- Nord Italia senz’acqua: la primavera silenziosa che mette a rischio l’agricoltura
- Il paradosso di un’Italia divisa in due
- Fiumi a secco e falde in sofferenza
- Il grande assente: la neve sulle Alpi
- Le eccezioni: Alpi occidentali e Appennino centrale
- I modelli matematici per le prossime due settimane
- Maggio e Giugno: le speranze di pioggia per il Nord
- Cambiamento Climatico e siccità: una realtà che non si può ignorare

Nord Italia senz’acqua: la primavera silenziosa che mette a rischio l’agricoltura
Il paradosso di un’Italia divisa in due
L’Italia si è sostanzialmente capovolta: nelle regioni centrali e meridionali, in Sardegna e in Sicilia, si registra addirittura un surplus idrico, mentre nelle regioni settentrionali c’è un vero e proprio deficit pluviometrico che ormai inizia a farsi sentire – e si fa sentire per varie ragioni.
Fiumi a secco e falde in sofferenza
Innanzitutto, l’agricoltura è ormai ben avviata su tutto il territorio e ha necessità di acqua – tantissima acqua – soprattutto in questa prima fase. Ma l’acqua non c’è: molti corsi d’acqua sono non solo ai minimi di portata, ma anche del tutto asciutti. Lo si vede soprattutto in quei corsi d’acqua dal carattere più torrentizio che, durante le grandi precipitazioni cadute sulla fascia alpina, prealpina o sull’area appenninica, si riempiono a dismisura, eppure oggi sono vuoti. Per fortuna, la Pianura Padana dispone di una notevole quantità d’acqua nel sottosuolo: sono le falde acquifere. Tuttavia, anch’esse vengono alimentate dalle precipitazioni e dallo scioglimento della neve – e questo è proprio il grande problema di quest’inverno: neve ne è caduta pochissima.
Il grande assente: la neve sulle Alpi
A eccezione del settore più occidentale, dove invece ne è caduta tanta, su gran parte delle Alpi c’è un deficit nevoso rilevantissimo: c’è della neve, ma è poca, e si sta sciogliendo a seguito di una nuova ondata di calore – ormai prossima alla conclusione – che ha fatto salire lo zero termico anche oltre i 3.000 metri di quota, troppo precocemente per la stagione. Aprile è un mese che sulle Alpi dovrebbe portare nevicate anche abbondanti, soprattutto alle alte quote, oltre i 2.000 metri sul livello del mare. Una neve che dovrebbe ricoprire i ghiacciai e proteggerli dai primi grandi eventi di caldo della prima parte dell’estate, riducendo così la fusione glaciale. Se la neve non c’è, i ghiacciai si fonderanno inevitabilmente.
Le eccezioni: Alpi occidentali e Appennino centrale
Stanno certamente meglio le Alpi occidentali, dove tra l’altro le previsioni sono molto ottimistiche e indicano forti nevicate nei prossimi giorni: in alcune località anche oltre il metro, e in alta quota ancora di più. Ben diversa la situazione delle regioni centrali e dell’Appennino in alta quota, dove in alcune aree si sarebbero accumulati – complice il vento – fino a 10 metri di neve. Gli ultimi eventi nevosi sono stati davvero incredibili: tra Abruzzo e Molise si sono misurate quantità di oltre 2,5 metri in alcuni paesi di montagna, mentre in alta quota la neve caduta ha superato i 3,5 metri. Tanta neve, tanta acqua. Ma, come si diceva, nel Nord Italia manca del tutto.
Tra l’altro, non è neppure iniziata la stagione dei temporali: si è avuta una breve sfuriata qualche settimana fa sulla Lombardia, ma è accaduto più di un mese fa. La primavera dovrebbe portare precipitazioni ricorrenti sulle regioni settentrionali – e queste non ci sono.
