
Il passato ci insegna il futuro
(METEOGIORNALE.IT) Nei primi giorni di Aprile 2003 si ebbe un evento di freddo estremo. Cadde la neve sulle coste adriatiche, a quote bassissime nell’Italia centrale fino al Tirreno. Alcune aree del Nord Italia, anche in pianura, furono interessate da una nevicata; la neve raggiunse i rilievi a bassa quota in Sardegna. Le principali aree montane della Sicilia si ammantarono di bianco.
Era il 2003, i primi giorni di Aprile. A proposito, sì, proprio il 2003, quell’anno in cui poi ci fu quel caldo incredibile durante la stagione estiva. Eravamo in un’epoca in cui si parlava di Cambiamento Climatico, ma il Cambiamento Climatico veniva visto molto nel futuro e, soprattutto, c’era ancora molto scetticismo, anche da parte di molti meteorologi. Poi, durante l’estate, venne quel caldo incredibile che fece, tra l’altro, migliaia di morti, e allora si iniziò a percepire davvero il Cambiamento Climatico, il fatto che ci sarebbe potuta essere una stagione estiva terrificante, caldissima, infinita, perché fu così. Quell’estate del 2003 ha lasciato il segno, bisogna dirlo, e non solo per quanto riguarda la storia della meteorologia e dei termometri, ma anche nei ricordi, soprattutto, ci ha fatto capire parecchie cose.
E allora ci si domanda come sia possibile che sia giunto un nucleo di aria gelida proprio nei primi giorni di Aprile e che abbia portato una situazione di freddo assolutamente inusuale per quel periodo. Peraltro, noi negli ultimi anni abbiamo osservato dei colpi di coda invernali (leggi il nostro approfondimento sui colpi di coda invernale marzo aprile), con gelate che hanno costretto gli agricoltori all’accensione di falò nelle campagne, oppure a irrigare le colture per evitare che la temperatura, andando sottozero, procurasse danni, soprattutto a colture piuttosto preziose. Quindi, in realtà, non siamo nuovi a parlare di colpi di coda invernale che vanno da metà Marzo sino a una parte di Aprile. Peraltro, anche nei primi di Maggio, alcuni anni fa, abbiamo visto cadere la neve a quote basse.
2026, molto incerto, rischio colpo di coda invernale estremo dovuto al Febbraio
E allora la domanda che ci viene spontanea è se quest’anno, questo 2026, a seguito di un’anomalia meteo davvero fuori da ogni immaginazione, addirittura al di là delle previsioni da parte dei maggiori centri meteo, non si possa realizzare qualcosa di estremo, visto e considerato che la configurazione atmosferica, ovvero la sinottica, vuole portarci aria fredda da est verso l’Europa, con un abbassamento della temperatura notevolissimo, che sembra avere il sapore di Febbraio, di quel Febbraio che non c’è stato, perché è stato, come dire, consumato da un anticiclone esageratamente caldo, un anticiclone che ha determinato anche temperature record in alcune località, soprattutto in Francia, e poi da noi temperature medie altissime in Italia, così che anche l’Inverno 2025-2026 si è concluso più caldo della media. Insomma, nessuna novità, tutto sommato, eppure gli indici climatici di comportamento erano a favore di un Inverno che poteva essere rigido dalle nostre parti, perché ricordo che ci sono state situazioni di gelo estremo in Scandinavia, nell’Europa orientale, ma anche nell’Europa centrale.
Il gelo c’è stato vicinissimo, ma non è venuto questo inverno
Niente di tutto ciò, però, ha avuto poi effetto sull’Italia. Solo limitatamente possiamo citare la nevicata che c’è stata sulle coste romagnole, le gelate sul Nord Italia di Gennaio. Insomma, qualcosa è avvenuto. Peraltro, eravamo già in autunno inoltrato quando c’è stata un’irruzione d’aria fredda dalla Valle del Rodano che ha portato la neve a quote relativamente basse in Sardegna, oppure potrei citare il vento venuto dalla Siberia a Ottobre. Insomma, la sinottica atmosferica può giocare veramente degli scherzi non da poco e, siccome siamo reduci in questi anni da colpi di coda invernali assolutamente esagerati, sembra quasi che si stia apparecchiando, nello scenario europeo, un evento meteorologico piuttosto importante, basse pressioni nel sud dell’Europa, foriere di precipitazioni, alte pressioni a nord, quelle che poi fanno scivolare blocchi di aria fredda dalle regioni artiche, dalle regioni sarmatiche, cioè la Russia e la Siberia, verso ovest. Insomma, una situazione che sembra favorevole ad avere un corposo colpo di coda, o forse anche più di uno. O meglio, dei tentativi, perché per il momento parliamo di previsioni che, sapete, saranno sempre da confermare e, in questo caso soprattutto, parliamo di correnti retrograde che scorrono contrarie a quelle che normalmente i modelli matematici domandano alla circolazione generale, quindi a un certo punto ci sono di supporto fino a un certo limite.
