Pioggia in arrivo, ma l’alta pressione non molla
C’è un problema di fondo. Le precipitazioni arriveranno gradualmente sull’Italia quando l’alta pressione perderà forza: questo sembra essere il destino dell’anticiclone che ci sta interessando. Tuttavia la Penisola sarà visitata spesso dalle alte pressioni, che si alterneranno probabilmente ad alcune basse pressioni. Siamo però nel campo della meteorologia a lunghissimo termine.
Attorno all’8 ottobre avremo un cambiamento. Potrebbe transitare una perturbazione dal sapore settembrino, con fenomeni sparsi ma piuttosto ragguardevoli, visti oggi a ben otto giorni di distanza. Si tratta quindi di una tendenza tutta da confermare. Questa perturbazione sarà associata a un minimo di bassa pressione primario sulla Germania e a uno secondario che si formerà sul Golfo Ligure. Potrebbe piovere anche su parte del Nord Italia, ma soprattutto in Liguria e Toscana, poi in Corsica e Sardegna. La perturbazione si dissolverà man mano che si sposterà verso est, tanto che sull’Adriatico non si vedono praticamente fenomeni.
Domenica 11 ottobre un nuovo tentativo perturbato
Più avanti c’è una nuova perturbazione, sempre nell’ambito delle previsioni a lungo termine, che tenderà a raggiungere l’Italia. Andiamo addirittura a domenica 11 ottobre, quando una perturbazione si porterà nuovamente a ridosso della Penisola e cercherà di contrastare l’alta pressione, o quantomeno un campo di pressione livellato, provando a portare pioggia. Ancora più avanti nel tempo vediamo alta pressione e un potenziale cambiamento verso metà mese.
Questo scenario però lo intravede più il modello matematico americano che quello europeo. Il primo, più generoso, attorno al 15 ottobre vede una perturbazione più estesa e più incisiva e, in generale, basse pressioni più decise. Ma attenzione: non stiamo parlando di una situazione tipicamente autunnale, con un susseguirsi continuo di perturbazioni. Assolutamente no, niente di tutto questo. Soprattutto, questa tendenza sta smentendo tutta la base previsionale dei modelli matematici che davano un ottobre piovoso.
Piogge sotto le attese dei modelli matematici stagionali
È possibile che ci siano precipitazioni anche piuttosto violente in ambito locale, ma non diffuse. Mentre il modello matematico stagionale prevedeva piogge diffuse e sopra la media, noi questo non lo vediamo, e non lo vediamo fino addirittura al 15 ottobre, secondo i tradizionali modelli matematici: l’europeo ECMWF e l’americano GFS.
Temperature: due visioni opposte
Parliamo anche di temperature, che non è certo un argomento da poco. Il GFS vede l’intrusione di aria fresca di origine oceanica e, addirittura a fine previsione, una potenziale irruzione fredda da nord. Tra l’altro, potrebbe succedere a fine mese: la temperatura, soprattutto sulle regioni del Nord Italia ma in alcune circostanze anche verso il Centro, può scendere bruscamente. Ricordo annate, moltissimi anni fa, in cui ci sono state nevicate a quote basse sul Nord.
Vediamo però cosa dice il modello matematico europeo. Non vede irruzioni di aria fredda da nord. Vede soprattutto un pullulare di masse d’aria di origine nordafricana che dalla Penisola Iberica si dirigono verso l’Italia, mantenendo comunque un’impronta africana. In queste si inseriscono le perturbazioni, deboli come struttura ma con fenomeni localmente molto violenti, che attraverseranno la Penisola probabilmente a partire dall’8 ottobre.
La linea di tendenza indica temperature sopra la media e, se sarà confermata, rischiamo di avere anche un ottobre più caldo del normale. Del resto, i modelli matematici stagionali ci avevano avvertito, indicando temperature sopra la media ma anche piogge sopra la media. Sulla pioggia, purtroppo, non ci siamo.
Perché la pioggia di ottobre è così importante
La pioggia è fondamentale, soprattutto perché siamo in ottobre, un mese molto piovoso in particolare sul Nord Italia, sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna occidentale. I fiumi devono riempirsi e le falde acquifere devono essere alimentate da precipitazioni regolari, non da rovesci violenti che poi lasciano spazio a giornate soleggiate e asciutte. Serve una pioggia ricorrente, e la pioggia ricorrente non si vede né secondo il modello matematico europeo né secondo quello americano. Insomma, siamo messi male.
Va comunque ribadito: sono previsioni a lungo termine e ci stiamo spingendo molto in là. Lo diciamo chiaramente, sono previsioni da confermare, linee di tendenza meteoclimatiche. Oltre i cinque giorni di validità, le previsioni hanno un valore esclusivamente di tendenza meteoclimatica e non permettono di fare una previsione in ambito locale. Potete consultare tranquillamente sulle vostre app o altrove previsioni locali che arrivano fino a 15 giorni, ma sappiate che la loro affidabilità è pressoché scarsa.
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