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Ci risiamo: torna il caldo estremo in Europa, Italia coinvolta in pieno, un pessimo segnale

L'alta pressione subtropicale si rafforza di nuovo su Europa e Mediterraneo: temperature roventi, siccità e incendi accompagnano una stagione che non concede tregua

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L’estate 2026 tornerà a far parlare di sé in pompa magna. Se analizziamo le tendenze meteo dei principali modelli, tra cui GFS ed ECMWF, possiamo notare con ragionevole sicurezza un nuovo rafforzamento dell’alta pressione subtropicale sull’Europa occidentale e sul bacino del Mediterraneo, una configurazione destinata a riportare condizioni di caldo molto intenso su buona parte del continente.

Che cosa potrebbe accadere

Pur con alcune differenze nella tempistica e nell’estensione del fenomeno, come è lecito che sia in questi casi, le simulazioni mostrano un quadro piuttosto concorde e, al tempo stesso, preoccupante: il promontorio anticiclonico tornerà a espandersi verso il continente europeo, limitando il passaggio delle perturbazioni atlantiche. Al contrario, le basse latitudini saranno coinvolte da masse d’aria estremamente calde, molto al di sopra delle medie tipiche di riferimento.

Dopo una breve fase più sopportabile, che peraltro stiamo ancora vivendo, i valori torneranno progressivamente ad aumentare, con anomalie termiche positive diffuse in numerosi Paesi europei. In diverse aree le temperature potranno superare le medie climatiche anche di una decina di gradi. Considerando che siamo nel periodo più caldo dell’anno, è facile capire la portata di questo nuovo caldo in arrivo.

Vera e propria impennata termica dal 28-29, con valori -ancor auna volta- molto superiori alle medie, su molte aree europee.

Cosa accade in Italia

L’Italia, manco a dirlo, sarà pienamente coinvolta da questa nuova fase. Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto il caldo potrebbe tornare a intensificarsi su gran parte della Penisola, con valori elevati sia di giorno sia durante le ore notturne, quando il raffreddamento sarà molto limitato, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste che ormai non sentono più il refrigerio del mare.

Questa nuova ondata di calore è, per l’ennesima volta, qualcosa di molto grave. Già dalla seconda metà di maggio, infatti, gran parte dell’Europa ha sperimentato ripetuti episodi di temperature eccezionalmente elevate, spesso accompagnati da lunghi periodi di stabilità atmosferica. Una situazione che ha avuto gravi conseguenze a livello sanitario, senza contare il pericolo di black-out, gli incendi e la gravissima siccità che ormai attanaglia una fetta consistente dell’Europa occidentale.

Anomalie rosso fuoco sull’Italia: caldo intenso per tutti dal 30-31 fino a data da destinarsi

È qualcosa di davvero preoccupante

A caratterizzare questa estate, che in alcune regioni sta diventando davvero drammatica, non è soltanto l’intensità delle singole ondate di calore, ma soprattutto la loro frequenza. Da diverse settimane lo scenario meteo si ripete con impressionante e inquietante regolarità: brevi passaggi instabili o temporanee flessioni delle temperature vengono rapidamente sostituiti da un nuovo consolidamento dell’alta pressione subtropicale, con valori eccezionalmente alti, anche considerando che siamo nel cuore del periodo più caldo dell’anno.

Questa persistenza rappresenta probabilmente l’elemento più distintivo del meteo di questa stagione estiva. Come si può notare, più che eventi isolati si osserva una sequenza continua di fasi calde intervallate da pause molto brevi, insufficienti a riportare le temperature su valori prossimi alla norma per periodi prolungati. Ed è qui che entra in gioco il cambiamento climatico: non si tratta più di brevi fasi di caldo intenso alternate a lunghi periodi di clima sopportabile, ma esattamente il contrario. Lunghissimi periodi bollenti e brevi intervalli di fresco.

Eccezionale la persistenza di questo caldo anche a livello europeo
Europa centrale sotto anomalie impressionanti per giorni: questa cartina è indicativa del 1° agosto e si nota che un’ampia area europea sarà sotto una cupola di calore per giorni

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