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Lโinverno non sembrava piรน aver molto da dire e invece il meteo ci riporta indietro con la stagione, un autentico retromarcia davvero esagerato. La natura ha deciso, con la sua solita irruenza, di rimescolare le carte in tavola. Le fioriture anticipate di queste ultime settimane, le gemme gonfie sui rami dei mandorli, lโerba insolitamente verde dei prati in collina, tutto lasciava presagire un ingresso trionfale della primavera. Invece la stagione fredda non intende affatto levare le tende.
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Il meteo del mese di Marzo ci aveva illuso con un tepore precoce che dava la sensazione che ormai la primavera avesse preso il sopravvento. Proprio quando tanti avevano giร conservato i cappotti piรน pesanti negli armadi, ecco che lโinverno tardivo ci sorprende alle spalle con un colpo di coda clamoroso. Negli ultimi giorni freddo e neve hanno sferzato parte del Centro-Sud. Tanta neve รจ caduta anche a quote basse sui versanti adriatici dellโAppennino, ma non รจ finita qui.
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Le proiezioni per lโultima parte di marzo sono sempre piรน sbalorditive e traccianoย una vera e propria doccia gelata. Ci attende una situazione anomala che la natura dovrร faticosamente incassare. Lo schema su scala continentale resterร , per lunghi e delicati tratti, favorevole a incursioni fredde ripetute alle nostre latitudini. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa bolle in pentola, o meglio, nel sistemaย atmosfericoย che ha deciso di mettere in crisi la primavera.
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Dallโanticiclone nordico ad una saccatura artica
Un possente Anticicloneย di blocco domina incontrastato sulle regioni settentrionali dellโEuropa, distendendosi con una prepotenza insolita fino alle foreste della Scandinavia e alle sterminate pianure della Russia. Questo ponte anticiclonico si contrappone al flusso atlantico,ย le correnti che normalmente mitigano il nostro clima rendendolo temperato. Al tempo stesso innesca un flusso freddo dalle alte latitudini verso lโEst Europa, che poi piega inevitabilmente con moto retrogrado fin sul mediterraneo, scorrendo lungo il bordo meridionale dellโampio campo di alta pressione.
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Lโaria fredda si riversa sulle nostre regioni con raffiche asciutte e taglienti, ben percepibili e non tanto piacevoli dopo diverse settimane di tepore. LโItaliaย diventa cosรฌ il bersaglio perfetto, la vittima sacrificale per questa imponente irruzione di correnti da est. Una dinamica affascinante da osservare sulle mappe dei modelli, certo, ma decisamente meno gradevole quando ci si trova per strada alle prime luci dellโalba ad aspettare un autobusย sotto il venticello pungente.
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Il cedimento dellโalta pressione
Questo equilibrio precarioย si modificherร nel corso della prossima settimana. Lโampio ponteย di alta pressione cederร di schianto e si spezzerร . Da un lato una cellula di alta pressione migrerร tra lโAtlantico e le Isole Britanniche, mentre lโaltra porzione di alta pressione si isolerร sulla Russia. Una vasta e minacciosa Saccaturaย polare approfitterร di questo improvviso spazio lasciato incustodito, puntando il suo mirino dritto verso il cuore dellโEuropa e poi fin verso ilย Mediterraneo centrale.
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La dinamica appena sarร favorita dalla risalita dellโalta pressione sullโoceano Atlantico che si estenderร ulteriormente verso nord, fino a raggiungere lโIslanda e lambire la Groenlandia. Questa manovra sinottica andrร a costruire un immenso scivolo perfetto lungo il fianco orientale dellโanticiclone. Sarร una rampa di lancio ideale per far precipitare il Geloย artico direttamente a casa nostra. Lโaria densa e pesante proveniente dal buio circolo polare scenderร velocemente verso sud, innescando una formidabile reazione a catena che modificherร radicalmente il tempo su gran parte dellโEuropaย meridionale.
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Le isoterme in quota, ovvero quelle linee colorate che uniscono i punti con la stessa temperatura sulle mappe, subiranno un crollo verticale impressionante. Passeremo da valori tipicamente primaverili a termiche da pieno inverno nel giro di pochissime ore, con termometri destinati a scendere bruscamente anche di 10ยฐC in un solo pomeriggio. Un potenteย nocciolo dโaria fredda in quota minaccia di portarsi sul Mediterraneo, alimentando un ampio vortice depressionario.
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Crollo termico vertiginoso sullโItalia
Le elaborazioni fornite dai supercalcolatori dei principali centri di calcolo mondiali tracciano una linea di tendenza inequivocabile. Un vero e proprio baratro termico che prenderร forma in modo evidente nella seconda metร della prossima settimanaย e potrebbe persistere per alcuni giorni. Chiunque avesse giร azzardato incautamente il cambio degli armadi, fidandosi ciecamente dei timidi tepori recenti, farร ย bene a correre rapidamente ai ripari.
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Ci aspetta uno scenario crudo, decisamente piรน severo delle normali piogge primaverili a cui siamo ormai abituati in questo periodo dellโanno. Un vigoroso Vorticeย ciclonico andrร ad approfondirsi vertiginosamente sui nostri mari occidentali, innescando una spirale di maltempo severo, diffuso e a tratti molto violento. I giorni chiave della svolta, da segnare in rosso sul calendario, saranno quelli a cavallo fra il 25 Marzoย ed il 26 Marzo.
