Ci avviamo ad entrare nel cuore di settembre ed il meteo inizia a movimentarsi con le prime dinamiche autunnali, in assenza dell’anticiclone così forte delle settimane passate. Questa è la stagione del cosiddette gocce fredde mediterranee, cioè piccoli vortici autonomi capaci di acquisire forza nel passaggio sulle acque calde del mare. Le ultime emissioni del modello Europeo ECMWF stanno mostrando la possibile formazione di un profondo minimo depressionario sul Basso Mediterraneo nel corso della prossima settimana. Tutto avverrebbe più precisamente a partire da Martedì 16 Settembre. Si tratta di un vortice che potrebbe approfondirsi in modo esplosivo fino ad assumere sembianze simil tropicali, sfruttando il calore presente sul Mar Mediterraneo.
Nonostante la particolare difficoltà nella predicibilità di questi sistemi ciclonici, va tenuto conto che si tratta di proiezioni ormai a pochi giorni. Si tratta di ipotesi tutt’altro che fantasiose. Al momento sembra esserci la possibilità della formazione di un Medicane, con la transizione del sistema depressionario mediterraneo in un vero proprio ciclone dalle caratteristiche tropicali. L’area in cui potrebbe svilupparsi l’insidiosa «trottola depressionaria» è quella compresa tra la Libia e Sicilia, per poi puntare l’Egeo e l’isola di Creta. La possibilità di evoluzione in un Medicane appare concreta, dato che il sistema depressionario transiterà su acque mediterranee molto calde con temperature superficiali fino a 30 gradi ed oltre.
La pericolosità di questi vortici è ben nota, per la violenza dei temporali e del vento in prossimità dell’occhio della depressione. Non sono eventi frequenti, ma nemmeno rarissimi e possono verificarsi circa uno o due episodi all’anno sul bacino del Mediterraneo. Non sempre avviene l’evoluzione da TLC ad «uragano mediterraneo», ma nella maggior parte dei casi assistiamo a sistemi ciclonici «ibridi», con solo caratteristiche parzialmente simil tropicali. Si ricordano una serie di episodi capaci di causare criticità, danni e distruzione.
Occhi puntati al Ciclone della prossima settimana, ma l’Italia parrebbe al sicuro
La memoria corre al ciclone Daniel che nel settembre 2023 ha provocato gravi danni solo sfiorando il Sud Italia. Ci fu invece un’ecatombe in Libia, con picchi di pioggia di 400 millimetri in pochissimo tempo e ben 6 mila vittime a causa del collasso di due dighe che provocarono catastrofiche inondazioni in aree fortemente urbanizzate tra le quali la città di Derna. Queste circolazioni depressionarie così violente e circoscritte nascono dall’incontro di masse d’aria subtropicali con masse d’aria più fredde, per poi evolvere sostenute dal calore marino in evaporazione.
Tornando all’evoluzione per la prossima settimana, ci dobbiamo preoccupare? Il vortice, previsto in sviluppo sul Mar Libico, non è ancora chiaro se riuscirà ad evolvere in TLC (Tropical Like Cyclone). La traiettoria al momento prevista sembrerebbe comunque piuttosto bassa e risparmiare l’Italia Meridionale, ma ricordiamo che intensità e traiettoria possono variare sino all’ultimo. Solamente sulla Sicilia ci potrebbe essere il riflesso dell’instabilità legata al vortice con temporali sparsi, ma nulla a che vedere con la fenomenologia attorno al vortice ciclonico che resterebbe ben distante dai nostri confini in pieno Basso Mediterraneo. Ben diverso il discorso per la zona dell’Egeo, che potrebbe essere bersaglio con uno scenario meteo davvero allarmante.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
