In questo articolo andiamo ad analizzare una tendenza meteo importante, che sta emergendo in maniera concreta dai vari modelli. Per le prossime settimane, e probabilmente addirittura fino ai primi giorni di ottobre, esiste una reale possibilità che l’Anticiclone delle Azzorre riesca a mantenere una presenza piuttosto frequente sull’Europa occidentale. Se da un lato ciò è un indice importante per evitare il caldo fuori stagione, dall’altro non è affatto un’eventualità positiva. Questo perché, anche se non si tratterebbe necessariamente di un pattern anticiclonico perenne, sarebbe comunque capace di interrompere o rallentare il normale passaggio delle perturbazioni atlantiche. E visto che andiamo verso la stagione delle piogge per eccellenza, non è certo una buona notizia.
Vediamo gli scenari
Un simile assetto avrebbe notevoli conseguenze per il nostro Paese. La presenza dell’alta pressione favorirebbe infatti condizioni generalmente più stabili, con maggiore soleggiamento, scarsa nuvolosità e una ridotta frequenza delle piogge. In particolare, le perturbazioni provenienti dall’Atlantico potrebbero incontrare non poche difficoltà nel penetrare verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo. Se è vero che a questa figura anticiclonica sono associati un clima gradevole e un tasso di umidità molto basso, è altrettanto vero che servono le piogge, soprattutto per le regioni centro-meridionali. Purtroppo, negli ultimi peggioramenti, anche al settentrione è piovuto molto male, con tantissime precipitazioni concentrate in pochi giorni e successive rimonte dell’alta pressione africana.

Il quadro termico
Nel corso della seconda metà di settembre, com’è logico che sia, le giornate progressivamente più corte e le notti più lunghe favoriscono una maggiore escursione termica. Soprattutto in presenza di anticicloni di matrice oceanica, sotto cieli sereni le temperature possono risultare ancora elevate durante il giorno, mentre di buon mattino non è raro trovare valori decisamente più freschi. Questo però vale per le zone continentali, lontane dal mare. Per quanto riguarda invece le aree marittime e costiere, le minime saranno comunque molto alte, perché il mare è estremamente caldo e rilascia calore con molta lentezza.

Attenzione al contesto da cui si parte
L’estate 2026 è stata eccezionalmente calda nell’Europa occidentale (quasi ovunque da record: ha battuto persino la famigerata estate del 2003). Questo rende grave la possibilità di un’elevata frequenza dell’alta pressione fino alla fine di settembre, in quanto potrebbe ritardare ulteriormente il ritorno di precipitazioni diffuse e regolari. Ed è un problema non da poco, perché la siccità in molte regioni italiane è davvero molto seria.
Chiaramente, andando ad analizzare le tendenze meteo per i primi di ottobre, l’incertezza aumenta (è qualcosa di largamente fisiologico), ma qualora la configurazione anticiclonica persistesse ulteriormente sarebbe davvero un guaio. C’è però anche l’altra faccia della medaglia. Con questi mari bollenti, l’atmosfera caldo-umida potrebbe favorire lo sviluppo di fenomeni meteorologici estremi nelle regioni centro-meridionali. Capite quindi che la stagione autunnale, soprattutto con questi nuovi caldi africani prolungati, sta diventando un problema?


Credit
Copernicus Climate Change Service – Monthly climate bulletins
Red Cross Red Crescent Climate Centre – Summer ’26 rewrites meteorological history in Europe
Belgian Science Policy Office (BELSPO) – June 2026 is Western Europe’s warmest June on record
Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
ECMWF – Long-range forecasts

