
Un balletto di previsioni che riflette la tipica variabilità primaverile
(METEOGIORNALE.IT) Se state osservando le previsioni delle vostre app meteo preferite o quelle proposte dai siti web, avrete notato un balletto di cifre quasi insolito, dove all’improvviso compaiono alti e bassi di temperatura, raffreddamenti repentini poi smentiti e di nuovo riproposti. Potremmo dire: è primavera e il periodo degli sbalzi termici è la stagione dei forti scambi di masse d’aria lungo i meridiani. È anche la stagione in cui i modelli matematici risultano tra i meno affidabili nell’arco dell’anno: vengono infatti fortemente influenzati da masse d’aria estremamente diverse fra loro, capaci di generare notevoli cambiamenti, vere e proprie svolte. In questi giorni lo sguardo era orientato verso il forte aumento di temperatura di questo weekend, confermato a tutti gli effetti, anche se a dire il vero l’entità del riscaldamento si è conosciuta gradualmente, perché in un primo momento non sembrava potesse esserci un rialzo termico così violento.
La svolta fredda attorno al 1° maggio
Ora abbiamo un nuovo cambiamento del tempo attorno al 1° maggio come punto di riferimento. Questo dovrebbe essere causato da masse d’aria fredda provenienti da oriente, in grado di innescare un sensibile abbassamento della temperatura su tutta l’Italia, ma se vogliamo essere precisi soprattutto sul settore orientale. Eppure nelle ultime elaborazioni sembrerebbe che la massa d’aria fredda in arrivo da est venga frenata nel suo cammino verso l’Italia da una spinta di aria calda destinata a spostarsi verso Sardegna, Sicilia e Francia, contenendo così la discesa di quell’enorme blocco freddo. Quella massa d’aria calda tenderà poi a perdere forza sotto l’incalzare dell’aria fredda, ma la corsa necessaria all’aria gelida per scendere direttamente sull’Italia sarà attenuata. Ed ecco quindi che l’evento atmosferico prospettato, con un crollo termico che in alcune località poteva essere anche di 15°C, sarà probabilmente meno marcato. Sì, perché comunque giungerà aria meno fredda, tuttavia il flusso che arriverà sarà piuttosto importante. E non solo: siamo ancora distanti alcuni giorni dal periodo di previsione e quindi sono possibili variazioni in ambito pre-previsionale, ovvero che scarti termici fino a 3°C, forse anche qualcosa di più, ci possano ancora essere e che sbuffi d’aria più fredda raggiungano l’Italia.
Maggiore instabilità atmosferica e ritorno dei temporali
Allo stesso tempo, e stranamente, il bollettino che possiamo trarre dall’analisi delle mappe meteorologiche indica una maggiore instabilità atmosferica, tanto che – come abbiamo già detto – a partire dal 28 aprile si avranno temporali sulle regioni settentrionali. Questi fenomeni dovrebbero verificarsi soprattutto nella seconda parte della giornata, dal pomeriggio in avanti. Qualcosa che in precedenza non era previsto, ma attenzione: al momento non stiamo parlando di un’ondata di maltempo particolarmente grave. Dobbiamo attendere qualche giorno, perché i primi di maggio non saranno particolarmente piovosi nemmeno nelle regioni settentrionali, dove avremo questa ripresa delle piogge. Sull’entità delle precipitazioni dobbiamo attendere dati più certi. Attualmente disponiamo di proiezioni, ma si tratta di accumuli tutto sommato in linea con le medie, considerando un arco temporale di due settimane: non pioverebbe in modo eccessivo, anche se all’apparenza potrebbe sembrare il contrario, soprattutto osservando alcune mappe e alcuni colori. Chi consulta cartine che mostrano il cumulato complessivo delle piogge nelle prossime due settimane può quindi rimanere confuso.
La stagione delle grandi piogge è davvero pronta?
La stagione delle grandi piogge non sembra ancora pronta a nascere; forse si potrebbe intravedere una tendenza, ma occorre ancora aspettare. Sta però cambiando la circolazione atmosferica: anziché anticiclonica permanente, avremo queste variazioni comunque importanti. Avremo l’aria fredda in arrivo, anche se non sarà particolarmente efficace, ma sarà rilevante perché siamo in primavera avanzata. E poi, soprattutto, le correnti oceaniche cominceranno a erodere le alte pressioni europee e a farsi strada anche verso l’Italia, mentre da sud comincerà a premere l’alta pressione africana, un anticiclone di natura particolarmente vivace che, testato sicuramente nel mese di maggio, può dare fastidio a questi fronti perturbati. Alla fine, però, sono soprattutto le perturbazioni oceaniche ad avere mediamente una maggiore intensità e a sopraffare i fenomeni anticiclonici. Sostanzialmente è ciò che sembrerebbe anche osservando le proiezioni a più lungo termine che vanno oltre le due settimane.
Picchi termici imponenti: caldo da record al sud e al nord
Attenzione però, osservando le previsioni a due settimane è abbastanza inquietante notare anche dei picchi termici imponenti. Sì, perché si potrebbero vedere temperature capaci di superare la soglia dei 30°C, soprattutto al Sud Italia. Mentre il caldo di questo fine settimana sembra essere più marcato sul Nord Italia, con picchi che andranno anche sui 27°C a Milano, per esempio, e sulle vallate alpine anche oltre i 28°C e i 29°C. Qui, però, ci sarà anche un caldo smorzato dalle escursioni termiche importanti: sostanzialmente farà caldo soprattutto nel pomeriggio, quando c’è la massima radiazione solare, e in particolare qualche ora prima del tramonto nelle aree distanti dal mare. Poi la temperatura inizierà a scendere repentinamente per la notte, tanto che si registreranno fortissime escursioni termiche. In alcune località sono attesi persino 20°C di differenza tra notte e giorno, e talvolta anche oltre. Tutto questo è tipico della stagione primaverile, soprattutto quando in quota abbiamo aria molto secca, derivante dagli anticicloni di matrice nordafricana, ed è proprio quello con cui abbiamo a che fare.
Variabilità estrema e ghiacciai già in sofferenza
L’essenza di questo articolo è che vuole evidenziare come ci siano forti variazioni di tempo nei prossimi giorni. Non vi stiamo dicendo in maniera estremamente specifica cosa succederà località per località, né l’entità precisa delle temperature, se non con qualche accenno; è importante sottolineare che c’è questa fortissima variabilità e che si delinea una linea di tendenza verso una ripresa delle piogge per le regioni del Nord Italia, oggi sotto un fortissimo deficit pluviometrico. Tra le altre cose, stanno già partendo i nostri ghiacciai. Ecco la notizia: e attenzione, stanno partendo persino nel settore nord-occidentale italiano, con la fusione estremamente precoce delle aree glaciali a quote inferiori, segnale eloquente del Riscaldamento Globale in corso.
