
La stagione delle piogge si prende il Nord e la Toscana
(METEOGIORNALE.IT) La stagione delle piogge sulle regioni settentrionali è appena all’inizio e andrà a coinvolgere anche la Toscana. Spesso, quando si pensa al meteo della primavera, la si associa esclusivamente al bel tempo al nord: in genere dopo un inverno che in passato era rigido soprattutto in Val Padana, magari nebbioso, con qualche nevicata in pianura e neve abbondante sulle Alpi. Insomma, la primavera suggerisce bel tempo e aria mite.
In realtà l’aria mite l’abbiamo avuta sulle regioni del Nord Italia e anche in Toscana, dove le temperature hanno sfiorato i 30°C. Tutto sommato, però, non c’è stato un vero eccesso termico: gli estremi si sono registrati piuttosto in Francia, mentre in Italia abbiamo avuto valori costantemente elevati, tanto che il mese di aprile si è chiuso con dati superiori alla media. Ora ci attende un periodo che, come dicevo, si annuncia piovoso, e non soltanto a maggio: secondo il Centro Meteo Europeo (ECMWF), la linea di tendenza è quella di precipitazioni che si protrarranno almeno fino a metà giugno, addirittura superiori alla norma. Una linea già confermata dalle ultime emissioni modellistiche.
Aspetto molto importante, perché c’è un deficit pluviometrico che si trascina dall’autunno, o meglio da ottobre, dato che a settembre il Nord Italia aveva registrato un surplus notevolissimo di precipitazioni. Senza queste piogge il rischio siccità sarebbe concreto.
Centro-Sud in deficit, persino sui rilievi
Scendendo verso sud, però, le cose cambiano dal punto di vista previsionale. Dal Lazio in giù, passando per Marche, Abruzzo, Molise e tutto il Sud Italia, Sicilia compresa, viene invece prospettato un deficit pluviometrico. Ciò non significa che non ci saranno precipitazioni, ma queste saranno deficitarie. Anzi, il modello vede un deficit molto pesante sui rilievi delle regioni meridionali italiane, Etna compreso.
Questo fa intuire che mancheranno i classici temporali pomeridiani di giugno, quelli che tante volte hanno scaricato veri e propri nubifragi nelle zone interne e in montagna, originati dalla nuvolosità a evoluzione diurna. È quanto prospetta il modello matematico, peraltro con una deviazione verso il deficit pluviometrico molto accentuata sui Balcani e sulla Penisola Anatolica: precipitazioni sotto la norma, in sostanza. Una tendenza già delineata dalle proiezioni mensili del Centro Europeo.
Sardegna, la sorpresa
C’è però una novità: in Sardegna pioverebbe più della media. Non tantissimo, ma comunque la tendenza è quella di precipitazioni superiori alla norma, una linea che, fra l’altro, si trascinerebbe forse anche ai primi di giugno: cosa del tutto anomala per quest’isola.
Attenzione, non pensate però che pioverà tutti i giorni: parlo della Sardegna e dello stesso Lazio. Sulle regioni del Nord Italia e sulla Toscana, invece, le precipitazioni saranno probabilmente frequenti e ricorrenti, con fasi di bel tempo alternate a giornate di pioggia anche abbondante. Una dinamica simile si osserva anche in Francia, oltre che nel sud delle Isole Britanniche, in Germania e in Svizzera. Avremo dunque un flusso oceanico, vale a dire uno sbuffo di aria atlantica che produrrà corpi nuvolosi e precipitazioni. Una circolazione già descritta nei giorni scorsi come svolta atlantica del mese.
Pioggia preziosa per l’agricoltura, ma occhio alla grandine
Insomma, devo dire una buona previsione, anche perché – come da tempo vado descrivendo – le piogge sul Nord Italia in questo periodo sono fondamentali, trattandosi della stagione agricola: precipitazioni quindi utilissime per il comparto. Naturalmente non mancano le incognite. Innanzitutto il fatto che le piogge potrebbero risultare estremamente concentrate in brevi periodi e accompagnate da grandinate, soprattutto al Nord Italia, ma direi anche in Toscana e persino in Sardegna: la grandine quest’anno sembra particolarmente frequente nonostante le poche piogge cadute.
Grandinate ce ne sono state anche in Sardegna, peraltro abbondanti, e così pure in Toscana. Sul Nord Italia, tutto sommato, le grandinate sono state poche, ma soltanto perché le precipitazioni sono state davvero scarse e soprattutto i temporali si sono visti pochissimo. Per i prossimi giorni, però, sono attesi accumuli importanti su molte province.
