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Bolla d’aria gelida a Marzo. Torna all’Inverno. Diffuse nevicate

Federico De Michelis di Federico De Michelis
24 Feb 2026 - 19:05
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Bolla gelida a Marzo

Colpo di scena del Vortice Polare

(METEOGIORNALE.IT) Marzo 2026 torna all’inverno, anzi si ripropone. È ovvio che nel mese di marzo saremo nella Primavera meteorologica e non avremo le stesse ore di luce di dicembre; ci sarà una radiazione solare diversa e tutte le ondate di freddo avranno comunque minore efficacia rispetto ai mesi del pieno inverno. Tuttavia, lo sbalzo termico che si annuncia dopo questo periodo di alta pressione di matrice africana, giunta all’improvviso, è considerevole. Una situazione atmosferica così fuori dalle regole del clima che dovremmo avere in questo periodo dell’anno incrementa il disagio legato ai cambiamenti meteo tipici del mese di marzo, oggi accentuati sensibilmente dai Cambiamenti Climatici, ormai evidenti a quasi tutti.

 

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Abbiamo osservato vari modelli matematici per capire come potrebbe essere il mese di marzo, ma ovviamente sono previsioni a lungo termine che necessitano di conferme. Abbiamo poi analizzato proiezioni a più breve termine, in particolare per la prima decade del mese: anche queste, però, presentano un’affidabilità tutta da rimodulare. Sono scenari ancora a lunga scadenza, vista la forte incertezza che regna attorno all’anticiclone.

 

Collasso dell’Alta Pressione africana

Il collasso dell’alta pressione a partire dal prossimo fine settimana è ciò che, al momento, sembrerebbe più probabile. Cominceranno ad avanzare perturbazioni da ovest, ma proprio verso le Isole Britanniche si formerà un nuovo campo di alta pressione. E questo non è un buon segnale se vogliamo parlare di un meteo che, dal 1° marzo, diventa primaverile. L’alta pressione e le basse pressioni posizionate in determinate aree potrebbero infatti spingere l’aria fredda accumulata durante l’inverno sulla Russia europea verso l’Italia. Al momento non sappiamo se arriveranno ondate di gelo – al momento pare di no – però un sensibile calo termico appare probabile. Questo sembra abbastanza chiaro.

 

Mediterraneo di nuovo caldo

Il Mar Mediterraneo potrebbe tamponare questo brusco abbassamento delle temperature. Un Mediterraneo che si sta nuovamente riscaldando, viste le temperature cresciute e soprattutto il fatto che nella penisola italiana e nelle Isole non abbiamo avuto un inverno rigido. È stato un inverno mite, con temperature superiori alla media; meno anomale quelle del Nord Italia, anche se con discrepanze rilevanti. Qui il clima è più continentale ed è normale che un’anomalia possa risultare più accentuata.

 

Marzo 2026

Questo cambiamento prospettato per marzo potrebbe avere effetti anche di lunga durata se dovesse andare in porto tutto il caos generato dal forte riscaldamento della stratosfera. Ne parliamo ormai da tutto l’inverno. Gli effetti in Europa si sono visti soprattutto nella parte orientale e settentrionale, anche in Europa centrale; in Italia, invece, ben poco per quanto riguarda il freddo. E il termine “stratosfera che si riscalda” può dirci ben poco, perché in effetti non c’è stata quell’efficacia dei riscaldamenti stratosferici necessaria a innescare le condizioni ideali per deviare le correnti e portare il freddo dalla Russia.

 

Stratosfera da monitorare

Ora non sappiamo se succederà nelle prossime settimane, anche perché il riscaldamento stratosferico è una previsione e i suoi effetti, semmai, si manifestano dopo circa due settimane. Saremmo quindi già in un marzo inoltrato, probabilmente nella terza decade. Eppure marzo è un mese estremamente capriccioso: in anni neppure troppo lontani ha portato nevicate persino in aprile.

 

Aprile, mese anche di neve sulle coste

Pensate che nell’aprile 2003 si ebbe la neve sulle coste adriatiche: l’avreste mai detto? Ci fu un’ondata di freddo fulminea e violentissima che colpì l’Italia, al di là del riscaldamento stratosferico. Quell’aprile fu il preludio a un mese di maggio che, verso la fine, portò le prime ondate di calore estivo, divenute poi esasperanti in giugno, senza parlare del resto dell’estate 2003, l’anno in cui tutto quasi ebbe inizio.

