitiga, non miracola.
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Milano, e gli alberi che il temporale butta giรน
Ora si guarda al cielo sperando nei temporali. Solo che si parla di probabilitร , mai di certezze: magari il fronte scivola a nord, magari passa di lato. E magari arriva davvero, ma sotto forma di grandinata che spoglia i rami di quel poco che restava come alcune settimane fa.
Perchรฉ cโรจ anche questo aspetto, spesso trascurato. Le specie che popolano le vie milanesi non solo faticano col caldo: sono fragili anche di fronte alla violenza dei nubifragi moderni. Ogni volta che si scatena un temporale serio cadono decine di alberi. Strade bloccate, tram fermi, cavi elettrici tranciati. Un caos e disagi che si ripetono con una puntualitร quasi imbarazzante.
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E poi, piantare alberi senza il giusto criterie รจ peggio che non piantare
Nessuno propone di abbattere il patrimonio arboreo esistente per sostituirlo in blocco, sia chiaro. Sarebbe una follia, oltre che un danno immediato. Ma chi progetta il verde di domani non puรฒ ignorare il Riscaldamento Globale e le proiezioni dei prossimi decenni. Continuare a mettere a dimora specie tarate su un clima che non esiste piรน significa investire soldi pubblici in piante condannate.
Infatti, cโรจ la questione della cura, che fa quasi piรน male. Ci sono quartieri di Milano e di altre cittร del Nord Italia dove si sta lavorando seriamente per abbassare le temperature urbane, con nuove alberature messe a dimora in fretta e furia. Peccato che in diversi casi nessuno le annaffi. Risultato: quegli alberelli stanno seccando. Piantati e poi dimenticati. Insomma, un peccato vero. Ma dove sta il problema? Forse sono piante inadatte al nuovo clima.
Il clima della Valle Padana รจ diventato un clima estremo nel senso letterale del termine. Inverni che occasionalmente restano rigidi, con gelate improvvise. Estati ora caldissime, ora roventi e umidissime, ora piovose, ora asciutte. Serve una vegetazione capace di reggere tutta la forbice del clima cosรฌ mutevole nellโarco dei 12 mesi dellโanno.
E qui una buona notizia cโรจ: climi simili, con forte continentalitร e sbalzi brutali, esistono in altre parti del mondo. Girando il globo si trovano specie che convivono da sempre con condizioni del genere. Io non sono un agronomo, non mi permetto di suggerire nomi latini o sesti dโimpianto. Ma qualcuno che quel mestiere lo fa dovrebbe sedersi a un tavolo e ragionarci sul serio i dati meteo degli ultimi anni, perchรฉ sono probabilmente i meno caldi rispetto a quelli che avremo nel futuro.
Rinfrescare le cittร si puรฒ. A patto di scegliere le piante giuste.
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Credit
- World Meteorological Organization (WMO) โ Extreme Heat
- Copernicus Climate Change Service (C3S) โ European State of the Climate 2025
- European Environment Agency (EEA) โ Urban sustainability
- Joint Research Centre โ Urban heat island mitigation by green infrastructure
- Climate-ADAPT โ Urban adaptation