I modelli matematici per le prossime due settimane
A questo punto non rimane che affidarsi ai modelli matematici. Questi indicano, per le prossime due settimane, una sfuriata di temporali, concentrati soprattutto nei primi giorni della settimana entrante: temporali, non perturbazioni atmosferiche ben organizzate. Poi, a eccezione dell’estremo nordovest – che avrà le grandi precipitazioni di cui si è detto – i fenomeni isolati potrebbero essere localmente intensi, con possibilità di grandinate, ma alla fine non saranno le piogge autunnali. Quelle che cadranno assomigliano piuttosto ai fenomeni estivi: sporadici, isolati, utili all’agricoltura solo localmente.
Maggio e Giugno: le speranze di pioggia per il Nord
Ci siamo dunque rivolti ai modelli matematici a più lungo termine per capire cosa potrebbe accadere a maggio. Le previsioni iniziano a essere ottimistiche per il Nord Italia, sempre che poi trovino conferma: indicano temperature superiori alla media, ma anche precipitazioni abbondanti. La speranza c’è – con la consapevolezza che la speranza non è la realtà, e le previsioni non sono certezze: sono proiezioni che devono essere confermate. Grandi precipitazioni a maggio sarebbero assolutamente ideali. Tra l’altro, piogge abbondanti vengono indicate dai modelli a lungo termine anche per giugno, non soltanto sul Nord Italia ma verso il Centro del Paese. Le tendenze sono dunque più che ottimistiche, ma abbiamo bisogno di dati concreti – che le precipitazioni avvengano davvero e che i modelli non si smentiscano – perché altrimenti nel Nord Italia si creerebbe una siccità grave, con il rischio proprio dietro l’angolo.
Cambiamento Climatico e siccità: una realtà che non si può ignorare
Il Nord Italia, che di solito non soffre di gravi deficit di precipitazioni, è pressoché impreparato alla siccità. Già qualche anno fa, durante una grave emergenza idrica, si era parlato di realizzare nelle regioni settentrionali opere per contenere e ridurre i rischi derivanti dalla carenza idrica, salvando l’agricoltura. Alla fine, forse, non si è fatto granché: si è sperato che le cose si sistemassero, che il Cambiamento Climatico fosse solo un capriccio degli scienziati. Il Cambiamento Climatico, invece, è una realtà a cui bisogna dare risposte concrete, fatte di prevenzione: prepararsi ai periodi in cui pioverà pochissimo, anche nelle regioni settentrionali.
Il Nord Italia è l’area più piovosa della Penisola e quella che produce la maggior quantità di prodotti agricoli: l’Italia ha una tradizione agricola molto forte, gradualmente ridimensionata negli anni, ma al nord è ancora molto attiva, con un’agricoltura intensiva e allevamenti che hanno tutti bisogno di acqua. Senza dimenticare che il Nord Italia è anche l’area più densamente abitata del Paese – un aspetto non da sottovalutare.
Le stagioni estive sono poi diventate così calde da fare paura: ogni qualvolta inizia l’estate arrivano tante segnalazioni per il grande caldo, e il caldo tornerà, incontenibile, mettendo a dura prova chi vive in tutto il Paese. Per trovare un po’ di refrigerio bisogna ormai salire in alta montagna.
L’aspetto principale resta però la pioggia: quando arriverà sul Nord Italia? Le speranze ci sono. Maggio è un mese in cui dovremmo aspettarci grandi precipitazioni – vedremo se accadrà. Per ora questa prospettiva arriva soprattutto dall’ECMWF, il Centro Europeo di previsioni a medio termine, ma anche dalla NOAA, il centro meteorologico americano: in teoria le speranze sono fondate. Non credo, tuttavia, che i programmi in ambito agricolo – che valgono milioni e milioni di euro, se non miliardi – possano reggersi su speranze. Serve un intervento concreto, perché il Cambiamento Climatico è reale: non è la fantasia di qualche scienziato.
Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- CIMA Research Foundation – Snow, water and the summer ahead
- NOAA – Climate.gov
- Copernicus Climate Change Service
- World Meteorological Organization (WMO)