Il riscaldamento, tuttavia, non nasce allora. Già nel 1983 si verificò un’ondata di calore terrificante con il suo cuore in Sardegna, dove si registrarono temperature atroci e incendi devastanti che causarono vittime. Ancora oggi alcune località, dalla Sardegna alla penisola italiana, detengono record di caldo misurati nel mese di luglio 1983.

All’epoca, però, tutto passava più in sordina. Si verificavano annate invernali diverse dal solito: la neve non cadeva in montagna, ma magari arrivava in pianura. Più o meno nevicava tutti gli anni, soprattutto al Nord Italia. Non c’era il cambiamento che si è visto negli ultimi quindici anni, diciamo dal 2013 in poi. Soprattutto negli ultimi dieci anni la trasformazione è stata così evidente da mettere in difficoltà sia i modelli matematici sia i previsori.

 

Ci siamo abituati alla mitezza

Ci coglie impreparati, ci trova in una condizione di debolezza. Pensiamo che la primavera sia dietro l’angolo, ma il punto è un altro: la primavera, di fatto, è già arrivata in febbraio e in marzo potrebbe andarsene, lasciando spazio a una vera e propria bolla di aria fredda che abbatterà sensibilmente le temperature. Potrebbe essere accompagnata da maltempo e nevicate, anche a quote basse, a partire dal Nord Italia.

 

Cambiamento climatico e previsioni meteo

Tutto questo viene visto in modo estremamente confuso dai centri di calcolo e dai supercomputer, che intravedono – come ha detto anche qualche collega – un vero colpo di scena del Vortice Polare, con un’espansione verso sud. Ma sull’Europa regna ancora l’incertezza. L’Europa non è l’America né l’Asia, dove si vivono condizioni meteorologiche estreme quasi ogni anno, con inverni molto rigidi tipici dei climi continentali. Da noi, eccetto alcune aree del nord del continente, questo non accade con la stessa frequenza.

Ecco perché marzo potrebbe presentarsi subito con un colpo di scena del Vortice Polare, forse imprevedibile come lo è stata l’alta pressione dirompente che ci ha sorpresi. Questo potrebbe accadere nella prima decade del mese, ma anche successivamente non si escludono altri ribaltoni.

 

Il clima è cambiato già vari decenni fa, ma non se ne parlava come oggi

I Cambiamenti Climatici si sono manifestati ben prima di quanto oggi se ne discuta quotidianamente. Un tempo non erano così violenti, non mostravano tempeste con venti devastanti capaci di danneggiare strade, coste, edifici. Non c’erano alluvioni ripetute come quelle avvenute in Emilia-Romagna negli ultimi anni, né temporali con oltre 100 millimetri di pioggia in un’ora, fenomeni oggi sempre più frequenti. Eventi che possono durare ore e scaricare accumuli ancora superiori.

L’anno scorso in Texas ci sono state vittime a causa di episodi estremi. Lo stesso accade ogni anno in India, che sta migliorando sensibilmente il proprio servizio meteorologico. Così anche in Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Italia. Eppure da noi esistono situazioni discutibili: si è parlato in questi giorni del possibile smembramento del centro meteo europeo con sede anche a Bologna, fatto che toglierebbe valore aggiunto a un nascente servizio meteorologico nazionale.

 

Ci serve fare ricerca meteo anche in Italia, più diffusamente

In Italia non esiste ancora un vero servizio meteorologico nazionale: c’è l’Aeronautica Militare, che svolge un compito fondamentale nelle previsioni, e c’è la Protezione Civile, con un sistema efficiente. Ma un servizio strutturato come negli Stati Uniti, in Spagna e in molti Paesi europei sarebbe necessario.

I centri meteo nazionali possono ottenere finanziamenti e fare ricerca. Noi no. La nostra sopravvivenza deriva dalla pubblicità, spesso criticata perché interrompe la lettura. Ci appoggiamo soprattutto alle ricerche estere, che permettono di portare in Italia informazioni aggiornate.

 

Voglio concludere questo articolo con un messaggio chiaro: la prima decade di marzo è da tenere d’occhio. Potrebbe essere ricca di sorprese e, almeno per ora, non sembrano sorprese primaverili. Più probabile un raffreddamento marcato, con precipitazioni e possibili nevicate a quote molto basse.

 

Crediti:
Dati e proiezioni elaborati sulla base delle analisi di ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (https://www.ecmwf.int) e NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (https://www.noaa.gov) (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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