Le probabilità di un evento di gelo come il gennaio 1985 nell’inverno 2025-2026
Sulla base della ricerca scientifica più recente, le probabilità che un evento di gelo estremo paragonabile a gennaio 1985 si verifichi nel clima attuale risultano drasticamente ridotte rispetto a 40 anni fa.
Dati quantitativi sulla riduzione delle probabilità
Una ricerca pubblicata nel 2025 sull’International Journal of Climatology ha analizzato le ondate di freddo nell’Europa settentrionale: un’ondata di freddo estrema che avveniva mediamente una volta ogni 10 anni con +0,5°C di riscaldamento si presenterebbe una volta ogni 30 anni con +1,5°C e una volta ogni 70 anni con +2,0°C. Ancora più rilevante: un’ondata di freddo con periodo di ritorno di 100 anni nel clima di riferimento, con +2°C di riscaldamento, diventerebbe un evento con frequenza inferiore a una volta ogni 1000 anni.
Uno studio del 2025 pubblicato sul Bulletin of the American Meteorological Society indica che gli episodi di freddo estremo più intensi osservati dal 2010 hanno una probabilità del 50–90% di non ripetersi entro il 2100 in uno scenario di emissioni intermedie.
Ricerche specifiche sul gennaio 1985
Una ricerca uscita in gennaio 2025 su Weather and Climate Dynamics ha utilizzato algoritmi avanzati per simulare inverni eccezionalmente freddi in Francia, mostrando che, nonostante il Riscaldamento Globale, è ancora possibile riprodurre inverni rigidi come quello del 1963, pur trattandosi di eventi altamente eccezionali. Lo studio ha individuato l’ondata di freddo del 3–17 gennaio 1985 come evento di riferimento per la società elettrica francese.
Crescita delle temperature di gennaio in Italia rispetto al 1985
Dati specifici per gennaio 2025
Gennaio 2025 è risultato tra i mesi più caldi degli ultimi 75 anni in Italia, mentre in gennaio 1985 le anomalie termiche furono negative su tutto il territorio: dove in gennaio 2025 si è registrata un’anomalia di oltre +1,5°C, 40 anni prima si osservavano anomalie di almeno –6°C.
Su scala di Europa, secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), la temperatura media di gennaio 2025 è stata di +2,51°C rispetto alla media 1991–2020, risultando il secondo gennaio più caldo dopo il 2020.
Trend di lungo periodo
In Italia, confrontando il periodo 1985–1999 con gli anni del XXI secolo, le temperature medie sono aumentate in modo marcato: a Milano si è passati da circa 13,5°C della metà degli anni ’80 a oltre 16°C negli ultimi anni, un incremento di circa 2°C che rappresenta un vero stravolgimento del quadro meteorologico.
I giorni di gelo (minime sotto 0°C) sono calati da 52 a 19 l’anno a Milano, da 79 a 26 a Torino, e da 25 a circa 1 l’anno a Roma.
Potenziale delle ondate di gelo dalla Siberia nel 2025 vs 1985
Cambiamenti nei meccanismi atmosferici
Il potenziale delle ondate di gelo provenienti dalla Siberia verso l’Italia risulta significativamente ridotto, ma non annullato. La letteratura scientifica evidenzia diversi fattori:
Riscaldamento artico e Vortice Polare:
Malgrado il rapido riscaldamento artico, secondo uno studio del 2025 della NOAA Pacific Marine Environmental Laboratory, le irruzioni di aria fredda dal polo verso le medie latitudini continueranno nei prossimi decenni; la sfida è comprenderne meglio i fattori scatenanti e migliorarne la prevedibilità. Una ricerca pubblicata su Science mostra che il legame tra cambiamento artico e tempo invernale estremo nelle medie latitudini passa attraverso il Vortice Polare stratosferico, con un aumento dei flussi di energia delle onde in grado di innescare riscaldamenti stratosferici improvvisi (Stratwarming).
Frequenza e intensità ridotte:
Le simulazioni climatiche più aggiornate suggeriscono che gli episodi di freddo intenso in Europa stanno diventando meno frequenti e meno duraturi, con una riduzione dei giorni con temperature minime sotto 0°C, soprattutto in pianura.
Condizioni necessarie per eventi estremi:
Per rivedere un gelo paragonabile a gennaio 1985 servirebbero configurazioni atmosferiche rare: un blocco anticiclonico persistente sull’Europa settentrionale o tra Scandinavia e Russia europea, capace di convogliare aria gelida continentale verso la Pianura Padana, combinato con una saccatura atlantica che trasporti aria umida dal Mediterraneo.
Meccanismi paradossali
Alcuni studi, tra cui una ricerca su Nature Geoscience, rilevano che temperature insolitamente calde sui mari di Barents–Kara e sull’area Siberia orientale–Chukchi tendono a favorire inverni freddi rispettivamente in Asia orientale e in Nord America. Ciò spiega come, in modo paradossale, il riscaldamento artico possa ancora contribuire a ondate di freddo nelle medie latitudini, pur con frequenza ridotta.
Conclusioni
Le probabilità di un evento di gelo come quello di gennaio 1985 risultano fortemente ridotte nel clima attuale, con stime che indicano un calo della frequenza nell’ordine del 50–90%. Le temperature di gennaio in Italia sono cresciute di circa 2–3°C rispetto al 1985, con gennaio 2025 che ha mostrato anomalie positive fino a +1,5°C o superiori laddove 40 anni fa si osservavano –6°C.
Il potenziale di ondate di gelo siberiane esiste ancora, ma risulta marcatamente ridotto sia nella frequenza sia nell’intensità. Eventi estremi restano possibili attraverso meccanismi legati al Vortice Polare stratosferico, ma richiedono configurazioni atmosferiche sempre più rare e specifiche.
Credit e fonti scientifiche internazionali:
- Ruosteenoja et al. (2025) – “Extreme Cold Days and Spells in Northern Europe at 0.5°C–2.0°C Global Warming Levels”, International Journal of Climatology — https://rmets.onlinelibrary.wiley.com/
- Ribes et al. (2025) – “Recent extreme cold waves are likely not to happen again this century”, Bulletin of the American Meteorological Society — https://journals.ametsoc.org/
- Cadiou & Yiou (2025) – “Simulating record-shattering cold winters of the beginning of the 21st century in France”, Weather and Climate Dynamics — https://wcd.copernicus.org/
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – Monthly climate bulletins, ECMWF — https://climate.copernicus.eu/
- Cohen et al. (2021) – “Linking Arctic variability and change with extreme winter weather in the United States”, Science — https://www.science.org/
- Hanna et al. (2024) – “Influence of high-latitude blocking and the northern stratospheric polar vortex on cold-air outbreaks under Arctic Amplification of global warming”, Environmental Research: Climate — https://iopscience.iop.org/journal/2752-5295
- NOAA Pacific Marine Environmental Laboratory – Studio sul miglioramento della previsione delle irruzioni artiche nell’Emisfero Nord — https://www.pmel.noaa.gov/
- Masselot et al. (2025) – “Estimating future heat-related and cold-related mortality under climate change”, Nature Medicine — https://www.nature.com/nm/
- Francis & Vavrus (2012) – “Arctic amplification and extreme weather linkages”, Geophysical Research Letters — https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/
- Westen et al. (2025) – “European Temperature Extremes Under Different AMOC Scenarios”, Geophysical Research Letters — https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/
