La temibile isoterma "zero" ad inizio Maggio, perché è un problema
Porte dell'est spalancate, rischio freddo fuori stagione anche a fine Aprile e inizio Maggio. Gelate tardive sempre più probabili?
- Il freddo non è finito: occhi puntati ad inizio Maggio
- Isoterma “zero”: il segnale del ritorno del freddo
- Freddo, maltempo, gelate
- Rischi per l’agricoltura
L’alta pressione domina su tutta Italia in questo ponte del 25 Aprile e la primavera sembra aver definitivamente preso il largo. È già da qualche giorno che non sono in atto piogge o temporali, per non parlare del freddo invernale che si è rivelato un’autentica toccata e fuga ad inizio settimana. Ma nonostante ormai ci troviamo a fine aprile, pronti per entrare nel terzo ed ultimo mese della primavera meteorologica, non possiamo ancora dar del tutto per concluso il discorso inverno.
Il freddo non è finito: occhi puntati ad inizio Maggio
Spingendo lo sguardo al di là dell’Italia è chiaro che l’inverno non è ancora definitivamente finito. Il vortice polare ha ancora qualcosa da dire sull’emisfero boreale, visto che troviamo ancora immense masse gelide a spasso alle latitudini subpolari non solo sulla Russia e sul Canada ma anche sul nord Europa. Quest’area fredda di origine polare ci metterà un bel po’ ad esaurirsi, come spesso avviene in questo periodo dell’anno. Insomma è abbastanza plausibile la persistenza di fredde correnti polari anche ad aprile inoltrato o addirittura nel mese di maggio, poiché ci vuole un bel po’ affinché il vortice polare vada completamente in letargo.
In primavera il vortice polare entra inizia lentamente a perdere colpi ma non scompare improvvisamente: si frammenta e perde compattezza, lasciando vagare masse d’aria fredda verso le medie latitudini. Questo processo è graduale e spesso irregolare, con veri e propri “strappi” di aria gelida che possono scendere verso l’Europa anche a stagione avanzata. È proprio questa fase di transizione a rendere aprile e inizio maggio così dinamici e imprevedibili.
Cosa potrebbe succedere a breve:
- irruzione di aria fredda polare verso l’Italia
- brusco calo termico dopo giornate miti
- occhi puntati sull’inizio di maggio
Isoterma “zero”: il segnale del ritorno del freddo
Una parte di quest’aria fredda polare ancora in circolo sul vecchio continente potrebbe puntare minacciosamente l’Italia in maniera del tutto inaspettata tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Dopo una festa della Liberazione di stampo pienamente primaverile, col sole dominante su tutte le nostre città, potrebbe arrivare una festa dei lavoratori addirittura di stampo invernale.
Le correnti fredde da nord-est potrebbero valicare i Balcani per poi gettarsi a grandi falcate sulla nostra penisola soprattutto tra 1 e 2 maggio, causando un brusco calo delle temperature in ogni angolo d’Italia ma in maniera particolare sulle regioni adriatiche e il sud Italia. Potrebbe trattarsi a tutti gli effetti di una ondata di freddo fuori stagione di stampo invernale, caratterizzata dalla famigerata isoterma “zero” a 1500 metri, una temperatura di tutto rispetto per l’inizio di maggio, soprattutto in questo periodo di cambiamenti climatici e di dominio quasi totale del riscaldamento globale.
Le aree più a rischio:
- regioni adriatiche e sud Italia colpite da vento e precipitazioni
- pianure interne e vallate a rischio gelate tardive
Freddo, maltempo, gelate
L’arrivo del freddo così in là coi tempi potrebbe rappresentare un grosso problema per il comparto agricolo. In particolar modo in Val padana e nelle valli alpine e appenniniche le temperature notturne potrebbero clamorosamente spingersi attorno allo zero, addirittura sotto questo valore, favorendo l’arrivo di brinate o addirittura gelate tardive.
Le regioni adriatiche e il sud Italia saranno direttamente colpiti dai freddi venti nord-orientali secondo il centro meteo europeo ECMWF: temperature in picchiata, freddi venti di tramontana e grecale, acquazzoni, temporali, locali grandinate e anche il ritorno della neve in montagna. Potrebbe essere questo il quadro che andrebbe a concretizzarsi durante la festa dei lavoratori per le regioni del medio basso Adriatico e del sud. I fiocchi di neve potrebbero spingersi clamorosamente fino a 1200 o 1300 m di altitudine, specie in presenza di potenziali e probabili temporali di neve.
Rischi per l’agricoltura
Sul finire dell’ondata di freddo, soprattutto tra il 2 e il 3 maggio, la calma di vento e la persistenza del freddo in quota potrebbe favorire un irraggiamento notturno piuttosto considerevole che inevitabilmente sfocerebbe in brinate o gelate tardive assolutamente da non sottovalutare in questo importante periodo dell’anno.
Le gelate di inizio maggio sono particolarmente insidiose perché arrivano in una fase in cui le colture sono già in piena attività vegetativa. Alberi da frutto, vigneti e ortaggi risultano estremamente vulnerabili: i tessuti giovani e ricchi d’acqua possono congelare facilmente anche con temperature di poco sotto lo zero. Questo può causare la perdita totale dei raccolti, soprattutto su colture precoci come albicocchi, ciliegi e pescheti, con danni economici molto pesanti per l’intero comparto agricolo.
Fortunatamente siamo ancora nel campo delle ipotesi a media-lunga scadenza, ragion per cui ci saranno ulteriori sviluppi e aggiornamenti preziosi nei prossimi giorni per quanto concerne l’evoluzione meteo dell’inizio di maggio. Quel che è certo al momento è che questa presunta ondata di freddo fuori stagione ad inizio mese non è assolutamente un’ipotesi da scartare.
Fonti e credits
Per l’analisi di questa tendenza sono stati consultati i principali modelli meteorologici globali, tra cui GFS (https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast), ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le elaborazioni della NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per valutare il possibile ritorno del freddo sull’Italia.
