Aria fresca sul Mediterraneo caldo: perché i temporali saranno intensi
Il mio collega Raffaele Laricchia ha già parlato del peggioramento che si verificherà nella giornata di venerdì, ma vorrei soffermarmi sull’intensità di questi fenomeni. Il cambiamento sarà dovuto all’intrusione di aria fresca proveniente da nord. A contatto con il Mar Mediterraneo, fenomeno di cui abbiamo parlato innumerevoli volte, quest’aria svilupperà nubi per contrasto termico. Queste nubi raggiungeranno rapidamente l’alta troposfera, cioè quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni meteorologici, e diventeranno nubi capaci di produrre temporali.
Il Nord Italia ancora escluso, l’anticiclone africano sull’Europa occidentale
Ancora una volta però il Nord Italia sarà saltato. Non è un buon segnale, anche se per certi versi può esserlo, esclusivamente perché per ora siamo protetti dall’anticiclone africano. L’anticiclone continua a far segnare valori da record sulla Penisola Iberica e nel Sud-Ovest della Francia, colpiti da un’ondata di calore eccezionale che interessa anche il Portogallo, il Marocco e le Isole Canarie. Noi al momento siamo sotto questo flusso che scende da nord e che interessa soprattutto i Balcani.
Neve sui Balcani e in Grecia, niente di eccezionale per fine settembre
Sui Balcani si sono verificate nevicate anche sotto i 2000 metri di quota. In questo periodo dell’anno il fenomeno non dovrebbe fare notizia, eppure al momento la fa. La neve è caduta anche sui rilievi più elevati della Grecia, notizia in questo caso sicuramente più rilevante, ma anche questo fenomeno non ha niente di eccezionale per il periodo: ricordo che siamo ormai alla fine del mese di settembre.
Adriatico caldo ed effetto stau: il rischio grandine
I temporali potrebbero assumere forte intensità perché, a contatto con il Mare Adriatico ancora molto caldo, si possono sviluppare colonne di vapore acqueo molto consistenti e quindi nubi così potenti da produrre temporali violenti. Il versante adriatico, dal punto di vista orografico, favorisce inoltre in Italia una situazione meteorologica chiamata stau. In sostanza le nubi vanno a sbattere contro i rilievi, vengono esaltati i moti dal basso verso l’alto e aumentano nuvolosità, piogge, temporali e anche grandinate, dato che scende aria fredda.
Questi fenomeni possono quindi accompagnare il cambiamento atmosferico. Probabilmente non ci saranno grandinate devastanti con chicchi giganteschi, perché al momento non vi sono condizioni meteorologiche che facciano ipotizzare un rischio simile. La grandine resta però possibile, proprio per l’intrusione di aria fresca e per un cambiamento meteorologico importante.
Sardegna e settore occidentale ancora caldi, poi risale l’anticiclone
Il settore occidentale italiano rimarrà invece in condizioni termiche comprese tra le medie del periodo e valori superiori alla media, soprattutto in Sardegna, dove si continuano a toccare i 30°C. Qui siamo molto vicini alla massa d’aria che interessa la Penisola Iberica e, a quanto sembra, neanche nella giornata di venerdì la Sardegna ne sarà esclusa. Un lieve calo termico arriverà nella giornata di sabato. Attenzione però, perché verso sabato l’aria più calda proveniente dalla Francia tenderà a raggiungere il Nord Italia, dove le temperature cominceranno a salire.
A tal riguardo va detto che nei primi giorni della prossima settimana l’anticiclone africano sembra puntare verso l’Italia. Sugli effetti e sull’intensità di questo nuovo evento atmosferico avremo modo di tornare. Per ora posso dire che i temporali di venerdì e di parte di sabato potrebbero essere piuttosto intensi, soprattutto sull’Adriatico e nelle regioni del Sud, come anticipato anche nei giorni scorsi.
Sicilia orientale sotto osservazione dopo i nubifragi del 23
Segnalo che può essere colpita anche la Sicilia, soprattutto il settore settentrionale, lo Stretto di Messina e la parte orientale dell’isola. Sono aree estremamente vulnerabili: basta ricordare cosa è successo nel pomeriggio del 23 settembre, quando temporali di fortissima intensità hanno colpito la Sicilia orientale con accumuli superiori a 150 millimetri di pioggia. Sono state precipitazioni torrenziali, considerando che quelle zone ricevono mediamente 500-600 millimetri di pioggia all’anno. Da queste parti eventi simili sono ormai diventati estremamente ricorrenti, proprio a causa del riscaldamento delle acque superficiali e del Cambiamento Climatico, di cui bisogna sempre tenere conto.
Credit
- ECMWF
- Copernicus Marine Service – Persistent ocean warmth and expanding marine heatwaves mark the first half of 2026
- Euronews – Portugal braces for rising temperatures and possible heatwave