Il rutenio possiede sette isotopi stabili, il che offre molteplici possibilità per osservare variazioni nelle loro abbondanze relative. I risultati mostrano che le proporzioni degli isotopi del rutenio trovate al confine tra i periodi Cretaceo e Paleogene sono consistenti con quelle osservate in meteoriti di tipo carbonaceo chondritico (C-type), noti per contenere molecole essenziali alla vita.
Gli asteroidi di tipo C si formano nel sistema solare esterno e sono differenti dai comuni meteoriti CI chondritici prodotti dalle comete, i quali presentano rapporti isotopici del rutenio marcatamente diversificati. Durante l’Era Archeana, gli asteroidi di tipo C rappresentavano una minaccia significativa; tuttavia, nei tempi più recenti della storia geologica terrestre dominata dagli animali multicellulari, gli impatti sembrano essere stati prevalentemente causati da asteroidi di tipo S (S-type).
Queste informazioni non solo arricchiscono la nostra comprensione degli eventuali pericoli provenienti dallo spazio ma offrono anche dati cruciali per migliorare le strategie future volte a prevenire o mitigare simili eventuali catastrofi cosmiche. Gli asteroididi tipo S tendono a orbitare più vicino al sistema solare interno rispetto ai loro omologhi di tipo C; ciò li rende più facilmente individuabili e potenzialmente devibili con maggiore anticipo.
Nonostante ciò, la minaccia rappresentata dagli asteroididi tipo C rimane significativa poiché possono essere catapultati verso il sistema solare interno attraversando numerose volte vicino alla Terra prima di un possibile impatto o possono apparire improvvisamente con poco preavviso a causa della loro traiettoria originaria distante.
Un recente studio ha ipotizzato che una cometa potrebbe essere stata il corpo celeste impattante durante l’estinzione dei dinosauri non-aviari; tuttavia questa teoria si basa più su modelli computazionalizzati piuttosto che su prove concrete come quelle fornite dall’analisi del rutenio.