Ma ci sarà davvero una svolta meteo? Cosa sappiamo
L'anticiclone africano tocca il picco e poi lascia spazio ai temporali: capiamo insieme quando arriverà il vero calo termico, cosa attendersi dopo Ferragosto e perché settembre potrebbe portare piogge e nubifragi.
- Caldo infinito, quando finisce? Temporali dopo Ferragosto e la svolta di settembre
- Caldo senza fine: la domanda che tutti si pongono
- Un clima tropicale alle latitudini temperate
- Perché i modelli matematici faticano a vedere oltre Ferragosto
- Nuova Zelanda sotto la neve mentre noi boccheggiamo
- Temporali tropicali e fulminazioni eccezionali dopo Ferragosto
- Settembre, la speranza di una svolta, ma cresce il rischio di nubifragi
Caldo infinito, quando finisce? Temporali dopo Ferragosto e la svolta di settembre
Caldo senza fine: la domanda che tutti si pongono
C’è una vicenda complicata che in questi giorni riempie i siti meteo e i giornali, ed è il raffrescamento: quando finirà questo grande caldo? Perché in effetti fa davvero molto caldo, bisogna dirlo, ma soprattutto ciò che dà ancora maggior fastidio è la durata di questo calore. È un calore che non vuole proprio terminare, sostanzialmente. Ebbene, il Ministero della Salute continua a diffondere avvisi ponendo bollini rossi oppure arancioni in varie città italiane, ed è ormai da settimane che accade questo, se non da mesi.
Ecco che poi viene fuori un cambiamento meteo nei prossimi giorni, addirittura abbinato – si potrebbe dire associato – alla fase di pulsazione di picco dell’ondata di calore. È quasi una situazione che sembra surreale, devo dire, perché l’Anticiclone Africano si rinforza e ci porterà un ulteriore aumento della temperatura. Ebbene, proprio in quel frangente iniziano a scoppiare famiglie di temporali a partire dall’Italia Nord-Occidentale, dapprima principalmente sui rilievi, per poi diffondersi a macchia di leopardo su tutte le zone montane del Nord Italia, poi sull’Appennino tutto, da quello ligure a quello campano, e verso le prime ore della notte investire la Pianura Padana, sempre a macchia di leopardo. Ci saranno dei cali della temperatura là dove giungerà il temporale: in queste circostanze la colonnina scenderà di svariati gradi Celsius, ma tutto sommato rimarrà sopra i 20°C. Una temperatura minima di 20°C nell’arco delle 24 ore è definita notte tropicale, e quindi sostanzialmente stiamo vivendo un clima tropicale.
Un clima tropicale alle latitudini temperate
Allora, il clima tropicale in gran parte delle regioni italiane lo stiamo vivendo da maggio, dalla fine del mese di maggio, e ancor più da giugno. Noi però ci troviamo alle latitudini temperate, e questo che cosa comporta? Che con tutto questo caldo poi scoppiano dei temporali che sono anche purtroppo devastanti, e si ha davvero paura del temporale, soprattutto chi ha subito dei danni in agricoltura, alla propria auto oppure addirittura al proprio edificio. Il timore del temporale è la paura dello scoppio di una nuova burrasca, perché, neanche a farlo apposta, in alcune località i temporali con danni si sono ripetuti a breve distanza: certe zone hanno subito due, tre, quattro volte fenomeni devastanti, altre non hanno visto neanche una goccia di pioggia. Va detto anche questo.
E questo è un clima che ha delle sembianze tropicali, anche se sono sembianze fortemente influenzate dal Deserto del Sahara: perché in un clima tropicale, mediamente, la pioggia c’è. Faccio un esempio: il Sud-est asiatico oppure il Golfo del Messico, dove però esiste la stagione secca, che poi coincide con quella più fredda o magari più fresca. Ecco perché il freddo, alla fine, non è escluso in alcune circostanze che possono verificarsi nel Nord America: sapete bene che durante le irruzioni fredde dall’Artico abbiamo visto la neve perfino in Florida, per esempio. In Italia, invece, si parla di caldo, e ci si chiede quando finirà: che cosa succede a Ferragosto e, soprattutto, dopo?
Perché i modelli matematici faticano a vedere oltre Ferragosto
La domanda è proprio questa: cosa succede dopo Ferragosto? Allora, i modelli matematici di previsione hanno delle problematiche a fornire una linea di tendenza precisa. Per quale motivo? Perché ci troviamo innanzitutto in una situazione di fortissima anomalia meteorologica, e questa grave anomalia peraltro non si sta manifestando in 24, 48 o 72 ore, oppure in una settimana o dieci giorni: questo è un caldo che sta durando mesi, ed è quindi ancor peggiore la situazione. È sostanzialmente un quadro bloccato, ma è anche una caratteristica delle nuove stagioni estive. Stagioni che risultano tuttavia contraddistinte, a livello emisferico e direi mondiale, da un caldo più marcato, perché il calore più intenso non colpisce solo l’Italia e l’Europa, ma anche l’Asia e l’America, e poi l’emisfero australe durante la sua stagione calda.
