
Marzo si veste da Febbraio
(METEOGIORNALE.IT) Ci troviamo in un cambiamento meteo che inizia dopo addirittura un mese in cui abbiamo avuto quel fenomeno che ormai ci siamo abituati a chiamare Non Inverno. Infatti, l’Inverno 2025,2026 improvvisamente si è interrotto a metà Febbraio con l’esordio di un potente anticiclone che poi ha conquistato praticamente quasi tutta l’Europa, determinando un sensibile aumento delle temperature e una fase di disgelo in montagna e poi verso il Nord Europa. Una situazione atmosferica di estrema anomalia che continua a mostrare quanto il clima sia cambiato anche solo rispetto a pochi anni fa, perché molti di voi ricorderete gli inverni sino quantomeno al 2013,2014, decisamente più freddi rispetto a quelli che abbiamo visto dopo, magari più instabili, ma certamente diversi. La situazione, poi, è cambiata e di questo ce ne siamo accorti praticamente tutti.
Cambiamento climatico eloquente
C’è ben poco da contestare su questo, sul fatto che il Cambiamento Climatico divampi in tutto il pianeta. Questo tema è divenuto politico, quindi recentemente anche gli studi su questo si sono sensibilmente ridotti, in particolare i finanziamenti pubblici, specie negli Stati Uniti d’America. Tuttavia, il tempo atmosferico dimostra che il cambiamento climatico è una realtà e ce ne stiamo rendendo conto in Italia e non solo.
Alta Pressione Nord Europa, basse pressioni nel Sud Europa
Ora la tendenza, come espresso dai colleghi meteorologi, è quella di vedere un capovolgimento della situazione atmosferica. Avremo alte pressioni che si formeranno nella parte centro,settentrionale dell’Europa, mentre nella parte meridionale dell’Europa si andranno a posizionare delle basse pressioni. È un fenomeno atmosferico che può succedere a Marzo, ma allo stesso tempo sta assumendo, in ambito previsionale, delle caratteristiche che ritroviamo più durante un inverno quantomeno nella media che in primavera. Infatti si potrebbero innescare correnti orientali e queste correnti orientali potrebbero poi portare aria fredda dalle regioni dell’Est Europa e, ancor oltre, probabilmente anche dalla Siberia.
Freddo da nord e da est
Sarebbe un freddo che deriva da una situazione chiamata configurazione artica, cioè una configurazione che traghetta aria fredda verso ovest proprio perché si formano queste alte pressioni nel Nord Europa, oppure anche perché è previsto un innalzamento in pieno Atlantico dell’anticiclone. Però, allo stesso tempo, tutte queste basse pressioni mediterranee e poi quelle del basso Oceano Atlantico europeo fino alle coste marocchine, interessando Madeira e le Canarie, sono qualcosa di anomalo. In specie, queste sono, tra le altre cose, anche piuttosto intense, quelle dell’Oceano Atlantico, mentre per quanto riguarda quelle del Mar Mediterraneo stentano a esserlo in ambito previsionale, ovviamente perché vengono previste condizioni a volte estremamente perturbate, poi i modelli matematici ritrattano questa tendenza e propongono fenomeni meno invasivi. Allo stesso tempo, però, abbiamo un cambiamento che ci mette davanti a una situazione che diventa invece invernale.
Colpi di coda invernali
Io ricordo molto bene al lettore che la previsione di condizioni di freddo, sia quelle invernali sia i colpi di coda invernali che avvengono durante la stagione primaverile, e noi siamo nella Primavera meteorologica, in quanto quella astronomica inizierà tra qualche giorno, praticamente il 20 Marzo, sono difficilmente prevedibili. Ed è molto meno prevedibile la rotta che queste masse d’aria fredda prenderanno. Però la novità è che le previsioni sono orientate più verso il freddo che verso la primavera. Cioè, abbiamo avuto una primavera che è iniziata a metà Febbraio e che si è espressa sino ai primissimi giorni di Marzo, con temperature molto superiori alla media, per poi però perdere forza anche perché poi si è invecchiata l’alta pressione, non è stata reintegrata da ulteriori flussi anticiclonici e ci sono state condizioni di instabilità atmosferica.
Le perturbazioni oceaniche che hanno raggiunto la Francia, le perturbazioni mediterranee e le regioni centrali e meridionali italiane, hanno generato fenomeni di instabilità atmosferica contemporanei anche piuttosto vigorosi, grandinate, molte grandinate. Quindi, in realtà, il tempo, volendo, è già cambiato. Non lo era sulle regioni settentrionali, dove il tempo sta cambiando nella giornata di Sabato, con condizioni meteorologiche che vanno peggiorando per il transito di una perturbazione che sembra essere piuttosto intensa, specialmente sul settore più occidentale, dove sono previsti in montagna quantitativi di neve consistenti, addirittura fino a 2 metri di neve.
