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La circolazione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia si è, oramai, uniformata agli standard termici tipici del periodo. Da giovedì e venerdì scorsi, l’anticiclone subtropicale è stato sostanzialmente scalzato da correnti instabili sempre più incisive di matrice nord atlantica, le quali hanno arrecato piogge e temporali diffusi da Nord a Sud, ma di più sui settori centro settentrionali, e un generale, apprezzabile calo termico, portando i valori nelle medie tipiche del periodo.

In questi giorni di metà mese, l’azione più instabile è oramai evoluta verso ovest, con tempo mediamente buono ovunque; tuttavia insiste una circolazione settentrionale lungo il bordo orientale di un’alta pressione più defilata a ovest, con correnti fresche in particolare verso il medio e basso Adriatico, al Sud e anche sulle Isole Maggiori, quindi con temperature un po’ sotto media su questi settori o al più in media. Sulle rimanenti aree del Paese, al Nord, ma anche sul medio e alto Tirreno, invece, temperature già in aumento, anche un po’ sopra media, ma non certo ai livelli della prima decade, quando il caldo anomalo aveva raggiunto il suo apice.

In questo quadro di alta pressione borderline sull’Italia e di circolazione più fresca settentrionale verso il Sud, le precipitazioni sono pressoché assenti, semmai qualcuna oggi tra Sicilia orientale, Calabria e Alpi di nordest, magari qualche altra più intensa domani sull’Appennino meridionale, localmente sulle coste del medio e basso Adriatico, sulla Sicilia e sulle aree ioniche, mentre, sul resto del Paese, continuerà il bel tempo con aria settembrina piacevole.

Nuova fase instabile da mercoledì 16 settembre

I dati sul breve-medio termine, però, sarebbero per una nuova compromissione del tempo verso metà settimana, per via dell’incidere progressivo di altre correnti instabili nord atlantiche anche verso il Mediterraneo centrale. Dunque, da dopodomani, mercoledì 16, e poi di più da giovedì 17, si aprirebbe un’altra fase instabile con piogge e temporali, specie verso il Nord Italia e di più al Nordest: su questo settore settentrionale, tra mercoledì e giovedì, potrebbero esserci fenomeni temporaneamente forti o violenti, con rischio di criticità, in particolare tra il Veneto nordorientale e il Friuli Venezia Giulia.

Nei giorni a seguire, l’onda instabile penetrerebbe anche più a Sud, con piogge più diffuse al Centro verso il basso Tirreno e, nel weekend 19/20, precipitazioni sul medio e basso Adriatico e al Sud. Dunque, un contesto più propriamente autunnale ha preso piede sull’Italia, benché con qualche breve fase asciutta e soleggiata, con ritorni instabili che si annunciano abbastanza ricorrenti e in un contesto termico decisamente più consono al periodo. Per di più, in prospettiva, nel medio lungo termine, si affacciano ipotesi, nelle simulazioni matematiche, di possibili scenari anche più crudamente autunnali.

L’ipotesi ECMWF per la terza decade: aria fredda dall’Est Europa

Nella corsa deterministica ufficiale del modello matematico europeo ECMWF, da più di qualche giorno vengono simulate configurazioni bariche, per il corso della terza decade, da autunno spinto, perlomeno per alcune aree italiane. Nell’ultima emissione, quella appena diffusa oggi, rappresentata nell’immagine di copertina e con riferimento alle date dal 22/23 del mese circa, il modello matematico europeo ipotizza un affondo di cavo sub-polare marittimo in pieno Atlantico, fino alle coste marocchine, e una fisiologica rimonta alto-pressoria subtropicale lungo l’ascendente depressionario, con promontorio di alta piuttosto spinto lungo i meridiani occidentali europei, fino addirittura alla Scandinavia.

Questo ipotetico slancio meridiano dell’alta pressione, così pronunciato, isolerebbe un nucleo vorticoso baltico sull’Est Europa, con attivazione di una circolazione continentale abbastanza fredda per il periodo, all’indirizzo proprio del Mediterraneo centrale e dell’Italia. Il quadro ensemble del medesimo modello, pur facendo trapelare qualche indicazione verso questo tipo di ipotesi circolatoria, non è ancora ben chiaro, quindi conferme dal quadro d’insieme delle varie corse non ve ne sono ancora.

Tuttavia, l’insistenza del run ufficiale nel proporre tale scenario lascia aperta una certa possibilità che nel corso della terza decade del mese la circolazione possa assumere connotati autunnali decisamente più marcati e anche piuttosto freddi, in particolare per alcuni settori, di più adriatici e centro meridionali in genere, per così come viene prospettato lo scenario barico. Potrebbero realizzarsi termiche fino a 6/7°C sotto media al Centro-Sud e sul medio e basso Adriatico, stando ai dati odierni del modello, che, però, hanno una validità ancora scarsa. Naturalmente su questi medesimi settori sarebbero da computare piogge in intensificazione da quelle date in terza decade. Al momento resta una ipotesi in campo che vaglieremo nel corso dei prossimi giorni. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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