Ora le ipotesi sono svariate
Dopodiché possiamo solo fare delle ipotesi, perché osservando, con l’esperienza che abbiamo acquisito negli anni, la sinottica atmosferica che si va costruendo, sembra quasi che si prepari qualcosa di importante. Insomma, una serie di colpi di coda dell’Inverno, tardivi, quelli che fanno danno sostanzialmente, quelli che danneggiano l’agricoltura, danneggiano i fiori che sono sbocciati. Per dire, ormai è primavera, anche se poi effettivamente la vera e propria primavera non doveva venire così presto, ed è proprio perché la primavera non doveva venire così presto. I venti prevalenti, che sappiamo bene, scorrono da occidente verso oriente, mentre le correnti da est verso ovest sono controcorrente, chiamate anche correnti retrograde. Eppure questo scenario sembra disegnarsi in qualche modo, lo vedono i modelli matematici.
Vortice Polare in disfacimento
Sì, il Vortice Polare ha sicuramente efficacia (approfondisci con il nostro articolo sul collasso del Vortice Polare). Tra le altre cose, è imminente una fortissima eruzione d’aria fredda sulla parte centro-orientale del Nord America. Pensate, nevicate sino alla latitudine di Palermo sono attese nel Nord America, ma da loro tutto questo è molto più semplice che accada perché, dal punto di vista geografico, ne sono favoriti. Ma noi che cosa potremmo avere?
La neve in Aprile documentata
Non possiamo dirvi che cadrà la neve sulle coste adriatiche, né che cadrà la neve in Val Padana così tardivamente. Ricordo che nel 1991 cadde la neve in Aprile inoltrato in Val Padana, quindi questi eventi atmosferici hanno dei precedenti. Direi però che c’è da considerare che il plateau termico è salito un pochino verso l’alto nel frattempo, ma allo stesso tempo, anche se quel plateau termico ha avuto un aumento della temperatura, in coincidenza di fenomeni meteo estremi abbiamo riscontrato, anche in altri continenti ma anche in Europa, che questi fenomeni così fuori dal comune possono succedere ancora, anche se abbiamo episodi di caldo più marcato rispetto al passato. Ed ecco che allora si costruisce anche un’ipotesi non così fantasiosa, ma un’ipotesi per cui possa esserci un colpo di coda acuto che, con precipitazioni e basse temperature, possa colpire l’Italia. Peraltro, qualcosa del genere avvenne addirittura nell’Aprile del 2008, quindi siamo ben lontani dal 2011, nel 2008 furono interessate soprattutto le regioni tirreniche, la Sardegna, insomma varie regioni d’Italia. Si ebbe un periodo freddo, ma ancora andando indietro nel tempo, sempre in Aprile, si sono avute botte di freddo.
Io quello che voglio segnalare è il fatto che Aprile è un mese sicuramente primaverile, ma è molto vulnerabile per quanto riguarda il freddo. E poi abbiamo questo Vortice Polare che tende a finire la sua vita del grande freddo, perché dopo il 20 Marzo avremo una durata del giorno anche nelle regioni del Polo Nord che supererà le 12 ore e quindi la radiazione solare farà il suo seguito, andremo verso un riscaldamento deciso del nostro emisfero. E quando questo succede si intensifica quel fenomeno chiamato Amplificazione Artica. Pensate un po’, quell’Amplificazione Artica che va a determinare eventi meteorologici estremi, e lo fa soprattutto nelle stagioni di mezzo, cioè Primavera e Autunno, ma in particolare la Primavera sembra essere molto vulnerabile, anche se inizia a esserlo anche l’Autunno, perché abbiamo recentissimi precedenti in merito all’Autunno, mentre quelli della Primavera si sono consolidati nel tempo. Ecco perché vi parlo di questo.
Vigilanza, analisi che non sono promesse di gelo e neve
Io starei piuttosto con gli occhi aperti, perché si potrebbe concretizzare un fenomeno meteo insolito, addirittura la nevicata di fine stagione invernale, quando invece non ci sarebbe dovuta essere, quando avremmo dovuto avere il meteo primaverile. Ma sapete, il meteo primaverile è giunto così precocemente che tutto può succedere, ed è proprio questo elemento che lo potrebbe far capitare, perché la Primavera in Europa è giunta a metà di Febbraio. Ora poi, man mano, si sta come dire estinguendo, e sta succedendo questo capovolgimento delle correnti, tutti gli elementi che portano a una soluzione, quella del grande colpo di coda invernale. E allora la concomitanza di vari fattori potrebbe non solo portare quel freddo secco che abbiamo visto in questi anni, ma anche la neve a quote bassissime, perché no, anche in Val Padana, per dirvi, oppure sulle colline dell’Italia centrale e del sud Italia. Cose che possono succedere, cose avvenute anche nel passato.
Il meteo estremo non è facilmente prevedibile, anzi, non lo è quasi
Aspetti meteo purtroppo difficilmente prevedibili, perché così estremi che i modelli matematici non hanno ancora quella risoluzione tale da poterci regalare un anticipo previsionale. Insomma, ci aggiorneremo su questo argomento, perché ritengo che sia molto interessante. Al momento non vi dico che nevicherà, assolutamente, posso dirvi che ci sono in prospettiva dei colpi di coda dell’Inverno. L’entità, la misura di questi, gli effetti, li vedremo man mano, perché sono figli del Meteo Estremo e, come ho detto tante volte, sono difficilmente prevedibili.
Crediti
- ECMWF: https://www.ecmwf.int/
- NOAA: https://www.noaa.gov/
- WMO (World Meteorological Organization): https://wmo.int/
- Copernicus Climate Change Service: https://climate.copernicus.eu/
- Nature Climate Change: https://www.nature.com/nclimate/
