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ESTATE 2026, qualcosa non quadra: “meteo anomalo eccessivo”

Si stanno scatenando nel nostro Emisfero condizioni meteo estreme, più che altri anni, preludio, forse di un'Estate molto anomala.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
25 Apr 2026 - 18:40
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Estate 2026 estrema si annuncia estrema.

Estate 2026 sull’altalena degli estremi meteo: dai 30°C di New York ai tornado precoci: cosa rischia l’Italia

Nordafrica caldo e l’estate che bussa: il termometro dei prossimi mesi

(METEOGIORNALE.IT) Molto spesso, per guardare avanti e capire che tempo avremo durante l’estate, ci siamo affidati a quanto capita nel Nordafrica, osservando se quella parte del continente registrasse temperature superiori alla media durante la primavera, così da anticipare la possibilità di una stagione estiva piuttosto calda. Quando il Nordafrica è molto caldo, infatti, quella grossa massa d’aria rovente tende a salire verso nord e ad aggredirci con decisione. Ebbene, la situazione attuale vede effettivamente temperature sopra la media, ma in maniera contenuta: tutto sommato le anomalie non sono così marcate come quelle riscontrate in altre aree del pianeta, ad esempio nell’Asia centrale, dove si toccano addirittura 15°C superiori alla norma.

Esiste poi una situazione di freddo, con valori sotto la media (calcolati sulle medie statistiche del trentennio 1979-2009), che dalla Scandinavia si spinge verso la Russia europea, parte dell’Ucraina, la Germania settentrionale e il nord della Polonia. L’Europa centrale, invece, e con essa l’Italia, la Spagna, la Francia e le Isole Britanniche, mostra temperature sopra la media, in linea con quanto si registra nel Nordafrica. È un quadro che, secondo le proiezioni, non lascia ben sperare per i prossimi mesi.

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Quest’anno, però, c’è una novità: il Nord America sta vivendo anomalie termiche esageratamente ballerine. Si susseguono ondate di calore con valori molto al di sopra della media; addirittura, a marzo, si sono registrati picchi fino a 20°C superiori alla norma. Ora le anomalie si sono ridotte, ma stiamo comunque parlando di temperature che toccano valori estivi: nell’area di New York la colonnina di mercurio è salita più volte fino ai 30°C, e ci troviamo alla medesima latitudine di Napoli – tra l’altro, è la stessa città che durante l’inverno abbiamo visto in più occasioni sommersa da tempeste di neve, persino con il fiume Hudson ghiacciato. Ebbene, nel Nord America il Vortice Polare combina giochi ben peggiori che in Europa: le anomalie sono molto più acute, ma da loro il clima è più crudo, si potrebbe dire più estremo.

 

 

In questo momento, ad esempio, una bolla d’aria fredda si sta portando verso gli Stati centrali scendendo dal Canada, mentre aria calda risale verso nord e raggiunge la costa est. La parte meridionale del Nordamerica rimane sempre sopra la media, e stavolta tocca anche all’Alaska, che ha pure attraversato periodi molto freddi. Va detto che si tratta di una fotografia del momento: la situazione atmosferica, quanto a anomalie, varia in modo estremo da un giorno all’altro, alternando praticamente fasi caldissime a fasi gelide. In Italia non avvertiamo differenze così marcate, perché abbiamo un clima decisamente più mitigato, ma attenzione: tutto questo va tenuto in conto per la prossima stagione.

In primis, perché il Nordafrica si sta scaldando e si scalderà parecchio nelle prossime settimane: lo confermano anche modelli matematici a minore risoluzione che spingono lo sguardo più avanti nel tempo. L’Africa settentrionale tenderà a rinforzarsi termicamente e potrebbe lanciarci ondate di calore soprattutto da giugno in poi. In secondo luogo, osservando il Nord America – per quanto sia molto distante da noi – notiamo sbalzi termici talmente notevoli che la stagione dei tornado, che da loro sono qualcosa di incredibilmente violento e causano numerose vittime, è iniziata in maniera estremamente precoce, manifestandosi addirittura anche negli stati settentrionali già a marzo. Una stagione di tornado molto attiva, finora, con non solo vortici ma anche temporali a supercella e grandinate dai chicchi di grandi dimensioni. Tutto questo avviene per via di fortissimi contrasti termici.

