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Alta Pressione delle Azzorre, che cosa è

Federico De Michelis di Federico De Michelis
09 Ago 2025 - 10:35
in A La notizia del giorno, Wiki Meteo
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L’analisi della pressione atmosferica al suolo e quella a 500 hPa evidenziano la presenza di geopotenziali molto elevati, che sono derivanti da un’estesissima campana di Alta Pressione in quota.
L’analisi meteo deve essere supportata da una in quota. Questa mappa trae in inganno sull’espansione dell’Alta Pressione delle Azzorre sull’Europa. Ma la mappa è corretta, ma d’estate per analizzare la situazione atmosferica è necessario utilizzare più mappe di altezze della pressione atmosferica.

(METEOGIORNALE.IT) L’Alta Pressione delle Azzorre, tecnicamente denominata Anticiclone Subtropicale Nord-Atlantico, rappresenta un elemento fondamentale della dinamica climatica mediterranea ed europea, la cui comprensione richiede un approfondimento dei meccanismi fisici che ne governano la variabilità e l’evoluzione temporale.

 

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Dal punto di vista meteorologico, questo sistema barico è una struttura anticiclonica semi-permanente caratterizzata da subsidenza atmosferica e circolazione oraria dell’aria, posizionata mediamente tra 20° e 40° di latitudine Nord nell’Oceano Atlantico. La sua genesi è strettamente correlata al ramo discendente della Circolazione di Hadley, dove l’aria troposferica superiore, raffreddata per irraggiamento e convergenza dinamica, subisce un processo di subsidenza adiabatica che determina l’incremento della pressione atmosferica al livello del mare.

 

La dinamica tradizionale

Storicamente, durante la stagione estiva, l’anticiclone delle Azzorre mostrava una traslazione verso nord-est, estendendosi frequentemente verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e raggiungendo l’Italia peninsulare. Questo fenomeno era governato dalla migrazione stagionale delle celle di Hadley, che seguivano l’andamento dell’insolazione zenitale e della zona di convergenza intertropicale (ITCZ).

L’influenza benefica di questa configurazione barica si manifestava attraverso diversi meccanismi fisici:

  • Stabilizzazione atmosferica: la subsidenza anticiclonica inibiva la convezione profonda e la formazione di sistemi nuvolosi estesi
  • Gradiente barico favorevole: la disposizione dell’alta pressione creava flussi settentrionali e nord-occidentali che apportavano masse d’aria relativamente fresche e secche dall’Atlantico settentrionale
  • Inversione termica: ll warming adiabatico della subsidenza generava un’inversione di temperatura in quota che limitava lo sviluppo verticale dei fenomeni convettivi

 

La rivoluzione climatica: espansione antropogenica e conseguenze

Le ricerche più recenti hanno documentato un cambiamento paradigmatico nella dinamica dell’anticiclone delle Azzorre, con implicazioni profonde per il clima mediterraneo. Lo studio pubblicato su Nature Geoscience ha dimostrato che l’espansione dell’Alta Pressione delle Azzorre nell’era industriale (dal 1850) è “senza precedenti negli ultimi 1.200 anni”.

L’analisi paleoclimatica rivela che gli inverni con un’Alta Pressione delle Azzorre estremamente grande sono significativamente più comuni nell’era industriale rispetto ai tempi pre-industriali, risultando in condizioni anomalmente secche nel Mediterraneo occidentale, inclusa la Penisola iberica e italiana.

 

Meccanismi Fisici dell’Espansione

L’espansione dell’anticiclone è principalmente attribuita a:

  • Allargamento della Circolazione di Hadley: l’aumento delle concentrazioni di gas serra determina un’espansione verso i poli della circolazione di Hadley, con conseguente estensione verso nord delle zone di subsidenza subtropicale.
  • Amplificazione polare asimmetrica: ll riscaldamento differenziale tra regioni polari e tropicali modifica i gradienti termici meridionali, influenzando la posizione e l’intensità degli anticicloni subtropicali.
  • Retroazione termodinamica: l’espansione dell’anticiclone è coerente con un allargamento della Circolazione di Hadley in un clima in riscaldamento.

 

Il contrasto con l’invasione d’aria africana

Il fenomeno più preoccupante degli ultimi decenni è rappresentato dalla sostituzione progressiva dell’influenza dell’anticiclone delle Azzorre con espansioni ripetute e prolungate di masse d’aria calda di origine africana. Questo cambiamento ha comportato:

Alterazioni termodinamiche

Le masse d’aria africane sono caratterizzate da:

  • Maggiore contenuto entalpico: Temperature potenziali più elevate dovute al riscaldamento continentale desertico
  • Advection di vorticità positiva: Trasporto di sistemi vorticosi che favoriscono l’instabilità convettiva
  • Incremento del mixing ratio: Maggiore umidità specifica che intensifica i processi di condensazione latente

Conseguenze climatiche

Le ricerche hanno documentato un aumento statisticamente significativo nel trasporto di masse d’aria di origine africana verso il Mediterraneo occidentale nel periodo 1948-2020, con conseguente incremento dei fenomeni di trasporto di polveri sahariane.

Questo fenomeno produce:

  • Heat waves più intense e persistenti
  • Alterazione dei pattern precipitativi: Riduzione delle precipitazioni invernali fino al 10-20% entro la fine del XXI secolo
  • Stress idrico ecosistemico: Le proiezioni indicano che l’agricoltura della regione iberica sarà tra le più vulnerabili in Europa

Il futuro e le prospettive secondo la scienza

La transizione dall’influenza benefica dell’anticiclone delle Azzorre alle invasioni di aria calda africana rappresenta una manifestazione regionale del cambiamento climatico globale. La comprensione di questi processi richiede un approccio multidisciplinare che integri:

  • Modellistica climatica ad alta risoluzione per simulare le interazioni scala-locale/scala-globale
  • Analisi paleoclimatiche per contestualizzare i cambiamenti attuali in una prospettiva temporale estesa
  • Studi di attribuzione per quantificare il contributo antropogenico versus la variabilità naturale

La ricerca futura dovrà concentrarsi sulla prevedibilità a scala stagionale di questi fenomeni e sullo sviluppo di strategie di adattamento per i settori agricoli e idrici delle regioni mediterranee.

 

Riferimenti Scientifici: (METEOGIORNALE.IT)

  • Twentieth-century Azores High expansion unprecedented in the past 1,200 years – Nature Geoscience
  • Increasing atmospheric dust transport towards the western Mediterranean over 1948–2020 – npj Climate and Atmospheric Science
  • Robust Hadley Circulation changes and increasing global dryness due to CO2 warming – PNAS
  • Scientists link the changing Azores High and the drying Iberian region to anthropogenic climate change – Woods Hole Oceanographic Institution
  • Changes in Hadley circulation and intertropical convergence zone under strategic stratospheric aerosol geoengineering – npj Climate and Atmospheric Science
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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