Questa dinamica, spiegata dalla meteorologia dinamica, è legata a un fenomeno in cui le onde di Rossby, generate in troposfera, non riescono a propagarsi verso la stratosfera a causa dell’intensità del vento zonale medio, che riflette queste onde a quote più basse.
La mancanza di onde di Rossby in stratosfera ha comportato un ulteriore raffreddamento della stessa, rafforzando il vento zonale medio e abbassando ulteriormente l’altitudine di riflessione.
Questo meccanismo ha portato a condizioni anticicloniche sempre più frequenti sull’Italia, con una riduzione dell’attività ciclonica in troposfera e conseguenti periodi di stabilità atmosferica.
Tuttavia, l’evoluzione statistica suggerisce un possibile cambiamento per i prossimi mesi. In contesti come quello attuale, caratterizzati da una forte riflessione delle onde di Rossby in autunno, è lecito aspettarsi una loro ripresa più decisa nel corso dell’inverno.
Questo processo potrebbe culminare in uno stratwarming, un riscaldamento improvviso e intenso della stratosfera polare, previsto per gennaio.
Tale fenomeno sarebbe il risultato della rottura delle onde di Rossby a una determinata altitudine critica, con una conseguente diminuzione del vento zonale medio e l’attivazione di dinamiche atmosferiche in grado di alterare significativamente il tempo anche alle latitudini italiane.
I modelli meteorologici a lungo termine iniziano a mostrare segnali coerenti con questa ipotesi. La comparsa di un pattern atmosferico nell’emisfero settentrionale, caratterizzato da tre ampie onde di Rossby, potrebbe rappresentare un elemento chiave.
In questo schema, si osservano alte pressioni ben strutturate vicino all’Alaska, in Siberia e tra Canada e Groenlandia. Questo assetto sarebbe ideale per la propagazione delle onde fino alla stratosfera, favorendo il raggiungimento di una linea critica e, con essa, un periodo di circa due mesi di intensa attività delle onde di Rossby.
Nonostante ciò, affinché l’Italia possa beneficiare di un vero inverno, è necessario che l’attività delle onde di Rossby si associ a un indice East Atlantic (EA) negativo. Questo pattern climatico, associato a basse pressioni nel Mediterraneo e alte pressioni sulle Isole Britanniche, è essenziale per convogliare masse d’aria fredda verso il nostro Paese.
Negli ultimi anni, tuttavia, il riscaldamento globale ha reso sempre più frequente un EA positivo, spesso legato all’espansione dell’anticiclone africano anche durante i mesi invernali.
Fortunatamente, il mese di dicembre ha mostrato un EA negativo persistente, una condizione che potrebbe protrarsi almeno per buona parte di gennaio grazie al raggiungimento dell’apice del fenomeno climatico de La Niña.
Questa configurazione favorisce l’ingresso di masse d’aria fredda verso il Mediterraneo, aumentando la probabilità di eventi invernali significativi sull’Italia.
In sintesi, il quadro meteorologico attuale suggerisce un possibile cambio di rotta nelle prossime settimane, con la possibilità di un inverno più incisivo sul nostro Paese.
Tuttavia, la sua realizzazione dipenderà dall’interazione di vari fattori, tra cui l’attività delle onde di Rossby, il comportamento dell’indice EA e l’influenza delle anomalie climatiche globali.