Saranno idealismi politici, non so, ma leggere che non esiste l’alta pressione africana nella sua dimensione è fondamentalmente sbagliato e lo vedremo nel seguito di questo articolo. Un’altra visione errata è quella di sostenere che in Italia sia attualmente presente l’alta pressione delle Azzorre e che, tutto sommato, il caldo che fa sia abbastanza normale, come sia abbastanza normale l’ondata di calore che sta per abbattersi per almeno una settimana.
All’inizio ho detto che ci saranno dietro idealismi politici, riflessioni che non conosco; tuttavia, se a mezzo mass-media, che sia Internet o che sia la TV, esperti italiani di meteorologia negano la presenza dell’alta pressione africana, o altrove leggo che non c’è l’alta pressione africana ma siamo sotto l’anticiclone delle Azzorre, i conti non tornano.
Questa si chiama disinformazione, che essa derivi da idealismi politici o dal fatto che non si creda più alla scienza. Trattandosi di riflessioni personali, certamente distanti da ogni aspetto scientifico diffuso a 360° da tutti gli scienziati del pianeta, non andrebbero espressi.
E c’è persino qualcuno isolato che annuncia una prossima era glaciale. Non viviamo neanche una fluttuazione climatica dentro questo riscaldamento globale, anche perché le fluttuazioni del clima ci sono eccome, ma globalmente la Terra si sta riscaldando ogni anno sempre di più. Le previsioni degli scienziati sono drammatiche e indicano temperature in aumento nei prossimi anni. Questo lo dimostra la scienza, se poi non ci vogliamo credere facciamo politica, non meteo.
Facciamo chiarezza, perché è ciò che serve. L’alta pressione delle Azzorre è una struttura semistazionaria nell’Oceano Atlantico che si estendeva, durante le stagioni estive, verso l’Italia favorendo condizioni climatiche estive miti. Erano sporadiche le ondate di calore, e quelle di lunghissima durata molto rare, come dimostra la scienza e non solo i numeri, le notti tropicali erano molto meno della metà rispetto a quanto sono attualmente. La temperatura superava la soglia dei 30 °C in poche giornate all’anno in buona parte d’Italia, mentre adesso, quando si toccano quei valori, si parla di refrigerio. I record di caldo del passato fanno parte di eventi meteo isolati, non sono avvenuti durante lunghe estati sfiancanti dalla calura.
Alta pressione africana è la definizione data a una campana anticiclonica in quota che determina una compressione dell’aria nei bassi strati atmosferici, accentuando la calura di origine africana e causando ondate di calore.
Quando questo fenomeno, nelle nuove stagioni estive persiste per settimane, e si hanno lunghissimi periodi di caldo estremo. L’alta pressione africana in quota, a causa delle alte temperature al suolo, misura valori di pressione non elevati, a differenza invece dell’alta pressione delle Azzorre, ben più mite.
Tuttavia, l’alta pressione africana al suolo non presenta aree di bassa pressione, se non nel Nordafrica, dove le temperature superano diffusamente i 40°C nelle zone interne, avvicinandosi persino ai 50°C. Sono tali temperature così elevate a generare un valore di pressione al suolo più basso, mentre in quota si registrano pressioni atmosferiche altissime. Infatti, la campana di alta pressione viene osservata soprattutto in quota, a 500 hPa, ed è qui che viene identificata la struttura dell’alta pressione africana.
Qui di seguito vi lascerò definizioni più tecniche che troverete in altri articoli, riguardanti sia l’alta pressione delle Azzorre che l’anticiclone africano, al fine di avere maggiore chiarezza. Ovviamente saranno citate anche le fonti da cui derivano queste informazioni.