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Il tempo peggiorerร dapprima al Nord, ma principalmente sullโArco Alpino e sul Triveneto, con nevicate che si abbasseranno bruscamente di quota. Sulle regioni centrali e meridionali dellโItaliaย lโimpatto della perturbazione sarร ancora piรน marcato,ย qualora dovesse approfondirsi, come crediamo, un vortice mediterraneo ben organizzato.
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La neve tornerร a cadere a quote basse
Avremo piogge battenti incessanti, intensi Temporaliย carichi di energia, grandinate improvvise e, soprattutto, il grande ritorno della Neveย anche in Appennino. Fiocchi pesanti e molto bagnati che, in un contesto paesaggistico quasi surreale per la stagione, torneranno a imbiancare copiosamente i rilievi appenninici, spingendosi con una facilitร disarmante sotto la fatidica soglia dei 1000 metri di altitudine.
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Potremmo assistere a nevicate estremamente coreografiche anche a quote puramente collinari, un evento non rarissimo a fine Marzo, ma sicuramente di grande impatto visivo dopo un inverno spesso avaro di precipitazioni nevose significative. Il nord dellโItalia, invece, dopo la prima fase resterร in gran parte piรน protetto dallโimponente scudo naturale dellโarco alpino, come sovente accade con le irruzioni perturbate fredde provenienti da nord e da est. Le correnti settentrionali, impattando contro gli alti massicci montuosi, si asciugheranno perdendo gran parte della loro umiditร , regalando cieli limpidi e tersi ma con temperature decisamente pungentiย e rischio di gelate tardive sulle valli alpine e localmente fino in qualche tratto di pianura.
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Il ruolo del vortice polare e le anomalie stratosferiche
Nelle ultimeย settimane, questa immensa e complessa area di bassa pressione, che staziona normalmente intrappolando il gelo sopra il Polo Nord, ha subito dei traumi fisici e termici molto significativi. Un fenomeno noto ai climatologi esperti come Stratwarming, ovvero un improvviso, violento e anomalo riscaldamento della stratosfera polare, ha ulteriormente destabilizzato lโintera architettura del vortice. Naturalmente serve che questi effetti si propaghino anche a livello della troposfera. Quando questo enorme trottola atmosferica si indebolisce strutturalmente o si frantuma in lobi separati e impazziti, le imponenti masse di aria gelida che normalmente trattiene gelosamente al suo interno sono finalmente libere di sfuggire verso sud, invadendo le miti medie latitudini del nostro emisfero boreale.
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ร esattamente e precisamente quello che sta per accadere in gran parte dellโEuropaย e che sarร allโorigine del guasto ancora piรน imponente della prossima settimana. Un frammento massiccio di questo immenso serbatoio di freddo si sta staccando dalla sua lontana sede naturale, pronto a viaggiare per migliaia di chilometri sospinto dalle correnti a getto, fino a raggiungere le acque del bacino del Mediterraneo. Questa dinamica cosรฌ complessa, stratificata e affascinante ci spiega in modo inequivocabile perchรฉ, nonostante il calendario appeso al muro segni lโinesorabile avvicinarsi della piena e calda primavera, le configurazioni bariche assumano allโimprovviso connotati tipicamente e rigidamente invernali.
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Fine marzo tutto compromesso, ancheย le festivitร pasqualiย a rischio
Le abbondanti precipitazioni previste sul nostro paese trarranno unโenergia spaventosa, quasi inesauribile, dai forti e marcati contrasti termici in gioco. Contrasti esplosivi innescati dallo scontro brutale tra i gelidi venti settentrionali in discesa libera e le acque superficiali dei nostri mari, bacini chiusi che risultano ad oggi ancora capaci di cedere enormi quantitร di calore latente allโatmosfera soprastante, fungendo da vero e proprio carburante per le celle temporalesche. Alpi ed Appennini torneranno a vestire i loro abiti rigorosamente bianchi e invernali. I paesaggi familiari si trasformeranno radicalmente, con accumuli nevosi freschi che potrebbero risultare decisamente anomali per la fine del mese di Marzo. In quota, oltre i 1500 metri di altitudine, non รจ affatto escluso si possano superare agilmente i 30 o 40 centimetri di manto fresco, una vera e propria manna dal cielo per i nostri ghiacciai ormai in perenne sofferenza termica.
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Ma quanto durerร questa parentesi invernale tardiva? Le piรน autorevoli proiezioni meteorologiche a lungo respiro, basate sullโattenta analisi degli ensemble probabilistici dei principali modelli matematici, suggeriscono che questa profonda e turbolenta fase fredda potrebbe tenerci compagnia molto a lungo. Un logorante crescendo di profonda instabilitร atmosferica che si estenderร inesorabilmente fino a coinvolgere pienamente i giorni della Settimana Santa, gettando incertezza sulle tanto attese festivitร pasquali. Certo, la traiettoria finale di queste irruzioni gelide puรฒ ancora subire delle fisiologiche e microscopiche variazioni. Potrebbero colpire piรน o meno direttamente lโItalia , con ripercussioni sul meteo locale che restano oggettivamente tutte da definire nel minimo dettaglio a scala puramente regionale, ma in generale il trend sarร quello con condizionamento anche della prima parte di aprile.
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Questo articolo รจ stato realizzato consultando i piรน recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti daย ECMWFย (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.