
Inverno o autunno, è questa la bella domanda che in molti si pongono. Con questo fine settimana di Ognissanti, o di Halloween come alcuni lo battezzano, il tempo andrà cambiando, ma questo ormai lo sapete già. Il mio intervento vuole invece essere una sorta di veduta d’insieme dell’evoluzione meteorologica che si spingerà nelle prossime due settimane, analizzando pro e contro dei principali modelli matematici, per capire se durante la prima parte di novembre sarà autunno oppure inverno.
Freddo percepito, ma temperature nel range delle medie
Per quanto riguarda la percezione, molti avranno la sensazione che non sia autunno, ma una sorta di inizio inverno, soprattutto se siete sofferenti del freddo, eppure ci sbaglieremmo. Orbene, le temperature scenderanno, ma resteranno sostanzialmente sotto la media, anche quello che viene definito range medio. Se per esempio una città come Roma ha una temperatura minima media di 10°C, è considerata normalità una forbice che può scendere di 2-3°C e salire di circa 2-3°C. E’ solo un esempio, però i valori complessivamente saranno, soprattutto nella prima fase sotto la norma, anche se osserviamo che tutta la prima decade del mese sarà sotto media generalmente.
Lo si percepisce osservando i modelli matematici tradizionali, sia quello americano (GFS) che quello europeo (ECMWF), che alla fin fine sono abbastanza allineati per i primi giorni della prossima settimana anche se non vedono l’ingresso di temperature tali da portare precipitazioni a carattere nevoso a quote sotto i 1200 metri.
Neve sulle Alpi orientali e freddo sull’Europa dell’est
Detto ciò, in alcune circostanze, con precipitazioni copiose per esempio sulle Alpi orientali, la neve potrebbe anche scendere sotto i 1200 metri, ovviamente se ci saranno delle precipitazioni. Nell’Europa dell’est, come dicevo, farà invece piuttosto freddo, ma tutto sommato in linea con il clima di quelle parti.
Il Vortice Polare e le onde planetarie
Si apre un nuovo capitolo, che è spesso oggetto delle variazioni dei modelli matematici, i quali in queste circostanze ci sballottano. In questa fase ci stiamo attenendo esclusivamente ai modelli matematici e non stiamo considerando, ad esempio, la possibilità, che sembra addirittura crescente, di una situazione di stallo del Vortice Polare stratosferico. La stratosfera, vi ricordo, è quella parte dell’atmosfera che al Polo Nord si trova oltre i 10-12 chilometri di altezza. Al momento quella situazione, che sarà caotica, non ci riguarderà: tutto quello che capiterà deriverà da onde planetarie, chiamiamole così semplicemente, che hanno un’influenza su svariati fattori del tempo atmosferico, rimodellando quella che viene chiamata sinottica atmosferica.
Faccio un esempio, con un’alta pressione posizionata attualmente nell’area tra Isole Britanniche e Scandinavia, che faciliterà la discesa di aria fredda da est, ma sull’Italia sarà frenata dal flusso da ovest, che sembra più intenso rispetto a come appariva nei giorni precedenti. Questo flusso occidentale, una volta entrato sul Mar Mediterraneo, trarrà energia dal calore, producendo nubi e precipitazioni.
Piogge al Centro-Sud, il Nord Italia resta a secco
Ecco perché nei primi giorni della prossima settimana, e in generale nel corso della settimana, avremo delle discrete precipitazioni, in alcuni casi anche abbondanti, soprattutto sulle regioni del Centro e del Sud. Per quanto riguarda il Nord Italia le cose vanno un po’ diversamente, perché soprattutto nella prima fase sembra poco o per niente interessato dai fenomeni e per le precipitazioni sul Nord dobbiamo attendere ancora parecchio, addirittura sembra fino al 9-10 novembre. Vengono sempre rimandate e peraltro passerebbe una perturbazione velocissima, quindi il Nord partirebbe purtroppo da un deficit pluviometrico piuttosto intenso, il che significa che piove molto meno rispetto alla norma.
Ora, parlare di vera siccità sul Nord richiede cautela, perché è un’area che, quando ci sono precipitazioni intense, riceve piogge e anche abbondanti nevicate sui rilievi, ma comunque siamo in un deficit piuttosto rilevante. Il deficit, se vogliamo, c’è in buona parte d’Italia, perché da ottobre a oggi non sono transitate le perturbazioni oceaniche, quelle che tradizionalmente dovrebbero arrivare. Arriverebbero nei prossimi giorni, ma non chiamiamole perturbazioni oceaniche, anche se poi l’origine è quella, perché la loro forza viene assunta dal passaggio sul Mar Mediterraneo, come capitato anche lo scorso inverno, quando abbiamo avuto delle ottime piogge dalla Sardegna verso la Toscana centro-meridionale, il Centro-Sud e la Sicilia. Precipitazioni giunte a varie ondate, derivanti proprio da questo flusso che passa a sud della vastissima area di alta pressione sulla Russia.
Nevicate sempre più abbondanti su Russia europea e Scandinavia
Sul lungo termine l’anticiclone dovrebbe spostarsi oltre gli Urali e dovrebbe formarsi una bassa pressione, perché le basse pressioni oceaniche seguiranno un tragitto da sud verso nord, verso l’Islanda e poi addirittura verso le Isole Svalbard, per scendere sul Mar Glaciale Artico verso la Penisola di Kola, insomma sull’Artico russo. Da lì potrebbero discendere verso sud e interessare la Russia europea con delle fitte nevicate, una situazione anche abbastanza normale.
Normale fino a un certo punto, però, perché le nevicate, soprattutto sulla Russia europea e non solo sulla Siberia, stanno diventando molto più abbondanti rispetto alle medie statistiche. Mosca, ad esempio, viene attanagliata ormai ogni inverno da fortissime nevicate da record, che causano anche grossi problemi: la città è molto fredda durante la stagione invernale ed è abituata ad avere la neve, ma non in quantità così grandi, e proprio per questo motivo poi ci sono problemi di circolazione. Le stesse cose stanno succedendo anche in Scandinavia, soprattutto in Svezia e Finlandia, dove di norma le nevicate non sono abbondanti quanto in Norvegia.
Per concludere, per ora non avremo l’inverno e vivremo una situazione meteorologica autunnale.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA NCEI – Global Forecast System (GFS)
- NOAA Climate Prediction Center – Stratosphere Monitoring

