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Isola di calore urbana: oltre 25 milioni di italiani intrappolati nel caldo urbano

L’isola di calore urbana (Urban Heat Island, UHI) è un fenomeno climatico ben documentato in meteorologia e climatologia, che si manifesta con un aumento

L’ isola di calore urbana ( Urban Heat Island , UHI) è un fenomeno climatico ben documentato in meteorologia e climatologia, che si manifesta con un aumento significativo della temperatura dell’aria nelle aree urbanizzate rispetto alle zone rurali circostanti. Questa condizione è particolarmente evidente nelle ore notturne , quando il calore assorbito durante il giorno dai materiali urbani come asfalto, cemento, mattoni e vetro viene rilasciato lentamente nell’atmosfera.

Il contrasto termico tra città e campagna può raggiungere anche 5-7 gradi Celsius , soprattutto in assenza di vento e in condizioni di alta pressione atmosferica, come accade frequentemente durante le ondate di calore estive legate all’anticiclone africano . A generare e amplificare l’UHI sono fattori antropici come la densità edilizia, la scarsità di vegetazione, l’uso diffuso di superfici impermeabili e la produzione di calore legata al traffico, agli impianti industriali e agli impianti di climatizzazione.

Esempi di isole di calore nel mondo

Numerose città nel mondo sperimentano effetti intensi di isola di calore . Alcuni tra i casi più studiati:

• Tokyo , in Giappone, registra picchi di temperatura notturna anche 7°C superiori rispetto all’area suburbana . Questo ha spinto le autorità a promuovere tetti verdi e pavimentazioni riflettenti.

• Phoenix , negli Stati Uniti , mostra un UHI molto accentuato a causa della bassa umidità, delle superfici asfaltate e della scarsità di vegetazione. Durante le notti estive, la temperatura resta sopra i 35°C anche dopo il tramonto.

• Parigi , in Francia, ha avviato un programma di mappatura del calore urbano dopo la micidiale ondata di calore del 2003, che ha causato oltre 14.000 vittime nel Paese. I quartieri più densamente costruiti e meno alberati mostrano le temperature più alte.

• Londra ha implementato strategie di mitigazione come tetti verdi e maggiori spazi alberati per contenere l’aumento termico urbano.

• Medellín , in Colombia , è uno dei casi di successo. La città ha avviato un programma di riqualificazione climatica urbana attraverso la creazione dei cosiddetti “corridoi verdi” : 30 aree piantumate lungo strade e canali. Gli studi dell’Universidad Nacional de Colombia hanno mostrato un abbassamento della temperatura media urbana fino a 3°C ( https://www.unal.edu.co/dnp/actualidad/noticias/corredores-verdes.html ).

La situazione italiana: oltre 25 milioni di persone coinvolte

In Italia , oltre 25 milioni di abitanti vivono quotidianamente gli effetti dell’ isola di calore , specialmente in città come Milano , Torino , Bologna , Roma , Napoli e Firenze . Non solo le metropoli: anche centri urbani più piccoli , spesso privi di efficaci piani urbanistici o infrastrutture verdi, soffrono di questa condizione. Le minime notturne nelle città possono restare elevate, oltre i 25°C , mentre nelle aree rurali vicine possono scendere anche sotto i 20°C.

In particolare, Roma vive una situazione critica quando l’ aria stagnante dovuta all’alta pressione e l’assenza di ventilazione intrappolano il calore tra piazze storiche e strade asfaltate , rendendo i quartieri centrali dei veri forni urbani . A Milano , l’aeroporto di Linate registra minime anche di 20°C , ma in centro città si possono toccare i 26-27°C nelle notti più calde.

Le difficoltà nella mitigazione italiana

In Italia, le iniziative di mitigazione sono frammentarie . A differenza delle grandi città globali che hanno adottato strategie sistemiche, l’ urbanizzazione italiana è spesso vincolata dalla presenza di centri storici , vincoli paesaggistici, archeologici e artistici che limitano le possibilità di intervento . In città come Venezia , Firenze , Perugia , Roma , la ristrutturazione o l’implementazione di infrastrutture verdi urbane richiederebbe progetti estremamente delicati e costosi .

Tuttavia, esperimenti locali esistono : a Bolzano , ad esempio, il Comune ha investito in inverdimenti verticali e tetti verdi ; a Bologna si stanno testando superfici urbane riflettenti e sistemi di raffrescamento passivo. Ma su scala nazionale, l’assenza di un piano climatico urbano coerente lascia l’Italia impreparata ad affrontare un fenomeno destinato ad aggravarsi nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale .