Fine del caldo estremo e tanti temporali: lo scenario del modello ECMWF trova conferma
Il caldo africano dominerà ancora fino al 16 agosto, ma gli ultimi aggiornamenti del modello meteo ECMWF individuano una possibile perturbazione atlantica pronta a interrompere la fase più calda dell'estate
Come già ampiamente raccontato nei nostri precedenti articoli, almeno fino al 16 agosto non sembrano esserci grandi novità sul fronte meteo. Il denominatore comune resterà sempre lo stesso: il caldo africano. Le temperature si manterranno quindi elevate, ben al di sopra delle medie tipiche di riferimento. A interrompere localmente questa situazione così noiosa e statica potrebbero essere soltanto alcuni temporali isolati, più probabili nelle ore pomeridiane sulle Alpi.
Ma qualcosa comincia a muoversi
Che la seconda parte di agosto possa rivelarsi un po’ più movimentata? L’ECMWF continua a evidenziare la possibilità di un progressivo arretramento dell’aria molto calda di origine subtropicale e, contemporaneamente, dell’avvicinamento al Mediterraneo di una perturbazione nord-atlantica. Nelle prime elaborazioni si sarebbe trattato di una saccatura molto potente, con l’arrivo di numerosi temporali; gli ultimi aggiornamenti hanno un po’ ridimensionato questo aspetto, senza però cambiare la sostanza della questione, ovvero la fine del caldo estremo e l’arrivo di numerosi temporali.
Si tratterebbe di un passaggio particolarmente importante, perché questa perturbazione avrebbe il compito di interrompere, almeno in parte, la lunga fase di caldo che sta interessando l’Italia. Certo, se tutto fosse andato come nei primi run modellistici, avremmo potuto parlare di fine definitiva del caldo estremo. In questo caso, invece, si tratterà quasi certamente di un ridimensionamento termico interessante, con un ritorno finalmente alle medie tipiche del periodo.
Va comunque ribadito, come sempre, che è ancora presto per considerare questo scenario come una certezza. La perturbazione non è infatti ancora del tutto confermata, e la distanza temporale impone la necessaria cautela. Il fatto, però, che diversi modelli comincino a fiutare questa ipotesi lascia intendere che l’idea stia effettivamente prendendo piede.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, le aree maggiormente coinvolte, almeno nella configurazione attualmente prospettata, sarebbero gran parte del Nord Italia e il medio-alto Tirreno. Lo scenario ipotizzato sarebbe quello di una vera perturbazione organizzata, accompagnata da un fronte freddo moderatamente strutturato. Attenzione, però, a non cantare vittoria e a non parlare già di arrivo dell’autunno: per quello servirebbe ben altro.
Attenzione all’elevata energia in gioco
C’è infatti un aspetto da tenere sempre presente: l’elevatissima energia termica disponibile. Dopo un periodo estremamente lungo caratterizzato da temperature elevate e mari molto caldi, l’atmosfera e il Mediterraneo avrebbero a disposizione una notevole quantità di energia. Un eventuale ingresso di aria fredda, anche non particolarmente organizzato, potrebbe quindi scatenare fenomeni meteo di forte intensità.
Se da un lato l’arrivo della pioggia è assolutamente necessario e ben visto, dall’altro bisognerà mettere in conto anche forti raffiche di vento, grandinate, temporali particolarmente intensi e nubifragi. Al momento è impossibile fornire ulteriori dettagli, perché mancano ancora parecchi giorni all’evoluzione ipotizzata.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Quello che vogliamo evidenziare è che, dopo oltre tre settimane di caldo africano pressoché ininterrotto, l’ipotesi di una perturbazione atlantica rappresenterebbe certamente una novità di grande rilievo. Non resta che attendere i prossimi aggiornamenti dei modelli meteo per capire se si tratterà davvero della svolta di fine estate oppure di un semplice break temporalesco passeggero.
Credit:
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
- Copernicus Climate Change Service – Highest July global ocean surface temperatures
- Euronews – Western Europe sets new temperature record
