L’aria fredda sta già rompendo attraverso l’arco alpino e, in questo preciso momento, si stanno verificando i primi temporali a ridosso delle Alpi. Si tratta dell’effetto diretto dell’aria fredda di origine artico-marittima che, tra le altre cose, sarà ulteriormente alimentata da masse d’aria provenienti dalla Siberia: quest’ultima compirà un larghissimo giro a nord della Scandinavia, rendendo l’intera manovra sinottica particolarmente imponente.
Il minimo di bassa pressione esplosivo sull’Adriatico settentrionale
Si sta configurando una situazione meteorologica di notevole rilievo, capace di innescare la formazione di un profondissimo minimo di bassa pressione. Gli ultimi dati indicano che i valori di pressione atmosferica potrebbero scendere intorno agli 985 hPa sull’Adriatico settentrionale, dove si scaverà un minimo orografico di marcata intensità. Attualmente la pressione su quelle stesse aree si aggira intorno ai 1008 hPa: si tratta dunque di un crollo superiore ai 24 hPa, soglia che definisce tecnicamente una bassa pressione nella forma di ciclone esplosivo. Questo minimo darà origine a una vera e propria tempesta di vento su tutta l’Italia.
Il crollo termico: temperature invernali in piena primavera
La perturbazione sarà accompagnata da un brusco – se non brutale – abbassamento delle temperature. I valori termici scenderanno sensibilmente in specie sulle Alpi, ovvero su tutte le zone esposte al vento che viene da nord, poi a partire dalle zone appenniniche settentrionali verso sud. Le temperature in quota saranno molto basse, in particolare al livello di 850 hPa – ovvero intorno ai 1500 metri sul livello del mare – e ciò significa che i forti rovesci saranno con ogni probabilità accompagnati da numerose grandinate, soprattutto nelle località di pianura e di bassa collina.
Grandine, neve a grani e nevicate collinari
I forti rovesci saranno quasi certamente accompagnati da grandinate diffuse su tutta la Pianura Padana centro-orientale, con le pianure lombarde, emiliane, friulane e romagnole tra le zone più colpite. Non si tratterà di grandine di grosse dimensioni, ma la distribuzione sarà capillare.
In alcune aree potrà cadere neve a grani, soprattutto tra il Veneto, il Friuli e l’Emilia-Romagna. La stessa tipologia di precipitazione è possibile anche sulle bassissime quote delle Marche e dell’Abruzzo, così come sulle colline toscane e laziali.
In alta collina e nelle zone interne del Centro-Sud si potranno verificare vere e proprie nevicate, anche sottoforma di rovescio temporalesco: di breve durata, ma piuttosto incisive, con accumuli che in alcuni casi potrebbero raggiungere anche qualche decina di centimetri in tempi brevissimi. C’è da dire che siamo ormai in primavera e la radiazione solare ridurrà gli effetti e la durata della neve al suolo alle quote più basse. Sopra i 1000 metri, invece, la neve è praticamente certa e diffusa su tutta la penisola italiana, fino alla Sardegna.
L’aria fredda verso la Sardegna e il sud Italia
Parte del flusso freddo scivolerà lungo la Valle del Rodano per poi puntare verso la Sardegna e le regioni tirreniche, raggiungendo il sud Italia e la Sicilia. Si tratta di una sfuriata di aria fredda di natura e tipicità invernale, che abbasserà sensibilmente le temperature sull’intera penisola.
Verso la Campania, la Puglia, la Basilicata e la Sardegna questi fenomeni potranno essere seguiti da una vera e propria fioccata che potrebbe depositarsi al suolo. Insomma, una situazione meteorologica convulsa e complicata a tutto tondo.
Stanotte: le prime nevicate sull’Appennino e sulle Alpi
Ci troviamo ormai alla vigilia dell’evento. Stanotte potrebbero già verificarsi nevicate sull’Appennino settentrionale e lungo la fascia alpina e prealpina fino a quote di 600 metri sul livello del mare. Su Milano e sulla Lombardia occidentale è atteso un breve ma intenso temporale, con rischio di grandinata. L’eventuale grandine non sarà di grandi dimensioni, ma su tutta la Pianura Padana i rovesci a carattere grandinigeno saranno diffusi. Sull’area di Venezia e del capoluogo emiliano il rischio è ugualmente concreto.
Il quadro complessivo è quello di un evento atmosferico che si può definire convulso e davvero complicato, pienamente all’altezza della sua definizione di ciclone esplosivo.
Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- WMO – World Meteorological Organization
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Copernicus Climate Change Service – C3S
- AMS – American Meteorological Society