Nuova Zelanda sotto la neve mentre noi boccheggiamo
Per curiosità, in questi giorni circolano immagini davvero spettacolari che arrivano dalla Nuova Zelanda. In Nuova Zelanda si è avuta un’ondata di freddo storica, con la neve caduta fino al mare anche in località dove non nevica praticamente mai: parliamo dell’isola più settentrionale, un evento meteorologico davvero imponente, dovuto a un’irruzione di aria antartica. Attenzione, non parliamo di aria artica: l’Artico è il Polo Nord, l’Antartide è il Polo Sud. C’è stato quindi questo sbuffo d’aria fredda che adesso è passato, ma intanto ha lasciato abbondanti nevicate scenografiche e poi delle gelate: praticamente si è ibernata la parte meridionale della Nuova Zelanda, mentre noi vi parliamo di caldo. Un caldo che non sappiamo neppure, per essere sinceri, quando finirà. Pensate un po’: questa è la caratteristica di un clima che si può definire estremo a tutti gli effetti. Irruzioni fredde come quella neozelandese sono davvero molto rare, bisogna dirlo: sono paragonabili a un’ondata di gelo stile 1985 in Europa, più o meno. Pensate un po’.
Temporali tropicali e fulminazioni eccezionali dopo Ferragosto
Ci sarà o no il refrigerio? Lo abbiamo detto in vari modi: avremo dei temporali, temporali di natura oceanica che arriveranno dall’Oceano Atlantico, con attività elettrica eccezionale. Cosa vuol dire? Che i lampi saranno davvero tantissimi. Il periodo successivo a Ferragosto non rovinerà le vostre vacanze: scenderà un po’ la temperatura, soprattutto dove ci saranno i temporali, poi però risalirà, anche perché le previsioni indicano una nuova pulsazione – definiamola così – di aria calda proveniente da sud, con un conseguente rinforzo dell’anticiclone che andrà a comprimere l’aria nei bassi strati. Sostanzialmente, rischiamo di tornare, per coloro che in questo momento si trovano in ferie, al grande caldo: quel grande caldo che ci stiamo trascinando in località di vacanza, magari soffrendo anche la calura, e che ci ritroveremo al rientro.
Settembre, la speranza di una svolta, ma cresce il rischio di nubifragi
C’è da sperare che con i primi giorni di settembre l’Anticiclone Africano e tutta la sua massa si spostino verso sud, anche se devo dire che è abbastanza difficile che accada in maniera permanente, o quantomeno per lungo tempo. È molto probabile che settembre porti situazioni temporalesche molto importanti, intervallate da periodi di bel tempo, e questo soprattutto sulla penisola italiana, sulla Sardegna e sulla Sicilia. C’è da aspettarsi anche il rischio di nubifragi rilevanti, perché il Mar Mediterraneo è caldissimo, è zeppo di umidità, e quindi con il minimo sbuffo di aria oceanica avremo precipitazioni sotto forma di nubifragio. Molto rischioso l’ingresso di aria oceanica verso le Isole Baleari, verso il Mare di Sardegna e verso il Mare di Corsica, perché poi viene trascinata verso est e nord-est fino a investire l’Italia. Un po’ più avanti potrebbe essere il turno del Mar Tirreno: in quel caso i nubifragi avranno modo di sfogarsi, si potrebbe dire così, sulle regioni tirreniche. Ma anche questa è una scena che al momento non possiamo vedere nei modelli matematici.
Dobbiamo affidarci, in questo caso, ai modelli matematici stagionali, che iniziano a prospettare una fase di cambiamento per settembre. Tuttavia il mese di settembre visto dal Centro Meteo Europeo (ECMWF) appare molto caldo, con temperature superiori alla media: questa sembra essere la linea di tendenza. La cosa che invece osserviamo è l’incremento sensibile delle precipitazioni da fine agosto, un aumento notevolissimo su tutta l’Italia, penisolare e isole maggiori. Una situazione che poi tende a essere, come dire, irregolare, però potrebbe piovere abbastanza durante il mese di settembre.
Per quanto riguarda le anomalie, queste potrebbero persistere su alcune aree alpine, purtroppo, perché evidentemente non transiteranno perturbazioni organizzate. Lo si evince dal fatto che ci sarà una situazione di deficit pluviometrico fortissimo sulla Francia, sull’Europa centrale e la Germania, il Benelux, la Danimarca, il centro-sud dell’Inghilterra e gran parte dell’Irlanda. Le precipitazioni saranno invece sopra la media sulla parte mediterranea: il Mare delle Baleari, il Mare di Sardegna, il Mare di Corsica, il Mar Ligure e il Mar Tirreno, con le coste e le aree interne dell’Italia centrale, a tratti forse anche qualche area della Pianura Padana occidentale e alcuni settori adriatici. Questo significa temporali marittimi a settembre, come è normale che accada con un mare caldissimo come questo e con la possibilità di qualche infiltrazione di aria oceanica. Questa linea di tendenza vale sino al 20 settembre.
Credit
- Copernicus Climate Change Service – Bollettino climatico di luglio 2026
- ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
- NOAA Climate Prediction Center
- MetService Nuova Zelanda
