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Maggio è il mese dove ufficialmente cominciano i fenomeni meteo intensi. Il suo clima è notoriamente variabile e può oscillare rapidamente tra giornate calde e soleggiate e episodi di maltempo anche di una certa intensità. È proprio qui che cominciano i primi forti temporali, magari con annesse grandinate.

 

I motivi

Questa forte variabilità deriva principalmente dall’incontro di masse d’aria con caratteristiche molto differenti sul Mediterraneo centrale. Quando correnti calde e umide provenienti dal Nord Africa si scontrano con flussi più freddi e instabili in arrivo dal Nord Europa, il risultato è un’atmosfera instabile. Si originano i cosiddetti moti convettivi, quelli che permettono lo sviluppo di enormi cumulonembi.

 

Quando un fronte freddo riesce a valicare le Alpi, trova nei bassi strati aria già calda e piuttosto umida. In poche ore, possono nascere numerose celle temporalesche, le quali causano piogge torrenziali, frequenti scariche elettriche, grandinate di grandi dimensioni e, in casi più rari, trombe d’aria. Non sono infrequenti nemmeno le supercelle. I fenomeni temporaleschi più violenti esistenti in natura.

 

Ci sarà molta energia

La causa principale di questi episodi violenti è l’accumulo di energia potenziale nell’atmosfera, alimentato dall’aumento della radiazione solare e dal progressivo riscaldamento del suolo. L’interazione tra il caldo crescente, l’umidità elevata e la presenza di aria fredda in quota crea una combinazione esplosiva per la nascita di temporali violenti.

 

Alcune aree italiane risultano particolarmente esposte. Il Nord Italia, in particolare la Pianura Padana e la fascia prealpina, registra con frequenza temporali intensi. Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono spesso teatro di piogge forti, grandine e raffiche di vento. Proprio perché è un terreno dove si accumula molta umidità nei bassi strati.

 

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È dal mese di maggio che aumenta sensibilmente il rischio di fenomeni violenti, tra cui le fantomatiche supercelle. Foto di Tobias Hämmer da Pixabay

 

Un mese sempre più estivo

In certi anni, maggio segna l’inizio della stagione dell’anticiclone africano, che può far salire le temperature fino a 30-33 gradi già sul finire della primavera. Non dimentichiamoci poi che i primi calori originati in città danno luogo al famoso fenomeno dell’isola di calore urbana.

 

Per concludere, ricordiamo che -negli ultimi decenni- maggio ha di fatto dato il via alla stagione estiva. Ondate di calore precoci come nel 2009, 2011, 2015, 2017, 2022 non erano comuni un tempo. Sarà così anche in questo 2026? Non resta altro che vedere nelle prossime settimane gli aggiornamenti delle tendenze meteo per l’ultimo mese primaverile.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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