Peggioramento del tempo intenso
Ma questo peggioramento è sempre della solita linea di tendenza, cioè estremo, perché comunque si tratta sempre di eventi meteorologici che non sono consueti. Non è normale che in una sola perturbazione vengano giù 2 metri di neve in montagna, ma anche 1 metro. Questi sono fenomeni che in passato succedevano occasionalmente. Le precipitazioni erano meglio distribuite nell’arco del periodo stagionale, invece ora ci troviamo di fronte a lunghissimi periodi secchi e poi a queste fasi di maltempo con precipitazioni esagerate.
Inverno molto diverso dai precedenti
Abbiamo visto durante l’inverno, ad esempio tra Gennaio e una primissima parte di Febbraio, una fase di fortissimo maltempo che ha interessato la Sardegna, il centro Italia, il sud Italia e anche la Sicilia, con precipitazioni esagerate che sono state ben oltre la media, addirittura con accumuli anche di cinque volte superiori alla normalità. Ecco, questo è sempre meteo estremo. Il meteo estremo ormai fa parte della quotidianità e la quotidianità è questa di cui sto parlando, una quotidianità che vedrà anche nelle prossime settimane esordire situazioni atmosferiche più invernali che primaverili.
Non è così difficile trovare nel passato queste situazioni, anzi sembrano essere più ricorrenti rispetto al passato. Ciò succede perché abbiamo dei periodi primaverili estremamente precoci. Quando avvengono questi periodi così estremamente precoci di primavera, poi segue in effetti un colpo di coda invernale, colpo di coda che può essere anche di breve, media o lunga durata. Ora, la durata di questo colpo di coda al momento è abbastanza incerta, però non sembra che ci sia dietro l’angolo il ritorno dell’alta pressione africana, quantomeno per un periodo previsionale di due settimane. Ma sappiamo anche che questi eventi di alta pressione africana sono, tra le altre cose, molto minacciosi, poco prevedibili e possono esordire dal nulla e diventare poi qualcosa di gigantesco, come quello che è successo.
Infatti, io vorrei ricordare che l’alta pressione che ci ha interessato per quasi un mese fu prevista come un debole anticiclone verso la Penisola Iberica, anzi verso parte della Penisola Iberica, e poi invece è esplosa e ha investito tutto il continente, cambiando sostanzialmente la struttura meteorologica di un terzo della stagione, portando tra le altre cose il mese di Febbraio in Italia, e non solo, a essere tra i più caldi della storia. Insomma, purtroppo queste situazioni meteorologiche stanno diventando molto frequenti, peraltro anche poco prevedibili. Infatti il meteo estremo è meno prevedibile del meteo normale. Ecco anche perché i modelli matematici fanno, come dire, fatica a intercettare queste situazioni atmosferiche così acute.
Stratosfera, che succede
Si è parlato anche di stratosfera. Non sappiamo quali siano gli effetti che avrà poi sulla troposfera, cioè quell’area dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici. Di certo questa tendenza ad avere masse d’aria fredda che dalla Siberia si portano verso la Russia ci fa credere, o intendere, che un’influenza ci sia. Non abbiamo però la sicurezza che ciò poi si materializzi, quindi dobbiamo attendere che questa previsione venga confermata.
La stagione primaverile si ritira parzialmente
Io concludo questo mio intervento confermando ciò che dicevo tre giorni fa, cioè che l’Italia si va candidando verso una situazione meteorologica decisamente molto meno primaverile rispetto a quella che abbiamo visto, un calo della temperatura e purtroppo anche molte precipitazioni vaganti per l’Italia. Tra le altre cose, questo è un altro aspetto effettivamente molto nevrotico di questo clima che cambia, perché diventa molto difficile anche prevedere giorno per giorno la localizzazione delle precipitazioni, se non a breve scadenza. Questo ovviamente determina problemi anche in ambito di prevenzione dei fenomeni meteorologici estremi, perché se si conoscessero svariati giorni prima, ovviamente ci sarebbero maggiori possibilità di fare prevenzione. Invece, quando ci sono avvertimenti molto ravvicinati, a brevissimo termine, è chiaro che ci troviamo di fronte quasi all’evento che sta per scatenarsi.
Per ora, primavera addio e inverno quasi alle porte, come se, insomma, Marzo si stesse prendendo delle giornate di Febbraio.
