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Tromba marina

Perché l’autunno è la stagione delle trombe marine

Chi vive sulle coste lo sa bene, quando a settembre arrivano i primi temporali non è raro vedere quel cono grigio che scende dalla nube fino a toccare l’acqua. I numeri lo confermano: nell’analisi di dieci anni di dati firmata da Mario Marcello Miglietta del CNR e da Ioannis Matsangouras, il 43% delle trombe marine registrate in Italia si è formato in autunno, contro il 33% dell’estate. Alle Isole Baleari, studiate da un gruppo dell’Università di Barcellona, la quota autunnale arriva addirittura al 65%, con il picco proprio a settembre.

 

Il mare caldo e l’aria fresca in quota

Il meccanismo è più semplice di quanto si pensi. Dopo l’estate il Mar Mediterraneo resta caldo per settimane, perché l’acqua cede il calore molto lentamente, mentre in quota cominciano ad affluire le prime correnti fresche. Tra la superficie e i livelli più alti si crea così una forte differenza di temperatura, quello che chiamiamo gradiente termico verticale, e l’aria umida a contatto col mare sale con vigore formando i cumulonembi. Basta poi una convergenza nei bassi strati, cioè due flussi di vento che si scontrano, per mettere in rotazione la colonna d’aria sotto la nube. Solo una parte dei vortici nasce invece dentro una supercella, il temporale rotante più organizzato e più pericoloso. Lo studio sulle Baleari trova la massima frequenza con il mare tra 23°C e 26°C, valori che a inizio autunno i nostri bacini raggiungono senza fatica.

 

Tirreno e Ionio, i bacini più esposti

I vortici si concentrano lungo le coste esposte ai flussi occidentali, quindi il Tirreno e la costa ionica della Puglia, con alcuni tratti tirrenici che toccano circa 5 eventi l’anno ogni 100 chilometri di costa, a fronte di una media nazionale di 0,9. Per il Centro e il Sud Italia è dunque la stagione da tenere d’occhio, senza però allarmismi: la gran parte delle trombe marine è debole, dura pochi minuti e si spegne in mare. Circa una su quattro raggiunge invece la terraferma, ed è lì che diventa un vero tornado, come accaduto il 9 ottobre tra Marsala e Petrosino, dove due vortici nati davanti al porto hanno provocato danni e feriti.

 

Un autunno con più energia a disposizione

L’estate 2026 ha lasciato in eredità un Mediterraneo bollente come non mai, e questo calore è carburante per i temporali autunnali, anche se non si traduce automaticamente in più trombe marine, serve sempre l’innesco dell’aria fresca in quota. Per chi va in barca o pesca sotto costa la regola resta quella di sempre, se sotto una nube scura compare un imbuto si cambia rotta e ci si allontana senza aspettare di vedere dove va.

 

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