
(METEOGIORNALE.IT) Le regioni del Centro-Sud, lo sappiamo, stanno facendo i conti proprio ora con un assaggio d’inverno. Non proprio una novità per marzo, un classico colpo di coda, direbbe qualcuno con un po’ di esperienza. Lo stiamo parlando di condizioni meteo di rango epocale. Ma prepariamoci a un lungo periodo dove la neve cadrà spiccatamente a quote basse.
Cosa sta succedendo
Nonostante i primi, timidi segnali primaverili, quelli che ci avevano fatto illudere molti di noi, le condizioni meteo dei prossimi 10 giorni non promettono certo analogie rispetto a quelli passati. Il famoso modello ECMWF, nelle sue elaborazioni per i prossimi giorni, insiste infatti su un’ipotesi che solo poche settimane fa avremmo liquidato come improbabile. Una sorta di ondata di freddo fuori stagione. Ovviamente non è paragonabile a quello che potrebbe fare a gennaio. Ma intanto è opportuno evidenziare le seguenti cose.
La prudenza è d’obbligo
Prima di tutto, chiariamo sempre il seguente concetto. Le previsioni meteo vere e proprie, diciamolo francamente, navigano ancora in acque piuttosto incerte e non c’è ancora una visione unanime. Tra i principali modelli matematici, infatti, si notano divergenze non trascurabili. Come è abbastanza tipico della primavera.
Solo il modello ECMWF, infatti, vede con insistenza questa irruzione fredda e marcata nel bacino del Mediterraneo. Le date da segnare in rosso sul calendario sono comprese tra il 25 e il 27 marzo. In questa finestra temporale, gran parte delle nostre regioni saranno interessate da freddo Marcato e valori che, soprattutto di notte e quando piove di giorno, risulteranno ben al di sotto delle medie tipiche di riferimento.
Qual è la causa di questo scompiglio?
All’origine di questo potenziale ribaltone c’è una massiccia irruzione di aria artica, in discesa direttamente dalle latitudini polari. Si tratta di un nocciolo gelido in quota capace di penetrare nel Mediterraneo e favorire la formazione di ciclone, ricco di precipitazioni, anche di forte intensità. Le simulazioni grafiche sono piuttosto esplicite: una vasta saccatura d’origine artica si estenderebbe fino a coinvolgere gran parte del Centro-Nord, determinando un brusco calo termico.

Diamo qualche numero
Le temperature potrebbero subire un vero e proprio tracollo, con valori tipici di fine gennaio. Condizioni, queste, più che sufficienti per riportare la neve a quote decisamente basse per il periodo, diffusamente al di sotto dei 1000 metri in diverse regioni centrali e settentrionali, nonostante saremmo alle porte di aprile. In alcuni casi, specialmente sulle aree nord-occidentali, non è escluso che i fiocchi possano spingersi fino alle zone collinari o addirittura a quote di bassa collina.

Ma resta, appunto, un’ipotesi
Concludiamo dicendo una cosa chiara e tonda. Non è affatto detto che andrà così. È fondamentale ribadire che si tratta ancora di una tendenza meteo soggetta a possibili cambiamenti, anche significativi. Sarà quindi necessario attendere i prossimi aggiornamenti per capire se questa ondata di freddo anomala riuscirà davvero a raggiungere il Mediterraneo. Oppure se il freddo rimarrà altrove.