Stagione dei temporali in ritardo al Nord
Ecco perché la stagione dei temporali sul Nord Italia è un po’ in ritardo: vale la pena sottolinearlo. Questo accade perché, all’apparenza, non si sono verificati forti contrasti termici, dato che abbiamo avuto una stabilità termica davvero ineguagliabile per un mese di aprile. Ci sono stati degli sbalzi verso il basso, soprattutto sul Nord Italia, ma relativamente contenuti, e sono coincisi con correnti da nord piuttosto asciutte, non foriere di temporali e precipitazioni. Qualcosa di isolato.
Ci sono state, è vero, anche delle nevicate improvvise sulle Alpi centro-orientali; anzi, in alcune aree le nevicate più abbondanti dell’intero inverno si sono registrate proprio ad aprile. La svolta perturbata di queste settimane è ben descritta dai modelli.
Temperature, le sorprese sono dietro l’angolo
Comunque, il modello matematico europeo, come dicevo, ci dice che pioverà, ma fornisce indicazioni anche su altri aspetti che vedremo: quelli legati alla temperatura. Qui ci sono delle sorprese e ne parleremo in un altro approfondimento, anche perché, sul fronte termico, come sapete viviamo costantemente assillati da anomalie positive: questo vuol dire che ci sono spesso temperature sopra la media. D’altronde, aprile ce lo ha dimostrato.
Su maggio, al momento, è troppo presto per dire con certezza quale sarà l’evoluzione: quella prospettata dai modelli matematici la conosciamo. Ci sono elementi che fanno ipotizzare vampate di calore piuttosto importanti, perché il Nord Africa si sta surriscaldando notevolmente, e altrettanto sta facendo l’Estremo Oriente. È la dimostrazione che l’estate sta avanzando, anzi galoppa addirittura. Già si parla di possibili nubifragi seguiti da caldo africano.
Il freddo in Europa settentrionale e la grande nevicata di Mosca
Nonostante ciò, nell’Europa settentrionale abbiamo avuto recentemente fasi di freddo, anche perché la stagione non è ancora minimamente estiva. Siamo nei mesi di transizione, e così abbiamo avuto delle nevicate persino in pianura: tanto per ricordarne una, la grande nevicata che alla fine di aprile ha interessato la città di Mosca, una delle più intense mai registrate in città in quel periodo dell’anno.
Tutto questo, però, è avvenuto perché la concentrazione di umidità in atmosfera è maggiore rispetto al passato per effetto dell’aumento della temperatura globale, ovvero del Riscaldamento Globale, e di conseguenza abbiamo un po’ ovunque precipitazioni mediamente più abbondanti e spesso più concentrate in brevi periodi.
Penisola Iberica, Madeira e Canarie, il meteo che ci riguarda
In altre circostanze, invece, queste precipitazioni si estendono per molti giorni, come è successo lo scorso inverno nella Penisola Iberica, e allora si arriva a condizioni davvero estreme. Tra Spagna e Portogallo, infatti, nel culmine della stagione invernale si sono verificate alluvioni di grave entità; precipitazioni smisuratamente abbondanti hanno colpito perfino le Isole Canarie, quelle isole meta di un turismo di massa alla ricerca dell’eterna primavera.
Quelle aree, tra Madeira e le Canarie, vivono ormai da mesi impulsi di aria fredda da nord, con temperature spesso al di sotto della norma e precipitazioni decisamente superiori alla media. Anche di recente sono state colpite da una fase di maltempo: in questi giorni, ad esempio, su Madeira è attesa addirittura la neve sulle cime più elevate. Stiamo parlando di un’area a clima subtropicale, eppure già ad aprile vi si sono registrate temperature inferiori a quelle italiane, quando dovrebbe valere il contrario. Questo solo per spiegare che la circolazione atmosferica non è chiusa, ma molto dinamica: se da una parte fa caldo, dall’altra può fare freddo.
Insomma, piogge utili al Nord, in Toscana e in Sardegna
Nel frattempo, però, vi lascio con la conclusione sulle precipitazioni attese: decisamente interessanti e abbondanti sulle regioni settentrionali e in Toscana, con un eccesso pluviometrico rispetto alla media anche in Sardegna. Però non aspettatevi grandi cose, lo dico per chi vive in Sardegna. Una tendenza confermata anche dalle ultime analisi sui prossimi quindici giorni.
Crediti e fonti scientifiche internazionali (METEOGIORNALE.IT)