Grandine grossa come palle da ping pong: non solo la Valpadana
Auto sfondate, tetti bucati, raccolti azzerati in pochi minuti. E adesso i modelli puntano il dito su Marche, Abruzzo, Molise e su una fetta della Puglia, mentre al nord est si prepara l'ingresso dell'aria più fresca.
Chicchi grandi come palle da ping pong
Cinque centimetri. È questo il diametro di alcuni chicchi raccolti stanotte, dopo che violenti temporali a supercella hanno attraversato la bresciana per poi spostarsi su varie aree di Veneto ed Emilia Romagna. Ieri, in certe zone della Valle Padana, si era arrivati addirittura a dieci centimetri, e sabato sera era toccato a Milano fare i conti con una grandinata memorabile.
Ennesima giornata di maltempo estremo per le regioni settentrionali, insomma, anche se poi prevalgono sole e caldo. Le immagini dei chicchi appoggiati sul palmo di una mano, o accanto a una moneta per dare la misura, stanno facendo il giro del web. Solo che per alcune zone della Valpadana non sono più una novità: sono diventate un rituale estivo, e nemmeno dei più piacevoli. Automobili danneggiate, coltivazioni distrutte, capannoni scoperchiati. Chi lavora la terra, in certe province, ha visto il raccolto di un anno intero sparire nel giro di sette minuti, quanto dura in media una grandinata di questo tipo. Il rumore, poi, chi l’ha sentito lo descrive sempre allo stesso mod: una sassaiola sul tetto.
Non sorprende, purtroppo. Le pianure comprese tra Lombardia e Friuli Venezia Giulia rappresentano uno dei punti caldi del continente per la grandine di grosse dimensioni, e i danni di queste ore lo confermano con scenari che ricordano da vicino le Grandi Pianure americane. Ma da loro gli eventi si estendono su territori amplissimi.
Un motore che si chiama contrasto termico
Perché fenomeni tanto severi? La risposta sta nello scontro tra due masse d’aria che non vogliono saperne di convivere. Da una parte l’aria arroventata accumulata sul Mediterraneo nelle ultime settimane, umida e carica di energia come una batteria mai scaricata. Dall’altra gli spifferi più freschi veicolati da una circolazione depressionaria che ha piazzato il proprio perno sul nord est dell’Europa.
Quando il freddo in quota scorre sopra il calore accumulato nei bassi strati, l’atmosfera si comporta come una pentola dimenticata sul fuoco. Le correnti ascensionali accelerano, i cumulonembi crescono in verticale a velocità impressionanti e il chicco di ghiaccio continua a rimbalzare su e giù dentro la nube, aggiungendo strati come una cipolla, finché non diventa troppo pesante e precipita. Più violento è il contrasto termico, più grosso sarà il chicco. Una regola brutale, ma efficace. L’ingresso dell’aria settentrionale era del resto ampiamente atteso dai modelli, che già nei giorni scorsi segnalavano supercelle e grandinate al Nord prima del refrigerio.
Ora tocca all’Adriatico
Le situazioni di maltempo continuano, e adesso il mirino si sposta. Rischiano le regioni adriatiche, in particolare Marche, Abruzzo e Molise, ma anche parte della Puglia entra nel novero delle aree a rischio. Nel rischio grandine c’è tutto il Nord Est italiano e parte della Lombardia, quando l’aria più fresca farà davvero il suo ingresso e il contrasto tornerà a scaldare i motori, per così dire.
Previsioni meteo molto difficili, ammettiamolo
Qui va detta una cosa scomoda: questi fenomeni sono difficilmente prevedibili, e chiunque sostenga il contrario racconta una mezza verità. I modelli matematici individuano le aree a rischio, delimitano il corridoio dove l’energia in gioco è maggiore, ma stabilire con precisione quale comune verrà colpito da chicchi da cinque centimetri e quale resterà semplicemente bagnato è una previsione meteo che oggi nessuno può permettersi di fare.
In effetti si parla di scale spaziali minuscole, di celle che si formano, esplodono e si dissolvono nell’arco di un’ora. Il margine di manovra previsionale è ridotto al minimo. E allora l’unica arma davvero utile resta il monitoraggio in tempo reale, il radar aggiornato di minuto in minuto. Quando la base della nube assume quel colore verdastro, tra l’altro, il dubbio che c’è grandine nel temporale resta alto, ma non è sempre così. Il cielo verde della nube può anche voler significare forte pioggia.
Credit
- European Severe Storms Laboratory
- Contrasting trends in very large hail events and related economic losses across the globe, Nature Geoscience
- Insights from a European Hail Research Project, Bulletin of the American Meteorological Society
- Outcome of the 4th European Hail Workshop, Frontiers in Environmental Science
