L’Italia continua a fare i conti con perturbazioni di stampo più autunnale che invernale, poiché si tratta di flussi perturbati provenienti da Ovest, ovvero dall’Atlantico, e pertanto caratterizzati da temperature non molto basse. Proprio per questo motivo, la quota neve resta ancorata ai settori montuosi, sia sulle Alpi che sull’Appennino, mentre in collina e in pianura prevale la pioggia, con temperature leggermente superiori alle medie tipiche del periodo. Insomma, il meteo continua a essere più tardo autunnale che invernale, ormai da quasi un mese.
Dov’è l’inverno? Freddo e neve in arrivo?
Ma dov’è l’inverno? Arriveranno freddo e neve in Italia? Da qualche giorno stiamo analizzando scenari piuttosto interessanti per la seconda metà di febbraio, a seguito di un vero e proprio terremoto barico sul Polo Nord. Il vortice polare si sta letteralmente degradando, a causa dell’azione di alta pressioni molto invadenti sui settori sub-polari, una tipica configurazione invernale che obbliga l’aria gelida a spostarsi verso latitudini inferiori e anche verso le zone temperate.
L’anticiclone russo-siberiano e il gelo in Europa
Grazie alla presenza di un imponente anticiclone russo-siberiano e alla contemporanea azione di un anticiclone scandinavo, l’aria gelida siberiana tenderà gradualmente a muoversi verso il Vecchio Continente, provocando un netto calo termico e nevicate diffuse fino a quota pianeggiante su vaste aree dell’Europa. Una piccola parte di questa massa d’aria molto fredda potrebbe raggiungere l’Italia durante la prossima settimana, determinando un netto calo delle temperature e favorendo l’arrivo di qualche fiocco di neve.
Ricordiamo che si tratta di configurazioni estremamente labili e soggette a cambiamenti anche improvvisi all’interno delle simulazioni modellistiche. Al momento, il cuore dell’area gelida coinvolgerà principalmente l’Est Europa e i settori del Mar Nero, mentre nel Mediterraneo centrale potrebbero arrivare solo le briciole di questo gelo, tra il 16 e il 20 febbraio. Tuttavia, anche queste briciole potrebbero essere sufficienti a determinare un cospicuo calo delle temperature e a portare precipitazioni locali, specialmente sulle regioni del Medio-Basso Adriatico e al Sud.
Dove nevicherà?
Secondo gli ultimi aggiornamenti, in particolare quelli del modello americano GFS, acquazzoni e piovaschi sparsi potrebbero interessare Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia tra il 17 e il 20 febbraio. Considerando che le temperature scenderanno di almeno 4-6°C sotto le medie stagionali, i fiocchi di neve potrebbero cadere fino a quote di bassa collina, ovvero attorno ai 200-300 metri su Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, mentre su Calabria e Sicilia la quota neve sarà leggermente più alta.
Molto difficile, al momento, prevedere nevicate su Pescara, Termoli, Bari, Brindisi e Lecce: tuttalpiù, qualche fiocco misto a pioggia o fenomeni come gragnola e neve tonda potrebbero manifestarsi, anche con temperature leggermente sopra lo zero.
Molto più probabile, invece, la neve su città come Campobasso, Potenza, Matera e, occasionalmente, anche su Teramo, Chieti e sulle aree collinari di Puglia, Molise e Calabria. Naturalmente, si tratta di previsioni ancora molto complesse, che richiederanno ulteriori attenzioni nei prossimi aggiornamenti meteo.