Il dottor Sydney Ramirez, primo autore dello studio pubblicato su Nature, ha evidenziato come sia stato possibile esaminare dettagliatamente l’anatomia dell’infezione e l’interazione tra il virus e i tessuti delle vie aeree superiori. Le cellule immunitarie residenti, come le cellule T e B specifiche per il virus, sono state trovate attive sia in risposta alla vaccinazione che all’infezione da SARS-CoV-2.
Un aspetto cruciale della ricerca è stata la scoperta che queste cellule non solo rimangono nella zona delle vie aeree superiori ma persistono per almeno sei mesi. Questa caratteristica suggerisce un ruolo fondamentale nella risposta rapida alle infezioni. Inoltre, è stata osservata un’intensa attività degli adenoidi, tessuti immunitari situati nella parte posteriore delle cavità nasali, i quali ospitano centri germinativi produttori di cellule B capaci di sintetizzare anticorpi.
La nuova tecnica di prelievo mediante tampone permette agli scienziati del LJI di raccogliere queste cellule elusive con maggiore efficacia. La collaborazione con esperti chirurgici dell’UC San Diego ha garantito che i tamponamenti raggiungessero i tessuti corretti e campionassero adeguatamente le adenoidi utilizzando endoscopi per documentare visivamente il sito del prelievo.
L’importanza della velocità nel trattamento dei campioni è stata sottolineata dalla necessità di processarli lo stesso giorno del prelievo per evitare la perdita o degradazione delle cellule. Questa metodologia potrebbe avere implicazioni significative non solo per lo studio delle risposte immunitarie alle infezioni virali ma anche per l’esplorazione delle reazioni immunologiche nei casi di malattie croniche come la rinosinusite allergica.
Guardando al futuro, gli studiosi del LJI intendono esplorare come le popolazioni cellulari nelle vie aeree cambiano in risposta ai vaccini intranasali e continuano a monitorare la stabilità delle popolazioni cellulari nei volontari dello studio.
Questo approccio multidisciplinare apre nuove prospettive sulla comprensione della memoria immunitaria umana nell’apparato respiratorio superiore e potrebbe guidare lo sviluppo di strategie vaccinali più mirate ed efficaci contro patogeni respiratori.