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L’asteroide che causò l’estinzione dei dinosauri, formando il Cratere di Chicxulub e segnando la fine dell’Era Cretacea, proveniva probabilmente dal sistema solare esterno, oltre l’orbita di Giove, piuttosto che dalla principale fascia asteroidale. Questa scoperta emerge dall’analisi delle proporzioni isotopiche del rutenio, un metallo raro sulla crosta terrestre ma relativamente abbondante nei corpi celesti rocciosi. Il Dr. Mario Fischer-Gödde dell’Università di Colonia e i suoi colleghi hanno condotto lo studio analizzando campioni prelevati da diversi siti in Europa.

 

Il rutenio possiede sette isotopi stabili, il che offre molteplici possibilità per osservare variazioni nelle loro abbondanze relative. I risultati mostrano che le proporzioni degli isotopi del rutenio trovate al confine tra i periodi Cretaceo e Paleogene sono consistenti con quelle osservate in meteoriti di tipo carbonaceo chondritico (C-type), noti per contenere molecole essenziali alla vita.

 

Gli asteroidi di tipo C si formano nel sistema solare esterno e sono differenti dai comuni meteoriti CI chondritici prodotti dalle comete, i quali presentano rapporti isotopici del rutenio marcatamente diversificati. Durante l’Era Archeana, gli asteroidi di tipo C rappresentavano una minaccia significativa; tuttavia, nei tempi più recenti della storia geologica terrestre dominata dagli animali multicellulari, gli impatti sembrano essere stati prevalentemente causati da asteroidi di tipo S (S-type).

 

Queste informazioni non solo arricchiscono la nostra comprensione degli eventuali pericoli provenienti dallo spazio ma offrono anche dati cruciali per migliorare le strategie future volte a prevenire o mitigare simili eventuali catastrofi cosmiche. Gli asteroididi tipo S tendono a orbitare più vicino al sistema solare interno rispetto ai loro omologhi di tipo C; ciò li rende più facilmente individuabili e potenzialmente devibili con maggiore anticipo.

 

Nonostante ciò, la minaccia rappresentata dagli asteroididi tipo C rimane significativa poiché possono essere catapultati verso il sistema solare interno attraversando numerose volte vicino alla Terra prima di un possibile impatto o possono apparire improvvisamente con poco preavviso a causa della loro traiettoria originaria distante.

 

Un recente studio ha ipotizzato che una cometa potrebbe essere stata il corpo celeste impattante durante l’estinzione dei dinosauri non-aviari; tuttavia questa teoria si basa più su modelli computazionalizzati piuttosto che su prove concrete come quelle fornite dall’analisi del rutenio.

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