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Medio Oriente e Asia: precipitazioni torrenziali, ondate di calore e tempeste elettriche

Spostandoci verso l’Asia, la situazione non cambia, anzi: in alcuni casi è persino peggiore, con configurazioni atmosferiche inedite. Pensiamo al Medio Oriente, e nello specifico all’Arabia Saudita e ai paesi del Golfo: abbiamo visto le immagini di Dubai allagata, ed ecco cosa è successo. Si sono verificate aree di bassa pressione di forte intensità, estremamente organizzate, che hanno prodotto precipitazioni torrenziali e non solo: anche tempeste di fulmini la cui frequenza, per fortuna, da noi non è replicabile. Da loro, infatti, si scatenano tempeste elettriche con saette così frequenti che, nell’arco di un secondo, se ne possono contare svariate, anche una decina di fulminazioni.

Insomma, il maltempo nel sud asiatico è molto interessante da studiare, perché ci dà l’idea dei contrasti termici estremi. Un altro esempio di contrasto termico c’è ancora in Asia, e qui le notizie sono molto frammentarie: in Cina, ad esempio, è scattata un’ondata di calore eccezionale, con temperature estive, e teniamo conto che la Cina soprattutto settentrionale e la Mongolia possono registrare ancora oggi temperature invernali, così come i paesi dell’ex Unione Sovietica meridionale. È in corso un’ondata di calore in Corea, un’ondata di calore nel sud del Giappone, mentre nel Giappone settentrionale divampano grossi incendi che hanno costretto a evacuare numerose persone. Lo scenario atmosferico è davvero estremo.

Tra le altre cose, una curiosità: la Siberia a est dei Monti Urali registra attualmente temperature sensibilmente sopra la media, perché quel freddo si è spostato verso ovest, anche se non si tratta di un gelo incredibile, quello che ha invaso la Russia europea. E pure nella Siberia orientale, dove le temperature sono sopra la media, si rimane comunque sotto i 0°C, così come su tutta la Siberia centro-settentrionale: valori sicuramente anomali, ma non da estate, perché in fondo non fa così caldo. E poi, come sempre, il Polo Nord, ovvero le zone artiche, segna costantemente temperature sopra la media.

 

Estremi meteo a onde: cosa succederà sull’Italia

Cosa voglio evidenziare in questo articolo? Ancora una volta, che esistono anomalie termiche laddove non te le aspetti e che, soprattutto, queste sono talmente estreme da seguire una sorta di onde – le onde della circolazione atmosferica generale – che si propagano da ovest verso est. Tali ondulazioni possono però anche temporaneamente spingere masse d’aria da est verso ovest, come accadrà nei prossimi giorni: quell’aria fredda dalla Russia, ad esempio, cercherà di portarsi anche sull’Italia, e poi vedremo nel dettaglio domani e dopodomani cosa succederà esattamente, anche perché i modelli matematici stanno continuamente rimodellando questo evento meteorologico.

Insomma, ci troviamo di fronte a estremi meteo, e questi – tra l’altro – potrebbero persino, e questa non è una notizia che abbiamo con certezza, dato che i modelli matematici non sono d’accordo, ostacolare la possibilità di avere precipitazioni nella media statistica, o meglio sopra la media, durante la stagione estiva sul Nord Italia, dove è importante che piova proprio in estate. Non solo: è possibile che si realizzino, al contrario, condizioni con precipitazioni molto abbondanti come è capitato in passato in alcune annate, l’anno che sembrava quasi senza estate, con temporali e piogge che si propagavano anche al resto della Penisola. Sì, ce ne siamo dimenticati, ma è successo.

