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Stamattina ho consultato il modello matematico europeo ECMWF con la sua previsione fino a 46 giorni di validità. Ovviamente so molto bene che questa previsione è solo una traccia, un’indicazione di massima. Però siccome siamo d’estate, i cambiamenti meteorologici soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane sono molto meno probabili che nel Nord Italia.

 

In una mia precedente analisidel modello matematico ho voluto visionare con una certa accuratezza le temperature previste giorno per giorno, ovviamente ho tenuto conto del fatto che sono solo delle stime. Ho potuto riscontrare che tutte le zone interne e soprattutto quelle del Sud Italia, Sicilia e Sardegna e parte del Centro del nostro paese, rischiano di avere temperature molto elevate, come valore massimo parliamo di quei 35 °C e oltre.

In queste zone generalmente le temperature elevate erano associate a un basso tasso di umidità, ma negli ultimi anni a causa del riscaldamento del Mar Mediterraneo – cosa che comunque è avvenuta e proseguirà – è cresciuto il tasso di umidità che si è esteso anche nelle zone interne. Pertanto, a un aumento della temperatura diffusa a tutta Italia, anche nelle zone interne che prima avevano un clima piuttosto asciutto durante la stagione estiva, si sta espandendo l’aria umida e quindi il caldo dal punto di vista della sopportazione diventa meno favorevole.

 

Che cosa vuol dire che c’è un incremento dell’indice di sensazione termica? Quindi ad esempio con una temperatura di 35 °C è possibile che si percepisca un calore pari a 38 °C se non anche 40 °C. Quindi, con alti tassi di umidità, in occasione di ondate di calore di una certa importanza abbiamo sensazioni termiche anche molto superiori al valore indicato dal termometro. Secondo recenti studi scientifici, il heat index (indice di calore) nel bacino del Mediterraneo è destinato ad aumentare significativamente, con valori potenzialmente pericolosi entro la fine del secolo.

 

Nel Nord Italia c’è un capitolo a sé. Le regioni settentrionali sono per loro climatologia favorite dal transito di impulsi di aria instabile che soffocano temporaneamente le ondate di calore. Tuttavia, in un contesto di aumento della temperatura media, anche le regioni settentrionali stanno patendo parecchio del caldo. A seguito di una serie di rilevamenti e di medie che sono state stilate, le regioni settentrionali sono quelle che durante la stagione estiva hanno subito il maggior aumento della temperatura media rispetto al passato e quindi patiscono decisamente il caldo quasi al pari delle altre regioni italiane.

 

Un’area molto svantaggiata dal punto di vista del caldo è la Pianura Padana, ma lo sono anche molte vallate alpine. Qui si realizzano sia alte temperature che elevatissimi tassi di umidità che soprattutto nel culmine dell’estate generano un clima praticamente tropicale. Quindi in queste zone non appena transiterà la più minima goccia di aria fredda in quota – che in sostanza vuol dire aria più fredda delle zone circostanti in quota – si potrebbero realizzare condizioni ideali per quella che è chiamata instabilità atmosferica che poi va a generare lo svilupparsi di nubi a forte sviluppo verticale e quindi di temporali.

 

Quindi tendenzialmente il Nord Italia lo vedo più verso un clima caldo sicuramente, ma anche tropicalizzato dall’instabilità atmosferica che va a generare temporali che a causa del contrasto termico possono essere spesso di forte intensità come ampiamente le cronache riportano. Quindi rischio di grandine, rischio di forti raffiche di vento, tempeste elettriche.

 

Tutte situazioni sono già vissute. Questa, però è la linea di tendenza a 46 giorni ed estende l’analisi meteo a tutto il mese di Agosto e la parte rimanente di Luglio, ovvero tutta la stagione estiva restante. In questo tipo di previsioni non individuiamo dalle cartine consultate se ci saranno delle onde di calore, queste sono previste attraverso modelli matematici a più breve termine di previsione.

 

Temporali. Le ricerche scientifiche internazionali confermano che la frequenza dei temporali severi in Europa è destinata ad aumentare nel corso del XXI secolo a causa dell’incremento dell’instabilità convettiva. Studi specifici sul Mediterraneo mostrano come il riscaldamento delle acque marine stia contribuendo significativamente all’aumento dell’umidità atmosferica e quindi della sensazione termica nelle aree costiere e interne.

E attenzione, non fate l’errore di tener conto solo delle acque superficiali, in quanto anche a media profondità del Mediterraneo, le temperature sono in salita verticale.

 

L’analisi dei trend climatici globali evidenzia aumenti robusti dell’energia convettiva disponibile (CAPE) proprio nelle aree intorno ai mari interni caldi e alle superfici oceaniche temperate, incluso il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Caspio, confermando le tendenze osservate nella nostra analisi.

 

Ricordo che l’articolo è stato realizzato consultando i dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio (ECMWF).

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