 

Annate piovose, record di caldo e il confronto con il passato

C’è da dire che anche negli ultimi anni abbiamo avuto stagioni molto piovose, nonostante grosse fasi di assenza di pioggia: cito ad esempio il 2024, un anno eccezionalmente piovoso, posizionatosi addirittura al secondo posto fra i tre più piovosi dal 1991 in Lombardia e con un’anomalia dell’8% su base nazionale, con picchi del 38% sopra la media a livello del Nord Italia. Si discute molto, poi, per quanto riguarda il caldo: a livello globale, l’anno più caldo sembrerebbe essere stato il 2023, mentre in Italia l’annata più calda è stata il 2003, seguita da altre annate estremamente roventi. Vorrei ricordare, tra l’altro, quando il numero di stazioni di rilevamento era meno diffuso, il 1983: ci fu un’ondata di calore stratosferica, tanto che alcune stazioni meteo registrano ancora oggi i record storici di allora, fra cui Firenze. Ebbene, fu un’ondata di calore estrema. Pensate al 2017: ce ne siamo dimenticati, ma fu un’estate abbastanza calda, soprattutto nella seconda decade di luglio e specialmente nella terza, fino a tutta la prima parte di agosto, quasi a ridosso di Ferragosto: caldo estremo, con valori superiori a 40°C in molte località italiane del centro e del sud, e di notte alcune zone non scendevano sotto i 30°C. Furono notti caldissime.

Cosa significa tutto questo? Che quest’anno, anche se non avremo probabilmente l’effetto secondario – un effetto indiretto – di El Niño, che secondo gli ultimi studi inizierà ad estate, abbiamo allo stesso tempo estremi meteo rilevantissimi, talmente rilevanti da poter coinvolgere anche parte della stagione estiva italiana, con ondate di calore ed eventi meteo dalle precipitazioni insolite per intensità. Ma rischiamo, contemporaneamente, anche la siccità.

 

Perché il meteo estremo è ormai il filo conduttore delle nostre stagioni

Perché parliamo di tutti questi estremi insieme? Perché, in pratica, è proprio questo il meteo estremo: una serie di elementi in cui abbiamo un periodo molto piovoso e brevissimo, seguito o preceduto da una lunga fase siccitosa. Il meteo estremo è un periodo in cui registriamo una breve parentesi di freddo, seguita o preceduta da fasi di caldo, e queste situazioni le stiamo osservando con una frequenza nettamente maggiore, così come quelle di pioggia. Il rischio è che queste si estendano anche all’estate, perché negli ultimi anni la stagione estiva è stata investita soprattutto da fenomeni derivanti dall’Anticiclone Africano, ma non è detto che l’anticiclone africano ne sia il padrone assoluto per tutta la durata.

Nella stagione estiva 2025, ad esempio, già ad agosto sul Nord Italia venne meno l’intensità dell’anticiclone africano: le temperature scesero e il caldo estremo praticamente non si materializzò, se non in qualche giornata. Questo significa che l’estate può essere estrema, ma allo stesso tempo può mostrare altre forme di meteo estremo, tutte purtroppo non prevedibili in ambito locale dai modelli matematici stagionali, i quali ci dicono al momento che avremo una stagione abbastanza piovosa sul Nord Italia. È una notizia, questa, accompagnata anche dalla previsione di un clima un po’ caldo in tutta Italia, con anomalie piuttosto diffuse e qualche incognita, soprattutto per quanto riguarda anomalie termiche esagerate per lunghissimi periodi – cioè per tutta l’estate – in Italia. Di questo, ovviamente, possiamo avere solo informazioni sommarie, perché previsioni meteo a lungo termine per l’estate, davvero affidabili, non esistono. Possiamo solo cogliere delle tracce, che poi saranno corrette cammin facendo.

 

Credit

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration – Climate Prediction Center
  • Copernicus Climate Change Service – C3S
  • NASA Global Climate Change
  • World Meteorological Organization – WMO

  (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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